TEATRO: AL GIUDITTA PASTA DI SARONNO "AMADEUS IL TALENTO CHE BRUCIA" EVENTO SPECIALE
AMADEUS IL TALENTO CHE BRUCIA
AMADEUS di Peter Shaffer
Evento speciale al Teatro Giuditta Pasta
Teatro Giuditta Pasta di Saronno
Giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 20.45
https://www.teatrogiudittapasta.it/
Il capolavoro di Peter Shaffer tra grande teatro, visione contemporanea e dialogo con il cinema Costumi Premio Ubu di Antonio Marras. Un evento speciale al Teatro Giuditta Pasta C’è una storia che il teatro continua a raccontare perché non smette di parlarci: quella del talento, dell’ambizione, dell’ombra che nasce quando il genio appare. Amadeus di Peter Shaffer, nella regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, va in scena al Teatro Giuditta Pasta giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 20.45, riportando sul palco uno dei conflitti più affascinanti della storia dell’arte occidentale.
Il confronto tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart prende forma in una tragicommedia che alterna leggerezza e abisso, ironia e inquietudine. Non un racconto storico, ma una parabola teatrale sul desiderio di essere riconosciuti, sulla frustrazione, sulla lucidità dolorosa di chi vede il genio e sa di non possederlo. La regia costruisce un flusso narrativo compatto, quasi cinematografico, che accompagna lo spettatore senza concessioni al didascalico.
La forza visiva dello spettacolo passa anche dai costumi firmati da Antonio Marras, vincitore del Premio Ubu per i Migliori Costumi proprio per Amadeus, che reinventano il Settecento come spazio mentale prima ancora che storico. Abiti sontuosi, attraversati da scarti contemporanei, capaci di trasformare il palcoscenico in un luogo sospeso, dove il passato diventa materia viva e perturbante. Marras immagina un Settecento sontuoso e visionario, con abiti che diventano racconto, atmosfera, segno drammaturgico, contribuendo in modo decisivo alla potenza visiva dell’allestimento.
Con la sua energia pop e una straordinaria forza spettacolare, la messa in scena restituisce Amadeus come una tragicommedia tesa e travolgente, in cui il racconto del confronto tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart si sviluppa con ritmo incalzante, alternando ironia, inquietudine e vertigine emotiva. La regia costruisce un vero e proprio viaggio teatrale, compatto e immersivo, dove il pubblico viene trascinato senza mai perdere intensità o leggerezza. L’interpretazione di Ferdinando Bruni nei panni di Salieri è magnetica e multiforme: un personaggio che attraversa le età della vita con continui mutamenti di voce, corpo e intenzione.
Accanto a lui, un Mozart giovane, irriverente e spiazzante, incarnazione di una modernità che destabilizza e affascina. Il risultato è uno spettacolo di grande impatto, capace di coinvolgere un pubblico ampio senza rinunciare alla profondità Lo spettacolo sarà preceduto alle ore 20.00 dall’incontro “Oltre il Sipario”, condotto da Chiara Palumbo, occasione di avvicinamento alla visione e alle sue chiavi di lettura.
Teatro e cinema: un percorso condiviso
Amadeus è incluso in due abbonamenti speciali: uno dedicato al cinema e uno al teatro, concepiti come un percorso che intreccia scena e grande schermo. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Teatro Giuditta Pasta e il Cinema Silvio Pellico e propone tre appuntamenti in cui la visione dello spettacolo teatrale si affianca alla proiezione del film corrispondente. Un dialogo tra linguaggi diversi che offre al pubblico un’occasione di approfondimento e confronto tra teatro e cinema.
Evento speciale gratuito su prenotazione
IO LI CONOSCO BENE – teatro e cinema raccontati da Maurizio Porro
Sabato 28 febbraio 2026 ore 16.00
Il giornalista e critico del Corriere della Sera Maurizio Porro incontrerà il pubblico per un dialogo dedicato al rapporto tra teatro e cinema, ai grandi testi e alle loro trasposizioni, alle affinità e alle differenze tra due forme d’arte profondamente intrecciate.
L’incontro sarà moderato da Chiara Palumbo, che accompagnerà anche il pubblico negli appuntamenti Oltre il Sipario prima degli spettacoli teatrali.
Le proiezioni al Cinema Silvio Pellico saranno introdotte da Laura Succi.
Dalle note di regia
La leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo forse si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca (ma gli storici, in linea di massima, non le accreditano nessun fondamento); più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin che nel suo microdramma Mozart e Salieri ci racconta per la prima volta la favola.
Antonio Salieri è, meritatamente, uno dei più famosi compositori della sua epoca, vive in una posizione di assoluto privilegio, le sue opere sono note e apprezzate, è un artista raffinato, stimato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato a occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto tra lui e Dio: devozione in cambio di successo. O almeno questo è quello di cui è convinto. Il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti.
Mozart rappresenta per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee, il suo personaggio, la sua musica sono ancora oggi fonte di meraviglia e studio. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio. Dio non ha tenuto fede al patto: ora è Amadeus lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra. E allora che sia guerra fra Antonio Salieri e il suo Dio: il campo di battaglia sarà Mozart. Inizia così un lento e meticoloso lavoro di demolizione delle possibilità di affermazione del giovane Mozart, piano piano, senza mai esporsi, fino all’annientamento, fino alla morte.
