TEATRO: AL TEATRO GIUDITTA PASTA DI SARONNO "RADICI" NUOVA STAGIONE TEATRALE FIRMATA DA ANDREA CHIODI
TEATRO GIUDITTA PASTA DI SARONNO
"RADICI" NUOVA STAGIONE TEATRALE
TEATRO GIUDITTA PASTA DI SARONNO
Fondazione Culturale Giuditta Pasta ia I Maggio snc Saronno
La stagione propone un percorso artistico che intreccia tradizione e contemporaneità, mettendo al centro il tema delle radici come luogo di appartenenza, memoria e futuro
ALESSANDRO BANDINI | ALE&FRANZ | ALFONSO DE VREESE | AMBRA ANGIOLINI | ANDREA CHIODI |ANDREA PANIGATTI ANGELA DEMATTÈ | ANGELO DI GENIO | ANTONIO ORNANO | ARIANNA SCOMMEGNA | ARTEVOX TEATRO
ASLICO | BABILONIA TEATRI | CARLOTTA VISCOVO | CLAUDIA COLI | COLLETTIVO RUTH | COMPAGNIA ARIONE DE FALCO
COMPAGNIA DEL BUCO | COMPAGNIA DI DANZA ABBONDAZA BERTONI | COMPAGNIA EGRIBIANCODANZA | COMPAGNIA TPO CRISTINA CRIPPA | CTP | DARIO FO | DISPENSA BARZOTTI | ELIO DE CAPITANI | ENRICO CASTELLANI | ENSAMBLE SIMPHONY ORCHESTRA | FRANCA RAME | FRANCESCA CIOCCHETTI | FRANCESCA PORRINI | FRANCESCO FREYRIE | GIOVANNI FRANZONI | GIOVANNI TESTORI | GIUSEPPE AFFINITO | GIULIA PROVASOLI | I GORDI | I POMERIGGI MUSICALI | I SOLISTI DELL’ORCHESTRA MULTIETNICA DI AREZZO | IGOR ORVAT | IVANA MONTI | IZUMI FUJIWARA | KATIA FOLLESA KOSMOCOMICO TEATRO | LAC LUGANO ARTE E CULTURA | LAURA MORANTE | LODO GUENZI | LORENZO EGIDA | LUCA SCOTTON | LUCILLA GIAGNONI | LUDOVICA D’AURIA | MARCO ZOPPELLO | MARIA PAIATO | MASSIMILIANO FINAZZER FLORY MATILDE FACHERIS | MATTHIEU PASTORE | MICHELE CAFAGGI | MUSICAMORFOSI | NABA MILANO | NICOLA FOGAZZI
OTTAVIA PICCOLO | PAOLO GIORGIO | PINO E GLI ANTICORPI | PROXIMA RES | RAPHAEL BIANCO | RAPHAEL TOBIA VOGEL RICCARDO BOCCI | ROBERTO RUSTIONI | SERENA SINIGAGLIA | STEFANO ANNONI | STEFANO MASSINI | STIVALACCIO TEATRO | STUDIO TA-DAA! | TEATRO DELL’ELFO | TEATRO FRANCO PARENTI | TEATRO DEL BURATTO | THE CHARLESTON GOSPEL CHOIR | UGO FIORE | UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO | UTIM | VALERIA RAIMONDI
L’idea portante di questa mia quarta stagione al Giuditta Pasta è quella di indagare ciò che ci precede e ci costituisce: le genealogie familiari, le eredità politiche, le fratture della storia e i nodi irrisolti che continuano a riverberarsi nel presente.
Con “Radici” voglio anche segnare un momento in cui dopo tre anni di Nuovi Sguardi, Immaginazioni e Riflessioni è necessario affondare la proposta in maniera chiara cercando di proporre un percorso sempre più plurale e per tutti ma pieno di senso e di proposta culturale che credo siano gli elementi di un teatro pubblico della città. Ancora una volta varie proposte divise per sezioni: la grande prosa, la contemporanea, la danza contemporanea, gli show, il teatro famiglie e per bambini. Non mancherà la musica classica con un’attenzione speciale alla Lirica da noi caratterizzata con il concorso Lirico Internazionale dedicato a Giuditta Pasta.
Nella sezione di grande prosa, il dialogo tra classico e contemporaneo diventa uno strumento per leggere la contemporaneità. Eumenidi – ultimo capitolo dell’Orestea – porta in scena il passaggio dalla giustizia privata a quella pubblica, interrogando il concetto stesso di responsabilità collettiva. Allo stesso modo, Riccardo III si impone come un’indagine sul potere e sulla costruzione della verità, restituendo tutta l’ambiguità dei meccanismi politici di ieri e di oggi.
Accanto ai classici, la stagione propone lavori dedicati a figure chiave del Novecento italiano, come Margherita Sarfatti e Giacomo Matteotti: due traiettorie opposte che permettono di attraversare la storia da prospettive differenti, tra costruzione del consenso e resistenza civile.
Il tema delle radici familiari trova una declinazione ancora più aspra e contemporanea in La reginetta di Leenane di Martin McDonagh, qui interpretata da Ambra Angiolini: un testo crudele e lucidissimo che esplora il legame madre-figlia come spazio di dipendenza, frustrazione e desiderio di emancipazione, rivelando quanto le radici possano essere anche una prigione.
A questa tensione si affianca l’energia teatrale di Scaramuccia della compagnia Stivalaccio Teatro, che recupera la tradizione della commedia dell’arte e la rilegge con vitalità contemporanea. Qui le radici diventano patrimonio culturale vivo, da reinventare attraverso il gioco scenico, il corpo dell’attore e il rapporto diretto con il pubblico.
Ci sarà poi Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo, proposto nell’anno del centenario della sua nascita. Opera simbolo del teatro civile italiano, il testo mantiene intatta la sua forza satirica e la sua capacità di denunciare le distorsioni del potere. In questo contesto, “radici” significa anche memoria teatrale e politica: tornare a Fo significa interrogare il passato per comprendere le dinamiche del presente.
Per la prima volta a Saronno anche una delle compagnie italiane più apprezzate anche all’estero I Gordi con un lavoro diventato un cult come Sulla Morte Senza Esagerare che chiuderà la stagione di prosa.
A dare voce e corpo a questo articolato percorso, alcuni grandi interpreti e molte grandi interpreti femminili: Maria Paiato, Ottavia Piccolo, Laura Morante, Arianna Scommegna, Ambra Angiolini, Lodo Guenzi e Elio De Capitani. Presenze che attraversano generazioni e linguaggi, mantengono forte il legame tra tradizione e rinnovamento altro elemento che ha caratterizzato il percorso degli ultimi tre anni del nostro teatro di Saronno.
Parallelamente, la sezione dedicata al contemporaneo rappresenta il terreno della ricerca. Le residenze artistiche accoglieranno giovani compagnie, offrendo spazio alla sperimentazione e alla nascita di nuove drammaturgie. In questo contesto si inserisce la
presenza dei Babilonia Teatri, il cui linguaggio diretto e incisivo incarna perfettamente uno sguardo radicato nel presente.
Una stagione molto ricca, un vero teatro della Città per tutti.
“RADICI” – LA NUOVA STAGIONE 2026|2027 DEL TEATRO GIUDITTA PASTA DI SARONNO
Otto mesi di spettacoli, grandi interpreti della scena italiana, percorsi di approfondimento, progetti formativi e un programma culturale che mette al centro la comunità.
“Radici” è il titolo scelto per la nuova stagione teatrale 2026|2027 del Teatro Giuditta Pasta di Saronno: un progetto artistico e culturale che attraversa prosa, teatro contemporaneo, danza, musica, spettacoli di intrattenimento, teatro famiglie, attività educative e percorsi di partecipazione, trasformando il teatro in una vera casa aperta alla città.
La stagione nasce dal desiderio di interrogare ciò che ci precede e ci costituisce: la memoria, le genealogie familiari, le eredità culturali e politiche, le tradizioni e i legami che continuano a dare forma al nostro presente. Dopo il percorso avviato con Nuovi Sguardi, proseguito con Immaginazioni e consolidato con Riflessioni, il Teatro Giuditta Pasta compie un ulteriore passo, scegliendo di affondare lo sguardo nelle proprie origini per costruire un dialogo ancora più profondo tra passato e futuro.
“Radici” diventa così una parola chiave capace di tenere insieme memoria e innovazione, tradizione e contemporaneità, identità e trasformazione. È un invito a riscoprire ciò che ci ha generato per comprendere meglio il presente e immaginare il domani.
