TV E MUSICA : SU SKY E NOW LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883 "NORD SUD OVEST EST" SECONDA STAGIONE

 


NORD SUD OVEST EST

LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883

Una serie di SYDNEY SIBILIA prodotta da Sky Studios e Groenlandia 

ELIA NUZZOLO e MATTEO OSCAR GIUGGIOLI nei panni di Max Pezzali e Mauro Repetto 

Nel team di regia SYDNEY SIBILIA, ALESSIO LAURIA, SIMONE GODANO, ALICE FILIPPI 

Scritta da FRANCESCO AGOSTINI, MARCO PETTENELLO, SYDNEY SIBILIA 

Nel cast anche LUDOVICA BARBARITO, DAVIDE CALGARO, EDOARDO FERRARIO, ROBERTO ZIBETTI, RICCARDO ARMIENTO e le new-entries GAIA ZAMPIGHI e ROSA BARBOLINI  

Nella colonna sonora anche “Le_Ali”, il nuovo brano di MAX PEZZALI

Dal 9 ottobre in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW


“Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 è da venerdì 9 ottobre in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW”

La fine, nel 1993, della loro storia come band, sarà solo l’inizio di una leggenda in grado di far cantare ed emozionare ancora oggi intere generazioni di fan. In esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 9 ottobre arriva NORD SUD OVEST EST – LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883, la seconda stagione della dramedy Sky Original di Sydney Sibilia sull’ascesa fulminante del duo di Pavia formato da Max Pezzali e Mauro Repetto, interpretati da Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli. 

Tutte le emozioni, le scoperte e le disillusioni dell’esplosivo 1993 degli 883 sono il cuore degli 8 nuovi episodi della serie prodotta da Sky Studios e Groenlandia, società del Gruppo Banijay, prodotta da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, che dopo Hanno Ucciso l’Uomo Ragno (tra le serie Sky Original più viste di sempre) racconterà le vicende che portarono al secondo e ultimo album della band, arrivato al culmine di un successo travolgente.

Con un nuovo album in uscita che avrebbe cambiato tutto, tra nuovi amori, concerti leggendari, il mitico Jolly Blu e l’America, ritroviamo Max e Mauro all'apice del successo, nel momento in cui tutto sembra possibile, ma niente è più semplice come prima. Quando il mondo li ha trasformati in star e tutto è cambiato intorno a loro, infatti, si trovano ad affrontare la sfida più difficile: capire chi sono diventati, ora che iniziano a non riconoscersi più nello stesso sogno. 


Nuovo il team di regia, composto da Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano, Alice Filippi. La nuova stagione è scritta da Francesco Agostini, Marco Pettenello, Sydney Sibilia. 

 Con Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli nei panni dei due compagni di banco che, grazie alla musica, negli anni ‘90 diventarono gli improbabili eroi di una storia senza tempo, tornano nei nuovi episodi anche Ludovica Barbarito (Silvia), Davide Calgaro (Cisco), Edoardo Ferrario (Pierpaolo Peroni), Roberto Zibetti (Claudio Cecchetto) e Riccardo Armiento (Nemorino), affiancati dalle new-entry Gaia Zampighi (Michela Rossini) e Rosa Barbolini (Caterina).

Nella colonna sonora di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, accanto a tantissimi dei brani che hanno segnato la storia musicale della band e che, generazione dopo generazione, continuano a essere parte dell’immaginario collettivo, anche un nuovo brano di Max Pezzali, Le_Ali, in uscita il 2 ottobre e contenuto all’interno di MAX FOREVER VOL.2 – L’ALBUM, che verrà pubblicato il 30 ottobre in digitale e negli store fisici per Atlantic / Warner Music Italy.

La serie debutterà coi primi due episodi su Sky Serie il 9 ottobre. Dal venerdì successivo andrà su Sky e NOW con un nuovo episodio a settimana, fino al 20 novembre. E grazie a Sky Extra (il programma loyalty di Sky), per i clienti Sky da più di tre anni gli episodi saranno disponibili in anteprima on demand ogni martedì con Primissime. 


SINOSSI  

L’epico finale della leggendaria storia degli 883 ci porta nel mondo di Nord Sud Ovest Est, l’album che ha segnato un’intera generazione e trasformato due ragazzi di provincia in icone della musica italiana. È il 1993 e Max e Mauro stanno finalmente vivendo il sogno che hanno inseguito per anni: canzoni in cima alle classifiche, interviste, fan ovunque. Quello che sembrava impossibile è diventato realtà. Eppure, dietro l’euforia del successo, la vita delle popstar è diversa rispetto a quello che si erano immaginati.


Mentre tutto intorno a loro corre velocissimo, anche il loro rapporto comincia lentamente a cambiare. Max è travolto da nuove possibilità, dalla voglia di raccontare il mondo che sta scoprendo e dal desiderio di capire quale possa essere il prossimo passo della sua vita artistica. Mauro, invece, sente crescere dentro di sé dubbi e inquietudini che il successo non riesce a cancellare. Per la prima volta, i due amici sembrano guardare al futuro in modo diverso.