Il testo di Shaffer inizia a Vienna nel 1823, Antonio Salieri, vecchio, dimenticato e prossimo alla morte, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart – Ama-deus, colui che ama Dio e che da Dio è amato – conclusasi con la morte del giovane e geniale compositore trent’anni prima.
Peter Shaffer inventa un ‘capriccio’ allucinato e potente, sicuramente non un testo ‘storico’, ma un apologo sull’invidia, con un capovolgimento finale che sposta il senso della leggenda creata da Puskin: è ovvio che Salieri, mediocre anche nella cattiveria, non ha avvelenato Mozart, la sua malvagità non è arrivata fino a questo punto, ma farà qualsiasi cosa perché tutti lo credano, in modo che il suo nome possa essere legato in eterno a quello del salisburghese e che questo delitto non commesso gli conceda l’immortalità.
Dalla Rassegna stampa
L’Elfo di Milano ha scelto proprio Amadeus di Shaffer per una produzione più pop che infatti sta raccogliendo un grande successo di pubblico. Buona parte del merito è di Ferdinando Bruni: attore storico della compagnia, è uno spregevole Salieri che si ama da subito. Giubba lunga decorata, pantaloni al ginocchio, tutto "stile Settecento" (abiti di Antonio Marras, un lusso che si fa notare), Bruni passa dalla vecchiaia al lungo flashback delle sue malefatte verso Mozart senza mai strafare, e solo cambiando timbro di voce e toni padroneggia la scena con autorità, sapienza, divertimento. Uno spasso.
Anna Bandettini, la Repubblica
Amadeus, di Peter Shaffer, realizzato da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, è spettacolo esemplare. Un Bruni in stato di grazia, nei panni del musicista Salieri; una regia dalla pienezza e levità mozartiana, ove ogni elemento concorre a creare ciò che deve essere una regia, un incanto che pare naturale, che rapisce lo spettatore e lo porta nell’azione senza che questi se ne accorga.
Amadeus manifesta una impeccabile coesione: il protagonista è tale, protagonista ma non solista come accade a volte anche con attori eccellenti. Qui ogni interprete è perfetto, non solo l’indimenticabile Salieri Bruni, e l’eccellente Daniele Fedeli, un puer, un Mozart giovanilmente ingenuo e animato, non posseduto, dal genio che gli è stato dato in dono. (…)
Ecco l’intuizione iniziale di Bruni e Frongia: la pièce di Shaffer è una tragicommedia. Più volte ho scritto come dal Novecento si assottiglia lo spazio del tragico, in teatro, ma come questa realtà non giustifichi, da parte del drammaturgo, scelte minimaliste, la rinuncia all’avventura della visione da cui il teatro ha origine. Bene, Shaffer scopre che il teatro del nostro tempo può essere la tragicommedia: genere inventato da Shakespeare e praticato da Molière, le cui pièce sono tragedie in forma commedia. Il tragico è possibile, oggi, mescolato con il comico.
Roberto Mussapi, l’Avvenire
L' allestimento non cerca facili risposte e forzate attualizzazioni, ma immerge lo spettatore in un giocoso Settecento à Sofia Coppola, dove sono i ritmi e i toni (e non le immagini) a restituire una temperatura contemporanea. Come accade nelle migliori produzioni cinematografiche, ma ben più raramente a teatro, una simile scelta estetica − che gioca in bilico tra maschera e caricatura − necessita di una particolare cura nei costumi; ed è per questo felicissima, in Amadeus, la collaborazione con lo stilista Antonio Marras, che inonda il palco di parrucche, corpetti e sbuffi, senza tuttavia perdere di misura e di gusto. Protagonista assoluto è Bruni/Salieri, che ripercorre a ritroso la propria vicenda esistenziale come in una dolorosa confessione, trasformando in un istante corpo e voce dalla vecchiaia alla giovinezza. Al gioioso divertissement di un ruolo da grande attore − con gustosi ammiccamenti al pubblico e pieno controllo dei ritmi − Bruni alterna brani di vibrante partitura tragica, cupe come le pagine di Puskin. All' altro polo del conflitto, Daniele Fedeli disegna un Mozart superficiale e infantilmente addolorato che, con ogni suo gesto, nutre inconsapevole la famelica belva dell' invidia nel cuore di Salieri. (...) La sala dell' Elfo, affollata, segue con gusto per due ore e mezza e sommerge di applausi la compagnia. Alberto Arbasino, in Grazie per le magnifiche rose, lamentava l' assenza, in Italia, di un «teatro divertente e mozartiano», cioè uno spettacolo di alto intrattenimento per «una solida borghesia cosmopolita».
L' aggettivo, nel caso di Amadeus, risuona perfetto e limpido come le note del compositore viennese.
Maddalena Giovannelli, Il sole 24 ore
CREDITI
Amadeus
di Peter Shaffer
uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
costumi Antonio Marras
con Ferdinando Bruni
e con Daniele Fedeli, Valeria Andreanò, Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca
produzione Teatro dell’Elfo
con il contributo di NEXT
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