La stagione si presenta come un progetto culturale trasversale e inclusivo, rivolto a tutte le generazioni. Accanto alla programmazione artistica, il teatro rafforza il proprio ruolo pubblico attraverso laboratori, percorsi educativi, incontri di approfondimento, mostre, attività per le scuole e iniziative di partecipazione che rendono il Giuditta Pasta un punto di riferimento culturale per l'intero territorio.
I NUMERI DELLA STAGIONE
9 spettacoli di grande prosa
6 appuntamenti di teatro contemporaneo
5 eventi di danza contemporanea in collaborazione con Fondazione Egri
Una stagione musicale dedicata alla classica e alla lirica
Programmazione di show e intrattenimento con protagonisti della scena nazionale
Teatro Famiglie con appuntamenti dedicati a bambini e genitori
Teatro Educazione per le scuole di ogni ordine e grado
3 incontri di approfondimento storico-civile rivolti alle scuole superiori
Laboratori teatrali TGP LAB per tutte le età
Incontri “Oltre il Sipario”
Andrea Chiodi – Direttore Artistico Teatro Giuditta Pasta
In questa stessa linea si inserisce Erano tutti miei figli del Teatro dell'Elfo, che indaga il nucleo familiare come luogo di responsabilità morale.
Mostre e percorsi espositivi attraverso il progetto Art Foyer
Un grande progetto speciale di produzione partecipata in collaborazione con università, accademie e centri di formazione teatrale
Eventi speciali e iniziative di partecipazione cittadina
I FOCUS TEMATICI
Le radici familiari e le relazioni tra generazioni
Memoria storica, responsabilità civile e democrazia
Il rapporto tra arte, politica e costruzione del consenso
I classici come strumenti per leggere il presente
Identità, appartenenza e trasformazioni contemporanee
Tradizioni teatrali e nuovi linguaggi della scena
Il corpo come luogo di memoria e racconto attraverso la danza contemporanea
Nel cartellone trovano spazio alcuni dei più importanti interpreti della scena italiana contemporanea: Maria Paiato, Ottavia Piccolo, Laura Morante, Ambra Angiolini, Elio De Capitani, Arianna Scommegna, Lodo Guenzi, insieme a compagnie di riferimento come Teatro dell’Elfo, Babilonia Teatri, I Gordi, Stivalaccio Teatro, EgriBiancoDanza e Compagnia Abbondanza/Bertoni.
Tra i titoli più significativi figurano Eumenidi, Riccardo III, Morte accidentale di un anarchico, Erano tutti miei figli, La Reginetta di Leenane, Matteotti.
Anatomia di un fascismo e Sarfatti: spettacoli che intrecciano memoria storica, riflessione civile e grandi temi della contemporaneità, offrendo al pubblico strumenti per leggere il presente attraverso la forza del teatro.
UN TEATRO CHE GENERA CONOSCENZA E PARTECIPAZIONE
Uno degli elementi più significativi della stagione 2026|2027 è il rafforzamento del progetto Teatro Educazione, che consolida il legame tra il Teatro Giuditta Pasta e il mondo della scuola, creando occasioni continuative di incontro tra studenti, artisti, docenti e cittadinanza attraverso il linguaggio vivo e condiviso del teatro.
In questo percorso assumono un ruolo centrale gli Incontri di approfondimento rivolti alle scuole secondarie di secondo grado, pensati per accompagnare alcuni degli spettacoli più importanti della stagione e amplificarne il valore culturale e formativo.
Il 18 novembre 2026 si terrà un incontro dedicato a Sarfatti e Matteotti, un approfondimento sul rapporto tra arte, politica e costruzione del consenso nel periodo fascista attraverso le figure di Margherita Sarfatti e Giacomo Matteotti. Due biografie contrapposte che diventano occasione per riflettere su responsabilità individuale, esercizio del potere e memoria storica.
Il 26 gennaio 2027, con la partecipazione di Claudia Pinelli, l'incontro dedicato a Morte accidentale di un anarchico offrirà agli studenti l'opportunità di confrontarsi con la vicenda di Giuseppe Pinelli, con gli anni della strategia della tensione e con il ruolo del teatro civile di Dario Fo nella costruzione della
memoria collettiva. Un momento di riflessione sui temi della giustizia, della verità storica e dell'impegno politico.
Il 23 febbraio 2027 sarà invece la volta di Riccardo III e il tema del potere, un percorso che prenderà avvio dalla tragedia shakespeariana per indagare meccanismi di manipolazione, ambizione personale e costruzione del consenso, mettendo in dialogo il classico con le dinamiche politiche contemporanee.
Questi appuntamenti rappresentano molto più di un'attività collaterale: sono parte integrante della missione culturale del teatro e testimoniano la volontà di fare del Giuditta Pasta un luogo in cui lo spettacolo diventa occasione di conoscenza, confronto e crescita civile.
RESIDENZE DEBUTTI E NUOVE PRODUZIONI
Un elemento distintivo della stagione è l'attenzione ai processi di creazione e produzione, che fanno del Teatro Giuditta Pasta non solo un luogo di ospitalità, ma anche uno spazio in cui gli spettacoli nascono, crescono e si trasformano. Nel corso dell'anno il teatro accoglierà sei residenze artistiche e riprese di tournée, confermando il proprio ruolo all'interno delle reti produttive nazionali.
Tra gli appuntamenti di maggior rilievo spiccano la residenza del Teatro Franco Parenti con Ambra Angiolini per La reginetta di Leenane, la nuova produzione di ATIR diretta da Serena Sinigaglia, Eumenidi, e il debutto di Underdogs del giovane Collettivo Ruth, una delle realtà emergenti più interessanti della nuova scena italiana con il sostegno del Teatro Giuditta Pasta.
A questi si affianca la residenza di L’uomo che brucia, tratto dal romanzo L’Homme qui brûle di Alban Lefranc, con adattamento e regia di Ugo Fiore: una coproduzione tra Drama APS, LAC Lugano Arte e Cultura e Proxima Res, realizzata con il sostegno delle Carrozzerie n.o.t. e Teatro Giuditta Pasta. Completa il programma la nuova produzione di AGIDI ed Epoché Arteventi con Antonio Ornano, tratta da Il bar sotto il mare di Stefano Benni e diretta da Giorgio Gallione, che abiterà la sala saronnese per due settimane prima del debutto nazionale
. Completa il percorso il progetto speciale Timone di Atene, realizzato dalla Compagnia Università degli Studi di Milano – Arcus in collaborazione con Proxima Res e con il coinvolgimento degli studenti della NABA di Milano per scene e costumi. Un'iniziativa che unisce formazione, ricerca e produzione professionale, offrendo ai giovani artisti un'importante occasione di crescita e confronto con il pubblico.
SPECIALE PORTE APERTE
“Porte Aperte” è il modo con cui il Teatro Giuditta Pasta invita la città di Saronno a entrare davvero in teatro: non solo come spettatori, ma come parte di una comunità. Due serate gratuite pensate per vivere lo spettacolo dal vivo senza barriere, incontrare artisti, scoprire la nuova stagione e respirare da vicino l’energia del palcoscenico. Un’iniziativa che rende il teatro più accessibile e quotidiano, creando un legame autentico con il territorio. In perfetta sintonia con lo spirito della stagione Radici, “Porte Aperte” vuole riportare il pubblico all’essenza del teatro: stare insieme, emozionarsi e sentirsi a casa.
VENERDÌ 2 OTTOBRE 2026 |ore 20.45
Chiesa di San Francesco
FRANCESCO E L’INFINITAMENTE PICCOLO
DI E CON LUCILLA GIAGNONI
Letture e ragionamenti ispirati al libro di Cristian Bobin
Musiche Paolo Pizzimenti
Un incontro di parole, emozioni e riflessioni dedicato a San Francesco, figura sorprendentemente vicina al nostro presente. Poeta, sognatore, uomo libero e profondamente umano, Francesco continua ancora oggi a parlarci con la sua gioia semplice e il suo sguardo pieno di meraviglia sul mondo.
Attraverso letture e pensieri ispirati all’opera di Cristian Bobin, lo spettacolo accompagna il pubblico in un viaggio intimo e coinvolgente alla scoperta di un Francesco autentico: santo e uomo insieme, fragile e fortissimo, capace di insegnarci ad abitare la vita con intensità, anche nei momenti più difficili.
Un appuntamento che intreccia teatro, spiritualità e poesia, pensato per chi desidera lasciarsi attraversare da una storia senza tempo.