La grande avventura che stanno vivendo li porterà lontano da Pavia e dalla quotidianità da cui erano partiti: nella scintillante Milano della moda, dei locali esclusivi e delle occasioni che sembrano infinite, ma anche nell’America che hanno sempre sognato ascoltando musica e guardando film. Un viaggio pieno di entusiasmo, incontri inattesi, scoperte e disillusioni, in cui saranno costretti a confrontarsi con ciò che desiderano davvero.


Perché crescere significa anche scegliere chi diventare. E mentre il mondo intorno a loro cambia a una velocità travolgente, Max e Mauro dovranno capire se il successo può convivere con l’amicizia che li ha uniti fin dall’inizio. Una storia di sogni, musica e legami profondi, che racconta il momento in cui tutto sembra possibile, ma niente è più semplice come prima.


CAST


MAX - Elia Nuzzolo

Pallido, nerd, enciclopedia musicale vivente, non del tutto preparato a diventare lui stesso una star, e del tutto impreparato alla corte di ragazze mitiche, Max in questa stagione deve affrontare le due sfide più grandi: diventare un cantante famoso insieme al compagno di banco Mauro, e chiedersi se saprà diventare grande anche senza di lui. E poi, forse, andare a vivere da solo!



MAURO - Matteo Oscar Giuggioli

Vulcanico, incontenibile, visionario. Alla fine, è diventato davvero una pop star. Ma al suo inarrestabile talento non basta mai, e così prima traina Max al primo posto in classifica e in America, poi finisce a chiedersi cosa ci sia più su, più oltre, forse al di là dell’Oceano Atlantico? E poi, cosa succede quando uno come Mauro si innamora?



SILVIA - Ludovica Barbarito

Irresistibile, punk con una punta di dolcezza, il primo amore che non si scorda mai e il motivo per cui Max ha iniziato a fare musica scrivendo quella canzone che lei ancora non ha mai sentito. All’inseguimento dei suoi sogni è partita per Dublino lasciando Max a pensarla e vederla ovunque, ma anche per Silvia, come per tutti, e perfino a Pavia, i sogni possono cambiare forma… e sorprendere.



MICHELA ROSSINI - Gaia Zampighi

La ragazza più bella di tutti gli universi possibili, studentessa di fisica nucleare oggetto di mille leggende metropolitane, sconvolge la vita di Max quando lei, proprio lei, gli propone un appuntamento. Tecnicamente è lui che lo propone, ma lei gli aveva fatto l’occhiolino, e la proposta la rifiuta ma poi lo richiama. Insomma, Max si trova alle nove sotto casa sua, e il resto è storia… della musica.



CISCO - Davide Calgaro

Sarcastico, pungente, costante fonte di distrazione ma incredibilmente sul pezzo, se nella prima stagione il suo obiettivo era portare Max a concludere le sue immeritate fortune sentimentali, in questa seconda assisterà al leggendario incontro con Michela Rossini, ma sarà anche colui che ricorderà sempre a Max la realtà di Pavia, i sogni che non sempre si realizzano ma possono cambiare, e che ci sarà sempre, davanti a una birra scura, a dirgli “tranquillo, siamo qui noi”.


PIERPAOLO PERONI - Edoardo Ferrario

Pragmatico, disincantato, severo. Gli 883 per lui sono una via di mezzo tra una covata da proteggere e la scommessa della vita. Costantemente impegnato a cazziarli e motivarli, li vedrà arrivare sulla cima, insieme a Cecchetto. 



NOTE DI PRODUZIONE - SKY STUDIOS

In TV come al cinema, le storie di amicizia parlano sempre al cuore delle persone. Il segreto dell’enorme successo di Hanno Ucciso l’Uomo Ragno è stato questo: il legame tra Max e Mauro. I due protagonisti non sono solo due cantanti famosi che hanno fatto cantare generazioni intere, ma sono soprattutto due amici che hanno condiviso un sogno.

Ed è questo che ritorna con ancora più forza nella nuova stagione, Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883.

Se il primo capitolo parlava della forza dei sogni e dell'energia travolgente di due ragazzi di provincia che cercano di conquistare il mondo della musica, questa nuova stagione racconta cosa succede dopo. Cosa accade quando il sogno diventa realtà.

Ritroviamo Max Pezzali e Mauro Repetto all'apice del successo. Sono gli 883, dominano le classifiche, riempiono piazze e discoteche, scrivono canzoni destinate a entrare per sempre nell'immaginario collettivo. Eppure, proprio nel momento in cui sembrano avere ottenuto tutto, si trovano ad affrontare la sfida più difficile: capire chi sono diventati.

Mentre il mondo li ha trasformati in icone di una generazione, la loro amicizia - il motore di tutto - viene messa alla prova da ambizioni, amori e strade che divergono. Una storia emozionante e universale sul prezzo del successo e sul legame irripetibile tra due compagni di banco che hanno cambiato la musica italiana.

