ARTE: GRAMMATICA DEL SEGNO DI GIOVANNI LA ROSA IN MOSTRA A VARESE

 





GIOVANNI LA ROSA. GRAMMATICA DEL SEGNO




Ai Musei Civici di Villa Mirabello la mostra personale dell'artista, con cinquanta opere in esposizione



Mostra personale

Musei Civici di Villa Mirabello, Piazza della Motta 4, Varese

Fino al 27 luglio 2023


Orari: dal martedì alla domenica 9.30 – 12.30/14.00 – 18.00. Chiuso lunedì



La suggestiva cornice dei Musei Civici di Villa Mirabello a Varese, con il patrocinio del Comune di Varese, dell'Università degli Studi dell'Insubria, del Centro di Ricerca sulla Storia dell'Arte Contemporanea e dell'Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese, ospita fino al 27 luglio 2023 la mostra antologica “Giovanni La Rosa. Grammatica del segno”, dedicata all'artista protagonista della scena artistica varesina e nazionale. 


L'opera di Giovanni La Rosa si inserisce nel campo della ricerca segnica che ha caratterizzato negli anni la sua opera. Il segno, i graffiti o gli alfabeti da sempre hanno affascinato l'artista fino allo studio, sopratutto negli anni recenti, della figura geometrica. Al pennello ha preferito il pennino a china con cui realizza a mano libera i suoi quadri che sono ormai la sua indiscutibile cifra stilistica.


In oltre cinquant'anni di lavoro ha sperimentato diverse fasi ed evoluzioni, legate da alcune caratteristiche costanti che, come un filo rosso, tengono insieme con coerenza tutto il suo percorso. La linea è sicuramente l'elemento compositivo prescelto, che sviluppa fin dal tratteggio minuzioso dei primi lavori fino alle opere più mature astratte, passando attraverso un'analisi degli alfabeti. Il rapporto con la scrittura da un lato, e la tensione all'astrazione geometrica dall'altro, sono ulteriori aspetti fondativi del suo lavoro, che si nutre di riferimenti e relazioni con grandi maestri del Novecento italiano. Infine, la precisione del tratto, che ha spinto Bruno Munari a paragonarlo ad un computer, è bilanciata da un gesto artigianale, da amanuense.


«Giovanni La Rosa è un artista fortemente indipendente – scrive Irene Caravita in catalogo - sia per il suo proprio carattere, sia per la qualità artistica della sua opera, che trova difficile collocazione in una corrente, in un gruppo. Nonostante questo, racconta volentieri di quelle personalità che hanno saputo toccarlo in senso intimo e metaforico, che hanno avuto la capacità di indirizzarlo. Maestri che ha guardato, con stima e affetto, come mentori».


L'esposizione è realizzata a oltre quarant'anni dalla prima importate mostra allestita dall'artista nella città di Varese proprio a Villa Mirabello. Il percorso espositivo presenta più di cinquanta opere, divise in sezioni tematiche, a coprire un arco cronologico che va dal 1975 all'ultima produzione, caratterizzata da composizioni articolate su basi della geometra piana. Le diverse sezioni presentano opere storiche, opere segniche, opere geometriche e i progetti.


«Giovanni La Rosa, siciliano di nascita e varesino per scelta, è stato un punto di riferimento per generazioni di artisti del nostro territorio - afferma Enzo R. Laforgia, Assessore alla Cultura del Comune di Varese - Ha condotto con estremo rigore e con pervicace coerenza una ricerca estetico-artistica che, nel corso della sua lunga carriera, ha avuto modo di far conoscere in Italia e all’estero. Benché abbia frequentato gli ambienti culturali della capitale lombarda e abbia attraversato le correnti e le tendenze artistiche del secondo Novecento, è sempre stato un geloso difensore della propria indipendenza, applicandosi alla propria arte con severa disciplina e intendendola quasi come un quotidiano esercizio spirituale. La rassegna antologica che il Comune di Varese ha il piacere di accogliere negli spazi espositivi di Villa Mirabello cade a più di quarant’anni da una sua mostra ospitata in questo stesso luogo. Ora, attraverso un’importante selezione della sua vasta produzione, è possibile ripercorrere l’intero itinerario della sua attività, sempre intesa, da Giovanni La Rosa, come il risultato di un serio e onesto lavoro, nella continua ricerca di nuove forme».





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