SABATO 3 OTTOBRE 2026| ore 20.45
SINFONIA FANTASTICA
Le età della vita
DI E CON LUCILLA GIAGNONI
collaborazione ai testi Maria Rosa Pantè
musiche Paolo Pizzimenti
luci e immagini Massimo Violato
assistenza alla regia Daniela Falconi, Christian Pascolutti, Maria Laura Vanini,
produzione Centro Teatrale Bresciano
organizzazione Chiara Bettinelli
Un racconto intenso, poetico e sorprendentemente vicino a ciascuno di noi. Con la sua voce e il suo sguardo inconfondibile, Lucilla Giagnoni accompagna il pubblico in un viaggio attraverso le età della vita, tra domande, cambiamenti, felicità, paure e nuove consapevolezze.
La vita diventa una grande sinfonia fatta di armonie e dissonanze, incontri e trasformazioni, dove ogni esperienza lascia un segno e ogni persona è parte di qualcosa di più grande. Con leggerezza, profondità e momenti di autentica emozione, lo spettacolo invita a fermarsi un istante, ascoltarsi e guardare il proprio cammino con occhi diversi.
Un appuntamento di teatro e racconto che parla a tutte le età, capace di emozionare, far sorridere e lasciare una domanda preziosa: come vogliamo vivere il tempo che abbiamo?
PROSA
Le radici della memoria, della storia e delle relazioni umane
La stagione di Prosa 2026|2027 si sviluppa come un percorso attraverso le radici che fondano la nostra esperienza individuale e collettiva: la giustizia, il potere, la memoria, la famiglia, gli affetti e la responsabilità civile. Un viaggio che attraversa epoche, linguaggi e tradizioni teatrali diverse, mettendo in dialogo i grandi classici con alcune delle più significative voci della scena contemporanea.
Si apre a ottobre con Eumenidi di Eschilo, opera fondativa del teatro occidentale che racconta la nascita della giustizia e della convivenza civile, una riflessione sulle origini stesse della nostra idea di comunità. A novembre arriva Riccardo III di Shakespeare, straordinaria indagine sui meccanismi del potere, della manipolazione e della costruzione del consenso, seguito da Sarfatti, intenso ritratto di una protagonista controversa del Novecento italiano, attraverso cui interrogare il rapporto tra arte, politica e responsabilità individuale.
Nel nuovo anno la stagione prosegue con Erano tutti miei figli di Arthur Miller, dramma che affonda nelle radici morali della società contemporanea e nelle conseguenze delle scelte personali, mentre Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo riporta al centro della scena il tema della verità, della giustizia e della memoria civile. Con Matteotti: anatomia di un fascismo, il teatro si confronta direttamente con una delle pagine più decisive della storia italiana, restituendo al pubblico una riflessione necessaria sulle radici della democrazia e sulla fragilità delle libertà conquistate.
La stagione prosegue con La Reginetta di Leenane di Martin McDonagh, racconto feroce e poetico sulle relazioni familiari, sulle appartenenze e sui legami che ci definiscono, spesso nel conflitto tra desiderio di partire e bisogno di restare.
A chiudere il percorso sarà Sulla morte senza esagerare de I Gordi, spettacolo simbolo della compagnia e ormai considerato una delle creazioni più iconiche del teatro contemporaneo italiano.
Una stagione che attraversa il mito, la storia e la contemporaneità, offrendo al pubblico non solo grandi spettacoli e interpreti d'eccezione, ma anche l'occasione di riflettere sulle radici culturali, civili e umane che continuano a dare forma al nostro presente.
A rendere ancora più ricca la proposta culturale, da quest'anno l'abbonamento Prosa comprende anche un importante appuntamento musicale: il concerto dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali Beethoven. Due facce del genio, inserito nella stagione in occasione delle celebrazioni dell'anniversario beethoveniano che ricorre nel 2027. Una scelta che rafforza il dialogo tra le arti e amplia l'esperienza degli abbonati, offrendo l'opportunità di accostare alla grande drammaturgia teatrale una delle figure più significative della storia della musica occidentale. Un evento speciale che sottolinea inoltre l'attenzione che il Teatro Giuditta Pasta dedica alla musica come parte integrante della propria identità culturale, valorizzata anche dall'ospitalità della nuova edizione del Concorso Lirico Internazionale Giuditta Pasta, appuntamento che conferma il ruolo del teatro come punto di riferimento per la promozione dei giovani talenti e della grande tradizione musicale.
GIOVEDÌ 22 OTTOBRE 2026 | ore 20.45
EUMENIDI
ispirato a "Eumenidi" di Eschilo
regia Serena Sinigaglia
adattamento drammaturgico Serena Sinigaglia e Gabriele Scotti
traduzione del testo greco a cura di Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi
con Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Debora Zuin
produzione ATIR, Nidodiragno/CMC produzioni e Teatro Carcano
Cosa resta di una voce quando viene messa a tacere? E cosa accade quando chi è stato sconfitto prova a raccontare di nuovo la propria storia?
Eumenidi. Tutta, tutta del padre io sono nasce da un’immersione nel mondo tragico di Eschilo e dalla forza ancora perturbante delle sue domande. Al centro, il passaggio da una giustizia antica, incarnata dalle Erinni – oscure divinità della vendetta e del legame di sangue – a un nuovo ordine fondato sulla legge, sull’autorità e sul primato del padre.
Ma qui il racconto cambia prospettiva.
Le Eumenidi parlano. Sono sette attrici in scena, un coro contemporaneo che attraversa il mito dal punto di vista di chi, nella storia, è stato trasformato, addomesticato, reso innocuo. La drammaturgia parte dalla fine: le Erinni, ormai piegate al nuovo ordine imposto da Atena, cercano nel passato la propria origine e provano a interrogare ciò che è andato perduto.
Tra mito e presente, voce corale e domanda politica, lo spettacolo apre uno spazio vivo di confronto su potere, genere, giustizia e memoria. Perché il conflitto tra femminile e maschile, tra impulso arcaico e bisogno di ordine, continua ancora oggi ad attraversarci.
GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE 2026 | ORE 20.45
INSIEME
scritto e diretto da Fabio Marra
con LAURA MORANTE
e con Eugenia Costantini, Fabio Marra, Sonia Palau
musica Claudio Del Vecchio
scene Luigi Ferrigno
costumi Annamaria Morelli
disegno luci Luigi Della Monica
video design Stefano Di Buduo
produzione Ente Teatro Cronaca, MAT & Scène Productions
INSIEME è un racconto intenso e profondamente umano che esplora i legami familiari, le fragilità e la capacità di amare oltre ogni limite. Al centro della storia ci sono Isabella e Sandra, una madre e una figlia che cercano faticosamente di ricostruire un rapporto segnato da anni di incomprensioni e distanze emotive. Tra loro c’è Michele, figlio e fratello, presenza fondamentale che ha influenzato gli equilibri della famiglia e il modo in cui ciascuno ha imparato a vivere l’amore, la cura e l’appartenenza.
Isabella ha dedicato la propria vita a proteggere Michele, rifiutando che potesse essere definito o giudicato attraverso la sua condizione. Un amore assoluto, totalizzante, che diventa la sua forza ma che, inevitabilmente, lascia Sandra con la sensazione di essere rimasta ai margini, spettatrice di un legame dal quale si è spesso sentita esclusa. Da questa ferita nasce il desiderio di ritrovare la madre e di comprendere ciò che, nel tempo, le ha allontanate.
Scritto e diretto da Fabio Marra e interpretato da Laura Morante, Insieme affronta con sensibilità e autenticità questioni che toccano ciascuno di noi: il significato dell’accettazione, il confronto con la disabilità, il peso delle aspettative e il bisogno universale di sentirsi riconosciuti e amati. Senza indulgere nella retorica, lo spettacolo invita a interrogarsi sul nostro rapporto con la fragilità e con ciò che percepiamo come diverso, mettendo in discussione l’idea stessa di normalità.
Tradotto in quattordici lingue, accolto da tournée internazionali e premiato con importanti riconoscimenti, Insieme è una storia capace di emozionare e far riflettere, un viaggio delicato nelle complessità dell’animo umano che celebra il valore delle relazioni e la possibilità di ritrovarsi, anche quando tutto sembra averci separato. Un teatro che commuove, interroga e lascia nello spettatore una traccia profonda, ricordandoci che la vera ricchezza nasce dall’incontro con l’altro e dall’accoglienza delle sue unicità.