La forza di questa storia è che parla degli 883, ma in realtà parla di tutti noi. Parla del tempo che passa, delle scelte che ci allontanano, dei sogni che si trasformano. E parla di una verità semplice: alcune persone continuano a definire chi siamo, anche quando la vita ci porta lontano da loro.

Attraverso la nascita di brani iconici come Nord Sud Ovest Est, Come mai, Gli anni e molti altri, la serie riporta in vita un pezzo fondamentale della cultura pop italiana, sempre mettendo al centro i personaggi, le loro fragilità, le loro contraddizioni e la loro umanità.

La firma di Sydney Sibilia come showrunner, che capitana una fantastica squadra di registi grazie al suo sguardo unico capace di combinare racconto generazionale, ironia ed emozione, garantisce alla serie l’identità che ha reso la prima stagione un cult, conquistando tutti.

Nord Sud Ovest Est conferma e rafforza la profonda intesa editoriale e produttiva tra Sky e Groenlandia, una collaborazione che negli anni ha dato vita a progetti capaci di coniugare ambizione creativa, qualità produttiva e forte impatto sul pubblico, di cui Hanno Ucciso l’Uomo Ragno è la testimonianza più concreta.

Per noi di Sky Studios, Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883 segna l’avvio di una nuova prospettiva editoriale che, in continuità con la tradizione di qualità e con la ricerca costante dell’eccellenza che è sempre stata la nostra forza, guarda con ancora maggiore convinzione al lavoro di team e alla collaborazione con i talenti, con l’obiettivo di portare nuovamente sugli schermi Sky serie originali di grande ambizione creativa, amate dal pubblico, radicate nella nostra cultura ma capaci di parlare a tutti, attraverso personaggi autentici e storie universali.

Emanuele Marchesi,

Director Sky Studios Italia



NOTE DI PRODUZIONE – GROENLANDIA 

La seconda stagione di La leggendaria storia degli 883 riparte da un punto di svolta, il sogno che aveva spinto Max e Mauro a dedicarsi alla musica non è più un sogno. Nel 1993, con Nord sud ovest est, gli 883 conquistano una popolarità senza precedenti e si ritrovano improvvisamente dentro un mondo che fino a poco tempo prima avevano soltanto immaginato.

È un passaggio che cambia completamente la loro prospettiva. La provincia pavese lascia spazio alla Milano della televisione commerciale, dei grandi studi, dell’industria musicale, mentre intorno a loro prende forma quella nuova cultura pop che negli anni Novanta avrebbe cambiato per sempre il modo di fare e vivere la musica. 

Ma la conquista del successo porta con sé qualcosa che non avevano previsto, la necessità di capire cosa fare di tutto quello che hanno ottenuto. Crescono le ambizioni, cambiano le responsabilità e iniziano ad affacciarsi due modi diversi di immaginare il futuro. Al centro della stagione resta la loro amicizia, nata prima ancora della musica e diventata il motore di tutto quello che hanno costruito insieme. È proprio quando il sogno si realizza che quel legame viene messo davanti alla sua prova più difficile.

Anche il linguaggio della serie evolve insieme ai protagonisti. Se la prima stagione aveva costruito il proprio mondo a partire dalla provincia, dalla scuola e da un immaginario ancora intimo e adolescenziale, qui il racconto si apre a una realtà più grande, più colorata e più spettacolare. La ricostruzione dell’Italia dei primi anni ‘90 passa dagli ambienti ai costumi, dagli oggetti alla televisione, fino all’immaginario pop e musicale di quegli anni. 

Sky è stato un partner fondamentale di questo percorso, accompagnando Groenlandia fin dalla prima stagione e sostenendo la crescita di un progetto in cui abbiamo creduto profondamente. Una collaborazione che ci ha permesso di affrontare anche questo secondo capitolo con la stessa libertà e ambizione con cui abbiamo iniziato questo viaggio.

 

NOTE DEGLI AUTORI

 In provincia, avere un sogno non è una cosa da poco. Se poi quel sogno è fare musica, beh la possibilità che si realizzi è ancora più difficile. Eppure Max e Mauro, due sfigati che diventano amici per caso sui banchi di scuola, riescono in questa impresa incredibile. Insieme sfondano il muro di nebbia e zanzare della provincia pavese e diventano gli 883, un duo che, con soli due album, cambia per sempre la storia della musica italiana. 

La sfida nella scrittura della prima stagione è stata quella di raccontare non un’agiografia degli 883, bensì una storia intima - ma universale - di due amici che condividono un sogno. Il racconto di un coming of age di provincia che porta due improbabili outsider ad esibirsi sui palchi più prestigiosi d’Italia. Max e Mauro, in questo senso, erano e sono tutti noi; rappresentano i ragazzi e le ragazze cresciuti negli anni ‘90, lontani dai cellulari, da internet e dai social. 

La scrittura della seconda stagione ha presentato una sfida ancora più complessa.  Così come gli otto episodi della prima stagione ci accompagnavano alla scoperta del primo album degli 883, la seconda stagione racconterà la nascita e, soprattutto, le conseguenze dell’uscita di Nord Sud Ovest Est, di quello che sarà il secondo e l’ultimo album scritto da Max e Mauro insieme. 

