ARTE: ALLA CATHART GALLERY DI VARESE LA MOSTRA DI RUDY DI PASQUALE "GENESI DEL VUOTO"
"GENESI DEL VUOTO"
Mostra personale di Rudy Di Pasquale
A
cura di Carla Pugliano - Testo
critico di Silvia Previti
CathArt Gallery – Varese
24 ottobre – 4 novembre 2026
Inaugurazione: sabato 24 ottobre, ore 17.30
Piazza Giovanni XXIII, Varese –
ingresso da Via Salvo D’Acquisto
Dove il vuoto genera la forma, tra pittura e scultura
Rudy Di Pasquale fonda la propria
ricerca su un'intuizione essenziale: prima
che la forma si manifesti, esiste uno spazio che ne rende possibile l'emergere. È
in questa visione che l'artista colloca il momento della creazione: «Quando creo, il mio stato è nel vuoto», una
condizione che non coincide con il nulla, ma che è la dimensione in cui l’atto creativo
prende avvio e trova espressione.
Il titolo GENESI DEL VUOTO
richiama proprio questo processo, in cui ciò che resta libero non è semplice
sfondo, ma un elemento costitutivo dell’opera, tanto nella pittura quanto nella
scultura. In alcuni lavori l’intervento pittorico si concentra nella parte
centrale, lasciando ampie porzioni intenzionalmente intatte. Anche la
superficie non dipinta partecipa così alla configurazione dell’immagine. Lo
stesso principio si manifesta nella scultura, in cui il ferro attraversa
l’ambiente e lo definisce attraverso curve, torsioni e aperture. Gli intervalli
tra gli elementi non rappresentano semplici interruzioni, ma concorrono all’equilibrio
compositivo dell’opera.
Il percorso espositivo si
articola quindi in tre linguaggi
interconnessi: la pittura su tela ovale, quella nei formati rettangolari e
quadrati, che si estende anche a tele concepite come arazzi, e la scultura, in cui il ferro viene modellato attraverso
la forza del corpo dell’artista.
La scelta dell’ovale nasce da una
riflessione sul rapporto tra configurazione e libertà espressiva. Come spiega
Di Pasquale: «Ho compreso che il
rettangolo e il quadrato sono elementi prettamente umani, legati a un’idea di
controllo, mentre in natura e nell’universo queste forme non esistono». Ciò
non comporta tuttavia l’abbandono dei formati più tradizionali in cui il gesto
conserva una componente istintiva e viscerale: pennellate, spatolate,
sovrapposizioni e stratificazioni restituiscono una tensione emotiva, superando
i confini della composizione e instaurando un dialogo anche con l’ovale. Nelle produzioni tridimensionali, il
ferro diventa estensione della linea: l’artista lo piega e lo plasma,
trasformandolo in traiettorie sinuose e dinamiche. Il passaggio dalla
superficie al volume amplia così la ricerca di Di Pasquale, conferendo al segno
un’esistenza autonoma.
Sentire, prima ancora che vedere. L’arte di Di Pasquale non chiede soltanto di essere osservata, ma di essere sentita. Il colore, le trasparenze e le stratificazioni trasformano la percezione e fanno del dipinto uno specchio aperto, capace di restituire a ciascuno una risposta diversa. Alcuni lavori, concepiti come arazzi su tele appositamente realizzate per essere abbracciate, invitano i visitatori a entrare in relazione fisica con l’opera e con l’energia che trasmette. L’abbraccio diventa un gesto d’incontro: per qualche istante il corpo entra nel linguaggio dell’opera stabilendo una prossimità che va oltre il semplice contatto. Terminato l’abbraccio, l’“arazzo” ritorna alla propria forma, mentre l’esperienza permane nella memoria di chi l’ha vissuta. Alla base di questo rapporto vi è una concezione dell’arte come atto d’amore, che coinvolge l’intero processo creativo. Ogni lavoro porta con sé una parte dell’artista, senza necessariamente raccontare qualcosa: semplicemente accade.