GIOVEDÌ 3 DICEMBRE 2026 | ORE 20.45
LA REGINETTA DI LEENANE
di MARTIN McDONAGH
traduzione Marta Gilmore
con AMBRA ANGIOLINI, IVANA MONTI
Stefano Annoni, Edoardo Rivoira
regia RAPHAEL TOBIA VOGEL
scene Angelo Linzalata
luci Oscar Frosio
costumi Simona Dondoni
musiche Andrea Cotroneo
produzione Teatro Franco Parenti
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Knight Hall Agency Ltd
Ambra Angiolini e Ivana Monti sono le protagoniste di La Reginetta di Leenane, una delle opere più celebri di Martin McDonagh, maestro del teatro contemporaneo e autore capace di fondere comicità feroce, tensione e profondità emotiva.
In una casa isolata dell’Irlanda rurale vivono Maureen e sua madre Mag, legate da un rapporto tanto indissolubile quanto distruttivo. Tra loro non esistono gesti d’affetto, ma un continuo confronto fatto di provocazioni, recriminazioni e sottili manipolazioni. Quando per Maureen si apre finalmente la possibilità di una vita diversa, di un amore e di una felicità a lungo desiderati, il fragile equilibrio che regge la loro convivenza inizia a incrinarsi, dando vita a una spirale di eventi sempre più imprevedibili.
Con la regia di Raphael Tobia Vogel, lo spettacolo diventa un avvincente thriller psicologico in cui ogni parola pesa come una minaccia e ogni silenzio nasconde una verità. Il genio di McDonagh emerge nella capacità di far convivere il dramma più intenso e un’ironia nera irresistibile, spingendo il pubblico a ridere e, un attimo dopo, a interrogarsi sulle fragilità e le ossessioni che abitano i suoi personaggi.
Grazie all’intesa scenica e alla straordinaria forza interpretativa di Ambra Angiolini e Ivana Monti, La Reginetta di Leenane si trasforma in un duello emotivo di rara intensità, un racconto crudele e commovente che esplora la solitudine, il desiderio di libertà e i legami familiari da cui, a volte, è impossibile liberarsi. Un classico contemporaneo che conquista.
GIOVEDÌ 21 GENNAIO 2027| ORE 20.45
OTTAVIA PICCOLO
e I Solisti dell’ORCHESTRA MULTIETNICA di AREZZO in
MATTEOTTI
anatomia di un fascismo
di Stefano Massini
regia Sandra Mangini
video Raffaella Rivi
musiche Enrico Fink
Massimiliano Dragoni hammer dulcimer, percussioni
Luca Roccia Baldini basso| Massimo Ferri chitarra
Gianni Micheli clarinetto basso | Mariel Tahiraj violino | Enrico Fink flauto, ewi
scena Federico Pian | luci Paolo Pollo Rodighiero | costumi a cura di Lauretta Salvagnin
il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria – Castel Monte onlus
produzione ARGOT, Officine della Cultura
in co-produzione con la Città del Teatro- Fondazione Sipario Toscana
Ottavia Piccolo, accompagnata dalle coinvolgenti sonorità dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, dà voce a una delle pagine più intense e significative della nostra storia attraverso Matteotti. Anatomia di un fascismo, il potente testo di Stefano Massini.
Quella di Giacomo Matteotti non è soltanto la vicenda di un uomo politico. È la storia di una persona che ebbe il coraggio di vedere ciò che molti non volevano vedere e di dire ciò che molti preferivano tacere. Con lucidità, rigore e una profonda fiducia nella democrazia, Matteotti comprese la natura del fascismo quando era ancora possibile fermarlo e ne denunciò senza esitazioni la violenza, gli inganni e la deriva autoritaria. La sua forza non stava nelle armi o nel potere, ma nelle parole: parole precise, documentate, pronunciate in nome della verità e della giustizia.
Accanto a lui c’è Velia, moglie, compagna e presenza insostituibile. Un legame profondo che attraversa la vicenda pubblica e quella privata, restituendoci il ritratto di un uomo nella sua interezza: non solo il parlamentare coraggioso e l’instancabile difensore dei diritti, ma anche il marito, il padre, il cittadino animato da una fede incrollabile nel bene comune.
Con la scrittura appassionata di Stefano Massini, il racconto storico si trasforma in un’esperienza teatrale viva e coinvolgente, dove la memoria dialoga continuamente con il presente. Le musiche dell’Orchestra Multietnica di Arezzo amplificano emozioni e immagini, accompagnando il pubblico in un viaggio che attraversa ideali, speranze, paure e responsabilità collettive.
Più che una commemorazione, Matteotti. Anatomia di un fascismo è un invito a riflettere sul valore della partecipazione, sulla forza delle idee e sul coraggio necessario per difendere la libertà. Uno spettacolo di grande intensità civile ed emotiva che ci ricorda come la storia non appartenga soltanto al passato, ma continui a interrogare il nostro presente e le nostre scelte.
GIOVEDÌ 4 FEBBRAIO 2027 | ORE 20.45
MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
di Dario Fo e Franca Rame
regia Giorgio Gallione
con Lodo Guenzi
e Matteo Gatta, Eleonora Giovanardi, Alessandro Federico, Marco Ripoldi,
Roberto Rustioni
scene di Guido Fiorato
luci di Andrea Violato
costumi di Francesca Marsella
realizzazione scenografie Officina Scenotecnica Gli Scarti
una produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
con Nidodiragno/CMC produzioni in co-produzione con Teatro Carcano e Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro e con la collaborazione di Argot Produzioni
un ringraziamento speciale alla Fondazione Dario Fo e Franca Rame
Nel centenario della nascita di Dario Fo, il regista Giorgio Gallione porta in scena uno dei testi più celebri, corrosivi e sorprendentemente attuali del grande autore: Morte accidentale di un anarchico.
A più di cinquant’anni dalla sua prima rappresentazione, questa straordinaria commedia continua a conquistare il pubblico con la sua irresistibile miscela di comicità travolgente, satira pungente e impegno civile. Ispirato alla tragica vicenda di Giuseppe Pinelli e agli eventi che segnarono una delle pagine più controverse della storia italiana, il testo trasforma una ferita collettiva in un meccanismo teatrale perfetto, capace di far ridere, riflettere e indignare nello stesso momento.
Al centro della scena c’è il Matto, figura imprevedibile e geniale, moderno giullare che attraverso travestimenti, finzioni e irresistibili giochi di ruolo mette in crisi le certezze del potere.
Con il linguaggio del paradosso e dell’ironia, smonta versioni ufficiali, contraddizioni e menzogne, trascinando gli spettatori in una vorticosa girandola di equivoci e colpi di scena.
A interpretarlo è Lodo Guenzi, artista versatile e carismatico, che raccoglie l’eredità di Fo restituendole nuova energia e contemporaneità. Intorno a lui prende vita uno spettacolo dal ritmo incalzante, dove il teatro popolare incontra la denuncia civile e la risata diventa uno strumento di consapevolezza.
Perché il genio di Dario Fo sta proprio qui: nel riuscire a raccontare temi profondi e scomodi con leggerezza, intelligenza e straordinaria forza teatrale. Morte accidentale di un anarchico non è soltanto un classico del nostro teatro, ma un’opera viva, capace ancora oggi di interrogare il presente e di ricordarci quanto siano preziose la libertà di pensiero, il dubbio e la ricerca della verità.
Uno spettacolo che diverte senza mai essere evasivo, che fa ridere senza dimenticare la realtà e che, attraverso la forza incontenibile del teatro, continua a parlare con sorprendente lucidità al nostro tempo.
GIOVEDÌ 25 FEBBRAIO 2027 | ORE 20.45
ERANO TUTTI MIEI FIGLI
di Arthur Miller
regia di Elio De Capitani
traduzione Masolino d’Amico
con Elio De Capitani, Joe Keller, Cristina Crippa, Kate Keller, Angelo Di Genio, Chris Keller, Caterina Erba, Ann Deever, Marco Bonadei, George Deever,Nicola Stravalaci,
Dr. Jim Bayliss, Sara Borsarelli, Sue Bayliss, Michele Costabile, Frank Lubey,Carolina Cametti, Lydia Lubey
scene e costumi di Carlo Sala
luci Michele Ceglia
suono Gianfranco Turco
assistente alla regia Alessandro Frigerio
assistente alle scene e costumi Roberta Monopoli
produzione Teatro dell’Elfo
Elio De Capitani dirige e interpreta Erano tutti miei figli, primo grande successo di Arthur Miller, riportandolo in scena con una lucidità profonda e una partecipazione emotiva che restituiscono tutta la forza viva del classico. Accanto a lui, un cast numeroso e affiatato – storico nucleo della compagnia dell’Elfo – costruisce una coralità intensa e precisa, fatta di ascolto, tensione e verità scenica.