Perché la sfida è più complessa? Perché un conto è raccontare due amici che hanno un sogno e lo realizzano. Ma come si può raccontare la fine di quella storia? Come si può raccontare la separazione di due amici, di due fratelli che, un anno fa, abbiamo raccontato come indivisibili? La risposta a questa domanda crediamo di averla trovata nel significato che abbiamo dato al loro “diventare adulti”. Max e Mauro, crescendo, hanno iniziato lentamente a guardare il mondo in modo diverso. Un allontanamento quasi invisibile, avvenuto senza che nessuno dei due riuscisse davvero ad accorgersene, trascinato non solo dalle loro scelte personali, ma anche da tutto quello che il successo aveva iniziato a muovere intorno a loro. Nell’estate del 1993, per Max e Mauro era ormai impossibile perfino prendersi un caffè insieme senza essere fermati da decine di fan, fotografi, addetti ai lavori. Quello che fino a poco tempo prima era “il sogno”, diventa troppo in fretta “un lavoro” e, soprattutto Mauro, non è pronto a questo cambiamento. 

Nei nuovi otto episodi scopriremo come quella domanda che chiudeva la prima stagione (“come la ballo io questa, Max?”), diventerà il fulcro e la causa di questo cambiamento epocale. Perché, mentre il mondo intorno a loro cambia velocemente, Max e Mauro iniziano lentamente a non riconoscersi più nello stesso sogno. Eppure, anche mentre le loro vite prendono direzioni diverse, resta intatto il legame profondo che li ha uniti fin dal primo giorno: quello di due ragazzi di provincia che, insieme, hanno provato a conquistare il mondo.

Nord Sud Ovest Est è per noi un grande racconto su cosa significhi crescere e su come i nostri sogni crescano insieme a noi, mutando forma, accompagnandoci e facendoci diventare gli adulti che siamo. Un racconto su come, nonostante le loro decisioni e la musica li abbiano alla fine allontanati, Max e Mauro resteranno per sempre compagni di banco, migliori amici, fratelli.

Francesco Agostini, Marco Pettenello, Sydney Sibilia


NOTA REGIA – SYDNEY SIBILIA

Quando, ormai cinque anni fa, abbiamo deciso di raccontare l’incredibile storia degli 883, ci siamo accorti quasi subito che la dimensione ideale per quel tipo di racconto sarebbe stata una serie da due stagioni, una per ogni album del leggendario duo. Nella prima stagione avremmo raccontato le origini, il primo album e la storia meno nota e nella seconda, il successo, l’album che ancora oggi occupa la tredicesima posizione dei dischi più venduti alltime in Italia e, ovviamente, la famosa separazione, che poi è quella cosa che all’epoca rese gli 883 oggetto delle più stravaganti leggende metropolitane, da qui il titolo la “leggendaria storia”. Insomma, quando abbiamo cominciato a scrivere avevamo già molto chiaro quale sarebbe stato l’intero arco della serie. Quello che non sapevamo, e che avremmo fatto sinceramente fatica anche solo a immaginare, è il successo che avrebbe travolto la prima stagione. E mentre “Hanno Ucciso l’Uomo Ragno” raccoglie sempre più spettatori diventando un piccolo cult, a noi tocca scrivere la seconda parte. Tutte le certezze cominciano a scricchiolare e prende il sopravvento la paura di non essere all’altezza della prima stagione. Ci sblocchiamo solo quando ci rendiamo conto che anche Max e Mauro li abbiamo lasciati praticamente nella stessa situazione, con un secondo album da fare dopo il grande successo del primo e che quindi ci troviamo in uno di quei rarissimi casi in cui personaggi e autori sono sulla stessa barca. Ci siamo trovati, quindi, a raccontare la storia di Max Pezzali e Mauro Repetto con la consapevolezza che, anche questa volta, era anche un po’ la nostra. Nelle prime puntate i protagonisti sono assaliti dall’ansia da prestazione che si scioglie puntata dopo puntata, canzone dopo canzone, il successo moderato del primo album lascia il posto a quello estremo del secondo. I nostri protagonisti sono perennemente assaliti dai fan, fanno fatica ad uscire di casa, ad andare al solito bar a prendere una birra e l’industria musicale li porta costantemente in giro. Max e Mauro dovranno fare i conti con cosa vuol dire essere delle vere e proprie pop star e se questa vita, che avevano tanto sognato, è davvero quello che volevano.


NOTA REGIA – ALICE FILIPPI

“C’è questa cosa assurda dei sogni... che quando inizi a farli neanche te ne accorgi che sembrano sogni. Te ne accorgi solo quando te li levano, senza preavviso, senza dirti un cazzo. Te li levano.” Nord Sud Ovest Est ci ha messo davanti a una sfida complessa: continuare il racconto di una grande amicizia sapendo che stavamo andando verso il suo capitolo finale. La domanda non era se gli 883 si sarebbero sciolti. Quella risposta il pubblico la conosce già. La vera domanda era quando e soprattutto come. Come si arriva alla fine di un sogno? Come si racconta il momento in cui due ragazzi che hanno condiviso tutto iniziano lentamente a prendere strade diverse? 