Questa sfera intima del fare artistico trova una chiave di lettura nelle parole di Silvia Previti, che individua nella trasformazione dell'interiorità in gesto e materia uno dei nuclei della ricerca di Di Pasquale:
«La sua è una pittura che abbandona la narrazione per tuffarsi nel territorio dell’informe, dell’astrazione. Tuttavia, dietro quell’apparente caos visivo si intuisce un ordine interiore, una struttura emotiva che guida l’azione. L’opera diventa così lo spazio in cui il subconscio si rivela, uno spazio che accoglie stratificazioni, tensioni e dissolvenze, come fosse la traccia visibile di un dialogo profondo e privato.»
Previti approfondisce questa lettura soffermandosi sull’evoluzione pittorica:
«La materia pittorica, in questa evoluzione, si carica di densità e significato. I vuoti e i pieni, i contrasti tra opacità e trasparenze, suggeriscono un mondo interiore in continua mutazione».
È la stessa spinta creativa a oltrepassare i confini della superficie pittorica e a trovare nella scultura una nuova forma di sintesi:
«Di Pasquale trasporta nell’universo tridimensionale la stessa forza
espressiva che caratterizza la sua pittura, ma qui la sua voce si fa più
rarefatta, più essenziale. La foga del gesto si cristallizza in curve fluide,
in torsioni improvvise, in arabeschi ridotti all’osso. Nulla è decorativo: ogni
elemento è il risultato di una sintesi, di un’urgenza ridotta all’essenziale.
Una grammatica scultorea asciutta, ma potentemente evocativa.»
L’ARTISTA
Nato e cresciuto sulle sponde del
Lago Maggiore, Rudy Di Pasquale ha intrapreso circa dieci anni fa una ricerca
artistica che attraversa pittura, scultura e fotografia. L’arte è diventata per
lui uno strumento di indagine personale, attraverso cui esplorare dimensioni
emotive e sviluppare un linguaggio espressivo autonomo. Inizialmente attratto
da colori vividi e acidati, ha riconosciuto nella pittura un mezzo per
esprimere emozioni profonde e delineare i primi elementi della propria cifra
stilistica. Nel tempo, ha ridefinito i confini della tela attraverso quella che
definisce la «forza dell’amore», intesa come impulso generativo della sua
sperimentazione. Successivamente, la linea nera è diventata protagonista di
silhouette sinuose e acefale, prive di tratti identificativi, sospese in un
territorio mentale ed etereo, fino a oltrepassare la superficie pittorica e
tradursi in scultura.
Nel 2025 ha partecipato a diverse
esposizioni, tra cui Energia universale
tra forme e colori e Esposizione
collettiva d’autunno, entrambe presso lo Spazio Moderno di Arona, e Prospettive d’arte, presso iKonicA Art
Gallery di Milano. Nel luglio 2026 ha preso parte a Soglie Invisibili, mostra collettiva ospitata dal Museo Diocesano e
Capitolare di Terni, a cura di Carla Pugliano, con Daniele Radini Tedeschi,
ospite d’onore dell’evento e attuale curatore del Padiglione Nazionale di
Grenada alla 61ª Biennale di Venezia.
La mostra è curata da Carla
Pugliano, artista e fondatrice di CathArt Gallery, che affianca alla propria
ricerca artistica un’attività curatoriale. È consulente artistica dell’Atlante
dell’Arte Contemporanea, edito da Giunti. Nel 2020 ha conseguito un Master
Accademico internazionale.
INFORMAZIONI
Sede: CathArt
Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese
Ingresso: da Via
Salvo D’Acquisto
Date: 24 ottobre
– 4 novembre 2026
Inaugurazione:
sabato 24 ottobre 2026, ore 17.30 Ingresso:
libero
Orari di apertura:
da martedì a venerdì 16.30–18.30; sabato 10.30–12.00 e 15.30–18.30; domenica
15.30–18.30.
CONTATTI DELLA GALLERIA
Telefono: +39 392 8081554
Email:
cathartgallery@gmail.com
Facebook: CathArt Gallery
- Instagram: https://www.instagram.com/cathart_gallery/ Sito: https://carlapuglianoartist.com/cathart-gallery/