De Capitani si muove in felice sintonia con Miller, firmando uno spettacolo robusto e commovente, teatro d’attori in cui i personaggi appaiono tanto più grandi quanto più rivelano le loro fragilità. Il dramma familiare diventa così specchio di una responsabilità più ampia, dove il confine tra colpa e verità non è mai netto.
Siamo nella casa dei Keller, nell’America del dopoguerra: un luogo apparentemente ordinato, ma attraversato da silenzi, rimozioni e ferite non dette. Quando il passato riaffiora, le certezze si incrinano e ciò che sembrava stabile si rivela per quello che è sempre stato: fragile, esposto, umano.
La messinscena unisce realismo e dimensione simbolica con grande equilibrio, trasformando lo spazio domestico in un luogo della memoria e del conflitto. Ne nasce uno spettacolo intenso e necessario, che interroga il presente attraverso le sue radici più profonde e ci ricorda quanto le scelte individuali, anche le più intime, abbiano sempre un peso collettivo.
GIOVEDÌ 11 MARZO 2027| ORE 20.45
RICCARDO III
di William Shakespeare
riduzione e adattamento Angela Dematté
regia Andrea Chiodi
con Maria Paiato
e con Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria,
Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo
scene Guido Buganza
costumi Ilaria Ariemme
musiche Daniele D’Angelo
luci Cesare Agoni
trucco e parrucco Bruna Calvaresi
sartoria Mediapont Arte Tessile
produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova,
Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
Maria Paiato incontra il Riccardo III di William Shakespeare in un progetto potente e profondamente voluto dall’attrice, che prende vita grazie alla regia di Andrea Chiodi. Un incontro artistico intenso, che affronta uno dei grandi classici elisabettiani con uno sguardo contemporaneo, lucido e appassionato.
“Ora l’inverno del nostro scontento…”: si apre così la parabola oscura di Riccardo, duca di Gloucester, figura affascinante e disturbante, capace di conquistare il potere con intelligenza, ironia e spietata determinazione. Un uomo che seduce e manipola, attraversando la storia come incarnazione di un male lucido e irresistibile.
In questa lettura scenica il centro non è la deformità fisica, ma la complessità di un’anima che interroga il potere, il desiderio di dominio e le ferite originarie che possono trasformarsi in destino. Riccardo diventa così una domanda aperta sulla natura del male e sulla sua capacità di insinuarsi nelle relazioni e nel linguaggio.
La regia di Andrea Chiodi indaga proprio questa dimensione: un male seducente e contemporaneo, che non urla ma persuade, non si impone soltanto con la forza ma attraverso la parola e il fascino della mente.
Nel corpo e nella voce di Maria Paiato, Riccardo prende forma come figura magnetica e complessa, attraversata da ironia, intelligenza e abisso. Un’interpretazione che restituisce tutta la tensione e l’ambiguità di uno dei personaggi più potenti di Shakespeare.
Riccardo III diventa così un viaggio nel cuore oscuro del potere, dove nulla è semplice e dove ogni scelta interroga anche chi guarda.
GIOVEDÌ 1° APRILE 2027 | ORE 20.45
SCARAMUCCIA
con Sara Allevi, Marie Coutance, Anna De Franceschi in alternanza con Eleonora Marchiori, Marie-Anne Favreau, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Valerio Zaina, Marco Zoppello
soggetto originale e regia Marco Zoppello
scenografia Alberto Nonnato
costumi Eleonora Rossi
musiche Maria Luisa Zaltron
disegno luci Matteo Pozzobon
maschere Stefano Perocco di Meduna e Tullia Dalle Carbonare
spauracchio Sara Allevi
duelli Massimiliano Cutrera
trucco e parrucco Elena Polvani
produzione Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano
Il debutto al Festival Be Popular 2026 di Vicenza segna il ritorno di Stivalaccio Teatro alla grande Commedia dell’Arte, dopo il successo di Arlecchino muto per spavento. Questa nuova creazione incontra uno dei suoi personaggi più vitali e imprevedibili: Scaramuccia, da cui prende forma uno spettacolo pieno di energia, invenzione e libertà scenica.
Siamo nel 1645. Nel Mediterraneo sospeso tra bellezza e guerra, Creta è sull’orlo del grande assedio ottomano. Ma prima che la storia travolga tutto, la vita continua a intrecciare desideri, amori e destini. Tra Venezia e Candia si muove un mondo di mercanti, servitori, innamorati e avventurieri, dove ogni incontro può cambiare il corso degli eventi. Pantalone de’ Bisognosi vuole assicurare il futuro della figlia Ortensia con il ricco Don Alonso. Ma un incontro fortuito a Venezia con Scaramuccia e il suo inseparabile Arlecchino innesca una scia di equivoci e conseguenze imprevedibili: uno scontro, una morte inattesa, una fuga verso Creta. Da lì prende avvio una spirale di inseguimenti, passioni e vendette che attraversa il Mediterraneo. In questo mare che è insieme geografia e memoria, lingua e incontro, la storia si trasforma in un grande affresco teatrale dove il comico e il tragico convivono senza confini. Amori, gelosie, travestimenti e guerre si rincorrono in un racconto che è avventura e destino, gioco e ferita.
Scaramuccia, nato come capitano vanaglorioso e trasformato dalla tradizione in furbesco cantastorie, diventa il cuore pulsante di un universo scenico libero e inventivo. Un erede della Commedia dell’Arte che intreccia radici antiche e ritmo contemporaneo, restituendo al pubblico tutta la vitalità di un teatro fatto di corpo, relazione e sorpresa. Uno spettacolo che celebra la “commedia degli intrecci”, dove tutto si mescola: il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e l’inganno.
VENERDÌ 30 APRILE 2027 | ORE 20.45
SULLA MORTE SENZA ESAGERARE
ideazione e regia Riccardo Pippa
di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
scene, maschere e costumi Ilaria Ariemme
produzione Teatro Franco Parenti | I Gordi
Sulla soglia sottile tra ciò che è e ciò che non è più, esiste un luogo in cui le anime si fermano un istante prima del definitivo congedo. È qui che incontriamo la Morte: presenza inevitabile, familiare eppure sempre sfuggente, temuta, invocata, negata. Ma se fosse lei stessa a non sapere davvero che cosa significhi morire?
Ispirato alla poesia di Wisława Szymborska, lo spettacolo affronta uno dei più grandi tabù dell’esistenza con leggerezza, intelligenza e sorprendente poesia. Non per banalizzare, ma per guardare da vicino ciò che normalmente distogliamo. Così la Morte diventa personaggio, corpo, voce implicita di incontri mancati, addii improvvisi, ritorni impossibili e ultimi istanti sospesi tra ironia e tenerezza.
Attraverso l’uso di maschere contemporanee, lo spettacolo dà forma a un universo popolato da figure riconoscibili e quotidiane, che senza bisogno di parole raccontano la fragilità e la bellezza dell’essere umani. Un linguaggio scenico essenziale e profondamente evocativo, dove il silenzio diventa spazio di ascolto e rivelazione.
Ideato e diretto da Riccardo Pippa, con la compagnia I Gordi, lo spettacolo nasce da una ricerca condivisa che unisce comicità fisica, poesia visiva e tradizione della maschera, restituendo al pubblico un teatro vivo, immediato e sorprendentemente umano. In scena, la Morte non è mai un’idea astratta ma una presenza concreta, quasi domestica, che si muove tra resistenze, paure e piccoli slittamenti dell’assurdo. C’è chi si ribella, chi prova a negoziare, chi si arrende e chi tenta di capire, mentre il confine tra il comico e il commovente si assottiglia fino a scomparire. È in questo equilibrio instabile che lo spettacolo trova la sua forza: raccontare la fine senza retorica, ma con uno sguardo capace di aprire spazio alla vita.
La critica ha riconosciuto nel lavoro de I Gordi una delle esperienze più originali del panorama contemporaneo: un teatro che nasce dalla collaborazione e dalla drammaturgia collettiva, capace di coniugare ironia e profondità, leggerezza e rigore. Le maschere, ispirate all’immaginario espressionista di Otto Dix, amplificano questo universo sospeso, trasformando ogni gesto in una piccola epifania visiva. Uno spettacolo che parla con delicatezza di ciò che ci accomuna tutti, ricordandoci che anche di fronte all’ultima soglia si può ancora sorridere, commuoversi e – forse – riconoscersi.
CONTEMPORANEA
Le radici dell'identità, del desiderio e della memoria
La rassegna Contemporanea 2026|2027 raccoglie alcune delle voci più originali e significative della nuova scena italiana, costruendo un percorso che attraversa le grandi questioni del nostro tempo: la violenza nascosta nelle relazioni quotidiane, la crisi dell'individuo contemporaneo, l'identità, il desiderio, la memoria, la vulnerabilità e il rapporto con la fine della vita. Un cartellone che mette al centro l'essere umano e le sue contraddizioni, esplorando quelle radici profonde che continuano a definire il nostro modo di abitare il mondo.