Si torna così alle origini del racconto, si torna a quella prima puntata della prima stagione in cui Lello, inconsapevolmente, diventa l’artefice del loro destino. E se quella cosa non fosse successa? “Forse, e dico forse, gli 883 non si sarebbero mai sciolti”. È il desiderio segreto che accompagna lo spettatore fino all’ultimo episodio: che qualcosa possa ancora cambiare il corso degli eventi. Nelle ultime puntate Max e Mauro sono cresciuti. 

La loro amicizia rimane il centro emotivo del racconto, ma si trasforma insieme a loro. Il lavoro con gli attori si è concentrato proprio su questa maturazione, sul tentativo di raccontare un rapporto che evolve senza perdere la sua autenticità. Max vuole proteggere Mauro. Mauro vuole proteggere Max. Ma a volte crescere significa anche accettare che proteggere qualcuno non basta più. La crisi che attraversano è profondamente umana. Max mette in dubbio sé stesso, la propria capacità di andare avanti: “Non so se sono più capace senza Mauro”. Mauro, invece, prende coscienza del proprio ruolo all’interno del gruppo e inizia a chiedersi quale sia davvero il suo posto. “E io che cosa faccio?” domanda a un certo punto della stagione. Una domanda semplice che contiene però tutta la sua inquietudine. Progressivamente capisce che “stesso posto, stessa storia, stesso bar” non è più il luogo in cui può riconoscersi e comincia a cercare il proprio spazio nel mondo. 

L’episodio 6 rappresenta il cuore della serie. Usciamo da Pavia e seguiamo Max e Mauro nel loro sogno americano durante la realizzazione del videoclip di Nord Sud Ovest Est. È stato fatto un grande lavoro di ricerca e ricostruzione per restituire quell’immaginario così iconico: il deserto, la Cadillac, l’estetica americana filtrata attraverso gli occhi di due ragazzi che stanno vivendo qualcosa di straordinario. Dopo molte ricerche abbiamo trovato in Almería, nei luoghi che hanno ospitato i western di Sergio Leone, il paesaggio perfetto per far sfrecciare Max e Mauro sulla Cadillac rossa. Anche la musica ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione di questo episodio. Dai riferimenti al rock americano fino alla ricostruzione del Viper Room, il celebre locale di Los Angeles, abbiamo cercato di restituire l’atmosfera di quegli anni e di quel sogno che sembrava non avere confini. 

Con l’episodio 7, si torna a Pavia. Ma non è più la stessa Pavia. L’America ha cambiato tutto. Da quel momento le strade di Max e Mauro iniziano lentamente a separarsi. Anche la regia ha cercato di raccontare questo passaggio attraverso immagini semplici ma significative: per la prima volta non li vediamo più salire sulla stessa auto, ma su due auto diverse, dirette verso due percorsi opposti. Visivamente iniziano a prendere strade differenti. Max torna nella sua tavernetta, nel luogo dove tutto è iniziato. Mauro, invece, ha già lo sguardo rivolto altrove. 

In questa parte della stagione è stato particolarmente importante anche il lavoro musicale realizzato insieme a Ciro Caravano. Quando Max compone una prima versione di “Tieni il tempo”, la canzone assume una tonalità più malinconica, quasi a suggerire che qualcosa si è ormai incrinato e che il tempo dell’innocenza sta finendo. 

L’ultima puntata è stata inevitabilmente anche un viaggio emotivo per tutti noi. L’ultimo ciak della serie lo abbiamo girato in Spagna, il 30 gennaio 2026. Stavamo realizzando il videoclip di “Rotta per casa di Dio”. Eravamo in mezzo a un incrocio di Torremolinos e la scena prevedeva un piano sequenza con Max e Mauro che cantavano insieme. Abbiamo fatto sette ciak. Quando è arrivato il momento di pronunciare la parola “stop”, mi sono accorta di non avere la forza di dirla. Perché non stavamo semplicemente finendo una scena. Stavamo salutando un viaggio, dei personaggi e un’amicizia che ci avevano accompagnato per due stagioni. E forse, in quel momento, era impossibile non pensare a una delle frasi più belle della loro storia: “Lo so, con te finirà il sogno di sentirsi dentro un film”.