Ad aprire la stagione è Underdogs del Collettivo Ruth, una riflessione intensa sulla violenza domestica e sui meccanismi sociali che la alimentano e la nascondono. Uno spettacolo che smaschera stereotipi e pregiudizi, interrogando il pubblico sulle responsabilità individuali e collettive che si celano dietro la parola "normalità".
Segue l'anteprima nazionale de L'Uomo che brucia, tratto dal romanzo di Alban Lefranc, un viaggio visionario e inquieto dentro una società attraversata dalla paura, dalla perdita di significato e dall'incapacità di costruire relazioni autentiche. Una riflessione sulla fragilità dell'uomo contemporaneo di fronte a un mondo che sembra sfuggire a ogni tentativo di comprensione.
Con Sarfatti, scritto da Angela Dematté e diretto da Andrea Chiodi, la scena si confronta con una delle figure più complesse e controverse del Novecento italiano. Attraverso la vicenda di Margherita Sarfatti, intellettuale e critica d'arte, lo spettacolo indaga il rapporto tra arte e politica, tra immaginario e potere, restituendo al pubblico una riflessione attualissima sulla costruzione del consenso.
A gennaio arriva in scena Il miracolo di San Sebastiano, una produzione che intreccia tradizione religiosa, identità contemporanee e cultura queer. Partendo dalla figura del santo trafitto dalle frecce, lo spettacolo costruisce una potente metafora sullo sguardo degli altri, sulla visibilità, sull'accettazione di sé e sulla possibilità di trasformare la ferita in consapevolezza.
La rassegna prosegue con Per sempre, intenso lavoro di Alessandro Bandini dedicato alle lettere d'amore inedite che Giovanni Testori scrisse ad Alain Toubas. Uno spettacolo che restituisce il volto più intimo di uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento e che, attraverso la forza della parola privata, racconta il desiderio universale di amare, essere amati e lasciare una traccia di sé nel tempo.
A chiudere il percorso è The End di Babilonia Teatri, spettacolo diventato negli anni un punto di riferimento della scena contemporanea italiana. Con il linguaggio diretto, ironico e profondamente umano che caratterizza la compagnia, l'opera affronta il tema della morte e della fragilità umana, interrogandosi sul modo in cui la società contemporanea tende a rimuovere tutto ciò che ricorda il limite, la vecchiaia e la fine.
VENERDÌ 30 OTTOBRE 2026| ORE 20.45
UNDERDOGS
di Collettivo Ruth
regia Giovanni Consoli
coreografia Giovanni Consoli
musiche Isacco Basilotta, Francesca Cordone, Ludovico Di Meco
con Aichatou Cherif, Giovanni Consoli, Lorenzo Leopoldo Egida, Ilaria Felter
produzione Compagnia Arearea
con il sostegno di Fondazione Culturale Giuditta Pasta
"E pensare che era un ragazzo normale."
Normale. Parola comoda, parola che assolve, parola che sposta lo sguardo. Perché se lui “era normale”, allora il problema non esiste — o meglio, esiste altrove, in qualcun altro, in qualcuno che già solo a guardarlo ti aspetti il peggio. Il migrante, il povero, l'emarginato. Su quelli il dito scatta da solo. Su quelli è persino ovvio.
Ma la violenza non ha il decoro che le attribuite.
Nasce a tavola, nasce sul divano, nel letto, nasce tra persone che si conoscono da anni e si chiamano ancora per nome. Si insinua come pressione, come ricatto, come controllo — e quando esplode lo fa sempre addosso alle stesse persone. Quasi sempre donne. Quasi sempre tra quelle mura che chiamiamo casa.
Allora accomodatevi, quello che state per vedere sono proprio loro — i perdenti, gli ultimi, quelli da cui ve lo sareste aspettato. Finalmente potete stare tranquilli: la casella è quella giusta, il pregiudizio è salvo. Fanno esattamente quello che avevate già deciso che avrebbero fatto — quindi non scandalizzatevi. Prendete nota, semmai, potreste riconoscere qualcuno.
Finché continueremo a pensare che la violenza non sia seduta accanto a noi, staremo sempre scegliendo chi proteggere.
VENERDÌ 13 NOVEMBRE 2026| ORE 20.45
L’UOMO CHE BRUCIA
ANTEPRIMA NAZIONALE
liberamente tratto dal romanzo L’Homme qui brûle di Alban Lefranc
adattamento e regia Ugo Fiore
con Alfonso De Vreese
animazione video Luca Fiore
suono e luci Alessandro Di Fraia
consulenza musicale Federica Furlani
produzione Artisti Drama APS, LAC Lugano Arte e Cultura, Proxima Res
residenza produttiva Carrozzerie n.o.t
con il sostegno del Teatro Giuditta Pasta di Saronno
Si ringrazia Alban Lefranc per la fiducia, l’attenzione e la generosità con cui ha accompagnato questo lavoro.
«Non viviamo più in un’epoca, ma in una scadenza. »
La frase di Günther Anders apre il romanzo di Alban Lefranc come una frattura.
E da lì nasce questo adattamento teatrale: un’immersione incandescente dentro una mente che non riesce più a raffreddarsi.
Siamo in una città riconoscibile e insieme deformata. Tutto è familiare — le strade, i caffè, i palazzi — ma qualcosa è leggermente spostato, abbastanza da renderlo inquietante. Gli attentati non sono più eccezioni, ma una presenza quotidiana, quasi meteorologica. Il centro si trasforma, le regole cambiano, il reale si adatta a una logica che non sorprende più nessuno. È un mondo che non sembra futuro: è il nostro, visto da troppo vicino.
In questo scenario seguiamo Luc, scrittore ossessionato dal suo progetto: un libro totale, impossibile, che dovrebbe contenere tutto. Un’idea che lo tiene in vita e allo stesso tempo lo paralizza. Perché più prova a racchiudere il mondo, più il mondo gli sfugge.
Luc assiste alla catastrofe come da uno schermo. La commenta, la ordina, la pensa, ma non riesce ad attraversarla. Le parole si sgretolano, i significati si allentano, la realtà perde presa. È un naufrago dentro il linguaggio.
Anche il desiderio si deforma. Lo sguardo non incontra più l’altro, lo trasforma. Ogni corpo diventa immagine, frammento, superficie. La pornografia non è solo un tema: diventa una lingua interiore, un modo automatico e distorto di abitare il mondo, che contamina anche i legami più intimi.
Persino l’amicizia più antica — l’unico possibile rifugio — viene risucchiata in questo flusso. Un legame nato nell’infanzia, nella fuga, nella sopravvivenza, che oggi si carica di ambiguità, proiezioni, derive. L’altro diventa insieme specchio e perdita, presenza e fantasma. L’UOMO CHE BRUCIA è un viaggio dentro un pensiero che si surriscalda fino a consumarsi. Una domanda sospesa, senza protezione: cosa resta quando le parole non tengono più, quando il desiderio non incontra, quando il mondo non si lascia più abitare?
VENERDÌ 11 DICEMBRE 2026| ORE 20.45
SARFATTI
con Claudia Coli
di Angela Dematté
da un’idea di Massimo Mattioli
regia Andrea Chiodi
scene Guido Buganza
costumi Ilaria Ariemme
musiche Daniele D’Angelo
luci Orlando Cainelli
prodotto da Goldenart Production, Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Teatro Stabile di Bolzano, Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento
con il sostegno del Ministero della Cultura - Direzione Generale Spettacolo
Una donna attraversa la soglia della redazione del Popolo d’Italia. È il giornale appena fondato da Benito Mussolini dopo la rottura con l’Avanti!. Quella donna è Margherita Sarfatti: intellettuale, critica d’arte, collezionista, anima brillante della cultura europea del suo tempo. Ebrea, colta, indipendente. E soprattutto figura centrale — spesso rimossa — nella costruzione del mito del futuro Duce. Attorno a lei prende forma una delle stagioni più complesse e contraddittorie del Novecento italiano, dove arte e politica si intrecciano in modo indissolubile, e dove l’immaginario diventa uno strumento di potere.
Lo spettacolo nasce da un’idea di Massimo Mattioli e Claudia Coli, ed è scritto da Angela Demattè. La regia è di Andrea Chiodi, con scene di Guido Buganza, costumi di Ilaria Ariemme, musiche di Daniele D’Angelo e disegno luci di Orlando Cainelli.