NOTE DI REGIA – SIMONE GODANO

Il 20 dicembre del 2024 mi trovavo a Madrid per un incontro di lavoro. Vengo a sapere che anche Sydney era lì per qualche giorno. Decidiamo di pranzare insieme in un tipico ristorante di tapas alla Chueca, quelli a gestione familiare col proprietario incazzoso ma simpatico, le tovaglie rosse a quadretti e il classico menù spagnolo: jamon, tortilla, pan con tomate, pimientos de padrón, croquetas e piccole birre alla spina. Stavamo parlando del successo della serie e della struttura narrativa della seconda stagione quando ad un certo punto Sydney mi dice: “Ti andrebbe di girare un paio di puntate di Nord Sud Ovest Est?”. Quando una proposta ti arriva così, in un’atmosfera magica, la risposta è scontata. Soprattutto se la serie l’hai vista da spettatore e ti ha divertito come un matto. Da lì è cominciato il lungo viaggio di Nord Sud Ovest Est. Prima l’incontro con gli altri registi, la lettura degli episodi (subito travolgente) e la suddivisione delle puntate, il racconto da parte di Sydney, la sua visione sulla serie e il racconto filmico, l’incontro con la troupe e il cast. 

Entrare in una macchina rodata (che ha avuto anche un successo di quel tipo) poteva sembrare complicato e laborioso. Invece è stato molto naturale. Ho cercato chiaramente di adattarmi al linguaggio della prima stagione aggiungendo al racconto il mio sguardo. Ho immediatamente capito che la forza della serie era in due elementi: nella scrittura e in Max e Mauro, o meglio in Elia e Matteo. Da regista ho sempre un amore viscerale per gli attori, mi dedico anima e corpo a loro sia sul set che fuori, perché capire le persone aiuta poi a scrivere i personaggi. Ho capito subito quanto Elia e Matteo fossero simili in tutto ai personaggi di Max e Mauro, innocenti e semplici come loro. Amici inseparabili come loro. Ma hanno una caratteristica attoriale ben precisa: un metodo recitativo opposto. Elia è preciso, pignolo, perfezionista, quasi perfetto (dico quasi solo perché la perfezione in questo lavoro è noiosa). Matteo, invece, è più naïf, mosso da uno spirito sperimentatore, caldo e perennemente alla ricerca di qualcosa di nuovo. Insomma, una coppia - per rimanere in tema anni ‘90 - alla Gullit e Van Basten. La magia della serie, a mio avviso, nasce soprattutto da qui, da questi due ragazzi così opposti e per questo così bilanciati.

Tornando al mio lavoro, penso che sia stata un’esperienza che mi ha veramente arricchito. Il lavoro su una serie è molto diverso da un film. Le puntate sono collegate l’una all’altra, è veramente un lavoro di squadra, che segue la visione di Sydney che ha creato questo mondo. E il dialogo tra registi arricchisce, stimola, porta punti di vista diversi e inaspettati. Ed anche la macchina lavorativa è impressionante. Tu segui due puntate, ma la maggior parte delle persone accanto a te ne segue otto. Così in maniera del tutto naturale ed organica tu diventi il loro punto di riferimento sulle tue puntate, mentre per te loro sono la guida nel racconto d’insieme. Un racconto d’insieme fatto di musica, costumi, oggetti, ambienti e spazi conosciuti da tutti. E tanta ricerca. 

Nelle mie puntate ci sono dei programmi e dei personaggi che hanno fatto la storia della cultura pop anni ‘90 del nostro paese. Essere fedele a quegli anni è un obiettivo della serie che ho sposato appieno. Per cui raccontare quei programmi è stato un viaggio nella memoria del me ragazzo che non dimenticherò. Cos’altro posso dire? Guardate la seconda stagione, perché Max e Mauro diventeranno grandi, due popstar miliardarie, ma saranno animati sempre e solo dal più grande dei sentimenti: l’amicizia.

NOTE DI REGIA – ALESSIO LAURIA

Quando Sydney Sibilia mi ha proposto di dirigere due episodi di Nord Sud Ovest Est ho accettato senza pensarci nemmeno un secondo. Non solo perché avevo apprezzato molto la prima stagione, ma anche perché nel 1993 ero un undicenne che ascoltava gli 883 dalla mattina alla sera. Mi sono sentito subito a casa. Conosco a memoria quelle canzoni e ho vissuto in pieno quel mondo senza Internet, in cui la fama era un miracolo per pochissimi e, proprio per questo, ancora più travolgente. Un'altra fortuna è stata scoprire quanto il mio gusto personale in fatto di recitazione fosse già perfettamente in sintonia con quello della serie. Nel dirigere gli attori non ho dovuto forzare nulla per mantenere la continuità con il tono della prima stagione: era un linguaggio che sentivo naturalmente mio.

Essendo una seconda stagione, gran parte del cast principale era già definita. Questo mi ha permesso di dedicare particolare attenzione ai ruoli minori, scegliendoli con grande cura e cercando interpreti capaci di arricchire il mondo della serie anche attraverso poche scene. Allo stesso tempo, ho dovuto uscire dalla mia comfort zone. Entrambi gli episodi che ho diretto contengono infatti una scena particolarmente complessa per un regista di commedia — senza fare spoiler — e questo ha richiesto una preparazione specifica. Con il supporto di Sydney, della produzione e di tutti i reparti coinvolti, ho studiato numerose reference, rivisto più volte gli storyboard e realizzato delle pre-visualizzazioni utilizzando membri della troupe al posto degli attori. È stato un processo intenso, stimolante e profondamente formativo, che mi ha dato l'opportunità di mettermi alla prova e di crescere professionalmente.