In scena, Margherita Sarfatti non è soltanto un personaggio storico, ma una donna che torna a interrogare la propria vita: il suo ruolo nella nascita del gruppo Novecento, il rapporto con gli artisti che ha sostenuto — da Boccioni a Sironi, da Funi fino allo stesso Mussolini — e soprattutto il legame complesso con l’uomo che ha contribuito a trasformare in simbolo.
Attraverso il suo sguardo, lo spettacolo ripercorre una storia fatta di intuizioni, passioni, scelte e ferite. Una vita in cui la creazione artistica e la costruzione del potere si specchiano continuamente, fino a confondersi.
La regia di Andrea Chiodi restituisce Margherita Sarfatti nella sua complessità più autentica: non soltanto figura storica o “ombra” accanto al potere, ma donna di pensiero e di azione, capace di influenzare profondamente un’epoca e poi di esserne esclusa.
Lo spettacolo la incontra proprio lì: nel momento della separazione, dell’allontanamento, dello sguardo che si apre sul passato per provare a comprenderlo. E in quell’incontro riemerge una domanda ancora viva: quanto l’arte può costruire la storia, e quanto la storia finisce per tradire chi l’ha immaginata?
VENERDÌ 29 GENNAIO 2027 | ORE 20.45
IL MIRACOLO DI SAN SEBASTIANO
testo Matthieu Pastore
regia Aldo Cassano
con Giuseppe Affinito e Matthieu Pastore
sound design Antonio Spitaleri
aiuto regia Natascia Curci
scene Aldo Cassano e Lucia Lapolla
costumi Lucia Lapolla
luci Giuseppe Sordi
produzione ANIMANERA E.T.S.
San Sebastiano, con il suo corpo giovane trafitto dalle frecce, attraversa i secoli fino a diventare un’icona inattesa: non solo figura del martirio cristiano, ma immagine potente che ha trovato spazio anche nell’immaginario contemporaneo, in particolare nella cultura queer e nell’estetica del corpo. Questo progetto teatrale parte proprio da qui: dall’incontro tra agiografia e presente, tra mito religioso e identità di oggi, per interrogare il modo in cui ci vediamo – e veniamo visti – nel mondo.
In scena, due attori ricostruiscono la storia del santo come una sorta di moderno “mistero”, tra narrazione, evocazione e immagini simboliche. Sebastiano diventa così una figura profondamente contemporanea: un corpo esposto allo sguardo, attraversato dal dolore, ma anche dalla possibilità di trasformazione.
Le frecce che lo colpiscono non sono solo segni del martirio, ma anche simboli dello sguardo degli altri, del giudizio, dell’esclusione e della visibilità. Il suo corpo efebico e vulnerabile diventa specchio di chi si interroga sulla propria identità e sulla difficoltà di affermarla in un mondo che tende a definire, classificare, normalizzare.
Il progetto indaga anche un passaggio spesso rimosso della sua leggenda: il ritrovamento del corpo e il gesto di cura che gli viene restituito, segno di una possibile redenzione fatta di attenzione, compassione e riconoscimento.
Attraverso una struttura per “stazioni”, lo spettacolo segue il percorso del santo come una via interiore: un viaggio tra ferita e accettazione, tra dolore e riconoscimento di sé. Un racconto che si interroga continuamente su cosa significhi diventare visibili, e a quale prezzo.
San Sebastiano diventa così una domanda aperta sul presente: è martirio o è trasformazione? È dolore o è rivelazione? Forse entrambe le cose. Forse, ancora oggi, è il nome di un possibile miracolo: quello di imparare a essere sé stessi.
VENERDÌ 19 FEBBRAIO 2027| ORE 20.45
PER SEMPRE
testi tratti da lettere e cartoline inedite di Giovanni Testori ad AlainToubas I Trionfi di Giovanni Testori dediche private di Giovanni Testori ad Alain Toubasideazione, drammaturgia e creazione Alessandro Bandini
con Alessandro Bandini
dramaturg Ugo Fiore
sguardo esterno Alessandro Sciarroni
coaching Tindaro Granata
consulenza spazio scenico Giulia Pastore
disegno luci Elena Vastano
styling Ettore Lombardi
consulenza musicale Federica Furlani
tecnico luci, audio e video Alessandro Di Fraia
produzione LAC Lugano Arte e Cultura in coproduzione con Piccolo Teatro di Milano – Teatrod’Europa, CTB Centro Teatrale Bresciano, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale incollaborazione con Casa Testori, Institut Culturel Italien de Paris, La Corte Ospitale di Rubieracon il sostegno di Inteatro Residenze, Fondazione Armunia foto di Masiar Pasquali
«Una cosa che mi ha sempre turbato [...] è che della sua vita non si hanno che notizie scheletriche, mentre a me sarebbe piaciuto molto [...] avere qualche notizia su come amava, su come soffriva...»
Giovanni Testori
C’è una particolare emozione nel poter incontrare un grande artista attraverso la sua voce più intima. Non quella delle opere destinate al pubblico, ma quella affidata alle lettere d’amore. Da questa scoperta nasce Per sempre, il nuovo lavoro di e con Alessandro Bandini, vincitore del Premio Mariangela Melato.
Lo spettacolo prende vita da un materiale straordinario: oltre duemila lettere inedite che Giovanni Testori scrisse tra il 1959 e il 1962 ad Alain Toubas, il giovane francese che sarebbe stato il compagno di una vita. Pagine mai pubblicate, custodite per decenni, che raccontano un amore assoluto, febbrile, attraversato dal desiderio, dalla paura dell’abbandono e da un bisogno sconfinato di essere amati.
Più che una biografia, Per sempre è un viaggio dentro il cuore di un uomo e dentro il mistero dell’amore. Le lettere diventano materia viva, rivelando un Testori inedito e sorprendente: fragile, appassionato, vulnerabile. Un uomo che, scrivendo all’amato, sta già costruendo quella lingua poetica che darà vita ai suoi celebri Trionfi.
In scena, Bandini trasforma questo immenso carteggio in una drammaturgia originale e intensa, dove la parola privata si fa teatro, memoria e presenza. Ne emerge il ritratto di un sentimento che supera il tempo e la distanza, un amore che cerca nella scrittura una forma di eternità.
Per sempre è un racconto sulla necessità di amare e di essere amati, sulla paura di essere dimenticati e sul desiderio profondo di lasciare una traccia di sé nell’altro. Un’esperienza teatrale delicata e travolgente, che restituisce tutta la forza umana e poetica di una delle voci più importanti del Novecento italiano.
VENERDÌ 9 APRILE 2027 | ORE 20.45
THE END
di Valeria Raimondi e Enrico Castellani
collaborazione artistica Vincenzo Todesco
con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Luca Scotton
scene Babilonia Teatri, Gianni Volpe,Luca Scotton
luci e audio Babilonia Teatri, Luca Scotton
costumi Babilonia Teatri, Franca Piccoli
foto Marco Caselli Nirmal e Sara Castiglioni; Francesco Capitani
produzione Babilonia Teatri, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione
Quindici anni dopo il suo debutto, The End torna in scena con la stessa forza necessaria e disarmante di allora. Uno spettacolo che non parla semplicemente della morte, ma del modo in cui scegliamo di non guardarla.
Viviamo in un tempo che celebra la giovinezza, l’efficienza, la performance. La vecchiaia si nasconde, la malattia si allontana, la morte si confina ai margini della vita quotidiana.
Eppure, continua a essere lì, presenza silenziosa e inevitabile, pronta a ricordarci la nostra fragilità.
Con il linguaggio diretto, poetico e spiazzante che contraddistingue Babilonia Teatri, The End attraversa le paure, le rimozioni e le contraddizioni del nostro tempo, aprendo uno squarcio su ciò che preferiremmo ignorare. Lo fa senza retorica, alternando ironia e commozione, rabbia e tenerezza, in un equilibrio che colpisce con la forza di un pugno e consola con la delicatezza di una carezza.
Nato da un’esperienza profondamente personale e oggi riallestito alla luce di nuovi attraversamenti della vita, lo spettacolo conserva intatta la sua urgenza. Anzi, forse oggi parla ancora più forte. Perché il desiderio di sfuggire al tempo, di allontanare ogni fine, sembra essere diventato una delle grandi ossessioni contemporanee.
The End ci invita a guardare ciò che normalmente resta fuori campo: i corpi che invecchiano, gli addii, le assenze, la vulnerabilità che ci accomuna. E lo fa con quello sguardo pop, rock e profondamente umano che ha reso Babilonia Teatri una delle realtà più originali e premiate della scena contemporanea.