FOTOGRAFIA

La direzione della fotografia del secondo capitolo de La leggendaria storia degli 883 mantiene come fondamento il medesimo impianto visivo costruito nel primo, restando saldamente ancorata agli anni Novanta. L’obiettivo non è ricostruire nuovamente un’epoca, ma approfondirla, abitarla con maggiore consapevolezza, seguendo i protagonisti nel loro percorso di crescita e nel progressivo affermarsi nel mondo della musica. La dialettica cromatica tra i due mondi — quello provinciale e quello della musica — non viene abbandonata, ma evolve. Pavia e le sue radici, con i toni gialli, beige e ocra che ne caratterizzano l’identità architettonica, rimangono un riferimento visivo ed emotivo, un punto d’origine a cui i protagonisti guardano ora da una distanza sempre maggiore. Le ombre blu che nella prima stagione accompagnavano il racconto si fanno in questa stagione più sfumate, quasi risolte, specchio di un’identità che ha trovato una sua direzione. Le nuove città e location ampliano il vocabolario visivo della serie. Ogni nuovo ambiente porta con sé una propria grammatica cromatica e luminosa, che si innesta sull’estetica già consolidata arricchendola senza stravolgerla. Il mondo della musica, dei concerti e del successo si fa ancora più presente, con colori sempre più saturi, contrasti più marcati e una luce sempre più dinamica — flare, luci in macchina, fonti dirette che accompagnano l’ascesa della band con la stessa energia che caratterizza la loro musica. L’illuminazione riflette questa evoluzione: se nella prima stagione il passaggio dalla luce piatta di Pavia alla luce viva dei palchi rappresentava una scoperta, qui quel linguaggio luminoso è diventato il registro naturale dei protagonisti. La meraviglia lascia spazio alla padronanza, pur conservando tutta la sua forza emotiva. Un elemento distintivo di questa stagione è la riproduzione fedele di eventi e format televisivi e di costume dell’epoca, come Non è la Rai o il Karaoke. In questi contesti, la tecnica fotografica subisce una trasformazione consapevole e radicale: la macchina da presa abbandona il proprio sguardo cinematografico per farsi mimetica con il mezzo che sta riproducendo. La qualità dell’immagine cambia registro, adottando le caratteristiche visive tipiche della televisione degli anni Novanta — colorimetria meno controllata, contrasti propri del tubo catodico, una grana e una texture che evocano la ripresa video dell’epoca. Questo slittamento tecnico non è solo un esercizio di stile, ma un atto narrativo: lo spettatore viene immerso nell’evento stesso, percependo quella stessa familiarità distorta e nostalgica che quei format trasmettevano allora. Le ottiche anamorfiche Canon Xtal Express, con le loro imperfezioni vintage, continuano a essere lo strumento privilegiato per raccontare questa storia. Il loro carattere cinematografico si conferma perfettamente adatto a narrare non solo un’epoca, ma la sua evoluzione — dagli albori al successo, dalla provincia al palcoscenico nazionale.

Valerio Azzali


COSTUMI

Hanno Ucciso l’Uomo Ragno finisce con la frase di Mauro “E io cosa faccio?”, che segna una cesura tra le due stagioni e nel rapporto tra i nostri protagonisti. Da questo momento le strade di Max e Mauro iniziano a scorrere parallele fino ad arrivare alla separazione definitiva. La seconda stagione parte proprio dalla frase di Mauro, dunque non c’è un passaggio di tempo tra le due serie. Con i costumi abbiamo cercato di raccontare la crescita di Max e Mauro da questo momento in poi. Sono stati passaggi graduali ed impercettibili. Nelle prime due puntate abbiamo continuato ad usare abiti della prima stagione per poi mescolarli ad altri nuovi ed infine abbandonarli. Mauro cerca il proprio posto nel mondo, si incupisce, e di conseguenza anche i suoi abiti non sono più allegri e “arcobaleno” come nella prima stagione. Piano piano i colori lasciano posto a nuance più scure e tessuti più raffinati. La seta sostituisce il cotone, il blu petrolio sostituisce il celeste. Max apparentemente è sempre uguale ma abbiamo voluto renderlo meno goffo, un po’ più “figo”, con piccoli cambiamenti, probabilmente impercettibili, che seguono il suo processo di crescita. Anche il trucco e i capelli sono leggermente cambiati.

Il look di Max Pezzali resta fondamentalmente immutabile perché iconico, sarebbe stato stupido modificarlo troppo. La lavorazione di questa serie è stata appassionante, frenetica, quasi schizofrenica. Un esempio: un giorno abbiamo vestito e girato contemporaneamente una platea di giovani del 1983, una discoteca del 1993, miss Italia, un saloon e un valzer ottocentesco. Questa stagione rispetto alla prima è stata molto più laboriosa per tutti i reparti.

Nella prima ci eravamo concentrati sulla ricostruzione esatta di Max Pezzali e Mauro Repetto. In accordo con fotografia e scenografia abbiamo usato colori discordanti tra gli attori protagonisti e la borghese Pavia, ritratta nei toni del beige. In Nord Sud Ovest Est i personaggi si sono moltiplicati e siamo usciti da Pavia. Max e Mauro si sono mescolati con il mondo fuori, il mondo di Cecchetto e l’America! Dunque, anche le fogge si sono fatte più pop e i colori più accesi. E poi i Righeira! Siamo entrati nell’ambiente punk rock torinese dei primi anni ‘80 dove abbiamo volutamente mantenuto un sapore ancora anni ‘70. I concerti degli Skiantos, i videoclip dei fratelli La Bionda, i Murazzi, un mondo estremamente stimolante dal punto di vista creativo. Con il successo dei Righeira, l’estetica cambia ulteriormente. Siamo nel pieno degli anni ‘80, le forme si arrotondano, i colori si accendono, si fanno fluo, le spalline diventano enormi, la moda diventa un po’ pazza e i Righeira cantano “Vamos a la playa”.

Valentina Taviani


SCENOGRAFIA

L’avventura di questa nuova stagione ha inevitabilmente alzato l’asticella. Se nella prima avevamo raccontato la noia della provincia attraverso una sorta di monocromia, costruita su una palette di “non colori” — quelli che amo definire colori timidi, spesso racchiusi in sfumature che finiscono in -ino — in questa seconda stagione ho sviluppato ulteriormente il concetto di realtà aumentata già introdotto nella serie, utilizzando colori saturi nella costruzione degli ambienti e negli arredi, come accade, ad esempio, negli spazi di Radio Deejay. È stato come prendere atto della forza di ciò che, nella storia, stava accadendo a Max e Mauro. I colori, proprio come i nostri protagonisti, non hanno più bisogno di chiedere il permesso: hanno acquisito una voce propria. Se nella prima stagione erano un sussurro, per usare una metafora sonora, ora diventano un grido. Molti ambienti sono stati recuperati dalla stagione precedente. La casa della famiglia Pezzali è rimasta sostanzialmente immutata, con l’immancabile lesso sulla tavola della cena. Lo stesso vale per la tavernetta, che ritroviamo leggermente aggiornata, senza però tradirne l’anima. Molti altri ambienti, invece, sono completamente nuovi: cercati, immaginati, disegnati e costruiti per raccontare il successo degli 883. Una sorta di girandola di colori e suggestioni che accompagna i protagonisti nel nuovo mondo in cui vengono improvvisamente catapultati.

In questa seconda stagione abbiamo attraversato l’universo musicale degli anni Novanta, fatto di videoclip improbabili e irresistibili, apparizioni televisive stravaganti, concerti e set fotografici. Ricostruire un mondo che ho vissuto personalmente — non perdevo una puntata di Non è la Rai — è stato sorprendente e divertente, ma a tratti anche molto complesso e faticoso, complice un piano di lavoro serratissimo e l’enorme quantità di ambienti da realizzare. Non ci siamo fatti mancare nulla: l’uragano in Spagna, dove abbiamo trasformato il paesaggio in una personale versione dell’America, tra deserti, mariachi, motel sperduti nel nulla e automobili gigantesche; set annullati all’ultimo momento con i camion già carichi e pronti allo scarico; la nebbia, gli struzzi e tutte quelle imprevedibili variabili che fanno parte del nostro mestiere. Raccontare tutte le avventure — e le disavventure, che rappresentano almeno metà del lavoro — sarebbe impossibile. Mi piace però pensare che, grazie a uno straordinario lavoro di squadra che ha coinvolto location, adattamenti, costruzioni, arredi, fotografia, costumi, regia e VFX, siamo riusciti a restituire l’atmosfera, l’energia e lo spirito scanzonato che questa storia meritava.

 Luisa Iemma




CAST ARTISTICO

ELIA NUZZOLO: Max Pezzali

MATTEO OSCAR GIUGGIOLI: Mauro Repetto

LUDOVICA BARBARITO: Silvia 

DAVIDE CALGARO: Cisco

ROBERTO ZIBETTI: Claudio Cecchetto

EDOARDO FERRARIO: Pierpaolo Peroni

GAIA ZAMPIGHI: Michela Rossini

ROSA BARBOLINI: Caterina

MARIANNE PAINELLI: Brandi

RICCARDO ARMIENTO: Nemorino

ALESSIO PRATICÓ: Carlo Lucarelli 

ALBERTO ASTORRI: Sergio Pezzali

ROBERTA ROVELLI: Alba Pezzali

MAURIZIO MERLUZZO: Maxibon

ANGELO SPAGNOLETTI: Lello

RUBEN APREA: Johnson

MATTEO MAIOLANI: Michael

COSTANTINO SEGHI: Antoni

GIORGIA CARDACI: Mamma Repetto

STEFANO SCHERINI: Papà Repetto

CARLO PALMERI: Fiorello

MASSIMILIANO ROSSI: Piero

NICOLE BELLUCCI: Ambra

ANTONIO DE MATTEO: Fabrizio 


Post più popolari