Uno spettacolo feroce e poetico, che ci costringe a guardarci allo specchio. Per ricordarci che parlare della fine significa, in fondo, parlare della vita.
DANZA
INTERSCAMBI COREOGRAFICI SARONNO
IPUNTIDANZA – Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza
in collaborazione con il Teatro Giuditta Pasta
Le radici del movimento, tra memoria e futuro
Per il terzo anno consecutivo il Teatro Giuditta Pasta rinnova la collaborazione con la Fondazione Egri, Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza riconosciuto dal Ministero della Cultura, consolidando un percorso che ha saputo avvicinare nuovi pubblici al linguaggio della danza contemporanea.
Inserita nel network IPUNTIDANZA, la stagione coreutica dialoga in modo naturale con il tema Radici, celebrando il centenario di Susanna Egri, figura fondamentale della danza italiana ed europea. Ad aprire il cartellone sarà infatti Susanna Egri: Il Centenario, omaggio a una maestra che ha lasciato un segno profondo nella storia della danza attraverso la sua visione artistica e pedagogica.
Protagonista della stagione sarà EgriBiancoDanza, con spettacoli che intrecciano ricerca, emozione e contaminazione tra linguaggi, come Scritto sul mio corpo, accompagnato dal vivo dai Bowland, e M'illumino d'immenso, accanto al ritorno del classico intramontabile
Lo Schiaccianoci, pensato anche per avvicinare bambini e famiglie alla magia della danza.
Ad arricchire il programma sarà inoltre la presenza della prestigiosa Compagnia Abbondanza/Bertoni con Femina, una delle firme più autorevoli della danza contemporanea italiana. Un cartellone che unisce memoria artistica, grandi protagonisti e nuove sensibilità creative, confermando la danza come uno dei linguaggi più vivi e universali del nostro tempo.
MARTEDÌ 27 OTTOBRE 2026| ORE 20.45
SUSANNA EGRI: IL CENTENARIO
Compagnia EgriBiancoDanza
Coreografie di Raphael Bianco |
Con il sostegno di: MIC - Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT
Nel centenario della nascita di Susanna Egri, figura fondamentale della danza italiana e protagonista di un intero secolo di storia culturale, la Compagnia EgriBiancoDanza rende omaggio alla sua eredità con una serata che intreccia le radici artistiche e umane dei suoi fondatori: l’Ungheria di Susanna Egri e l’India di Raphael Bianco.
La prima coreografia, Cantata Profana: il Cervo Fatato, si ispira alla celebre opera di Béla Bartók e all’antica leggenda dei nove cervi fatati. Al centro della creazione emerge il rapporto tra padre e figlio, tra appartenenza e desiderio di libertà. Raphael Bianco trasforma il racconto in una potente riflessione sull’identità, sull’emancipazione e sul coraggio di seguire la propria natura, dedicando questo lavoro a Susanna Egri e alla sua straordinaria vita vissuta all’insegna della libertà e dell’indipendenza.
La seconda parte della serata presenta Brides of God, una creazione nata da un lungo percorso di ricerca tra Italia e India. Ispirandosi alla tradizione delle Devadasi, le danzatrici consacrate ai templi e alla danza, lo spettacolo esplora un universo sospeso tra devozione, desiderio e sogno. Attraverso immagini evocative e una scrittura coreografica intensa, prende forma il ritratto di donne che affidano la propria esistenza all’arte, lasciando emergere, nel silenzio della notte, emozioni e verità custodite nel corpo.
Due opere diverse e complementari che dialogano tra memoria e futuro, tradizione e contemporaneità, celebrando il potere della danza come linguaggio universale capace di raccontare le grandi domande dell’essere umano.
MARTEDÌ 24 NOVEMBRE 2024 | ORE 20.45
FEMINA
Compagnia Abbondanza Bertoni
coreografia Antonella Bertoni
con Sara Cavalieri, Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio
musiche Dawn of Midi
luci Andrea Gentili
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Rovereto, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.
Spettacolo finalista Premio Ubu 2023 nella categoria "Miglior spettacolo di danza"
Femina è un’immersione potente e magnetica nell’universo femminile contemporaneo. Un lavoro di straordinaria precisione coreografica firmato da Antonella Bertoni, che affida a quattro interpreti il compito di attraversare identità, stereotipi, fragilità e forza, restituendo sulla scena un ritratto intenso e profondamente umano della donna di oggi.
Tutto nasce da un gesto semplice e ancestrale: il battito delle mani. Un ritmo incessante che diventa linguaggio, rito collettivo, richiamo, resistenza. Da questa pulsazione prende forma una partitura fisica rigorosa e ipnotica, nella quale i corpi si osservano, si imitano, si trasformano e si confondono, in un continuo gioco di riflessi e rimandi.
In uno spazio essenziale e sospeso, quattro figure femminili attraversano immagini che evocano la seduzione, l’omologazione, il desiderio di appartenenza e la necessità di affermare la propria unicità. Si specchiano l’una nell’altra, si sostengono e si sfidano, dando vita a un flusso coreografico che oscilla tra disciplina e ribellione, fragilità e determinazione.
La musica pulsante e la ripetizione quasi ossessiva dei gesti costruiscono un’esperienza immersiva, capace di trasformare il quotidiano in una sorta di rituale contemporaneo. Dietro l’apparente freddezza della forma emergono emozioni, inquietudini e domande che appartengono a tutti: quanto della nostra identità è autentico e quanto nasce dallo sguardo degli altri?
Con Femina, la Compagnia Abbondanza/Bertoni firma una creazione intensa e visionaria, finalista al Premio Ubu, che racconta la complessità del femminile senza offrire risposte definitive, ma aprendo uno spazio di riflessione, riconoscimento e condivisione. Un’esperienza coreografica di grande forza visiva ed emotiva, capace di lasciare nello spettatore una traccia profonda.
VENERDÌ 18 DICEMBRE 2026| ORE 20.45
LO SCHIACCIANOCI
Compagnia EgriBiancoDanza
coreografia Raphael Bianco
musiche P. I. Čajkovskij
costumi Agostino Porchietto
produzione Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse per la Danza
Con questa originale rilettura de Lo Schiaccianoci, Raphael Bianco guarda oltre la fiaba natalizia per raccontare il delicato passaggio dall’infanzia all’età adulta. Al centro della storia c’è Clara, una giovane protagonista alle prese con paure, desideri e scelte che segnano il percorso della crescita.
Guidata dalla misteriosa Fata Confetto, Clara attraversa un universo sospeso tra sogno e realtà, popolato da doni inattesi, meraviglie e ombre interiori. I topi diventano il simbolo delle inquietudini più profonde, delle paure e dei dubbi che accompagnano ogni cambiamento, mentre la magia della notte di Natale si trasforma in un viaggio di scoperta e consapevolezza.
Sulle celebri musiche di Čajkovskij, la coreografia intreccia eleganza classica e sensibilità contemporanea, dando vita a un racconto poetico e coinvolgente. Un balletto che parla ai più piccoli, ma anche agli adulti, ricordando quanto complesso, fragile e sorprendente possa essere il mondo delle emozioni quando si è sul confine tra ciò che si è stati e ciò che si sta per diventare.
SABATO 13 FEBBRAIO 2027 | ORE 20.45
SCRITTO SUL MIO CORPO
ideazione e coreografia Raphael Bianco
assistente alla coreografia Elena Rolla
live music performance e sound design BowLand
danzatori Compagnia EgriBiancoDanza
produzione Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza
con il sostegno di MIC - Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT
in collaborazione con Teatro Franco Parenti Milano
Scritto sul mio corpo è una potente riflessione danzata sul nostro tempo, una liturgia corale e laica che intreccia memoria, fragilità e desiderio di rinascita. Attraverso il linguaggio del corpo, Raphael Bianco racconta le ferite visibili e invisibili che la storia lascia impresse negli individui, trasformando l’esperienza personale in una narrazione collettiva.
La coreografia nasce dall’idea di un corpo che custodisce tracce, segni e ricordi: un corpo attraversato dall’incertezza, dalla solitudine e dalle paure degli ultimi anni, ma anche dalla capacità di immaginare nuovi orizzonti. In scena prende forma un percorso che dalla perdita conduce alla speranza, dalla vulnerabilità alla ricerca di una nuova possibilità di incontro e di vita.
Lo spettacolo affonda le proprie radici nel progetto partecipativo Racconta-mi-Racconto, nato per raccogliere testimonianze ed emozioni di un periodo che ha segnato profondamente la nostra società. Da queste voci emerge una danza intensa e condivisa, dedicata alla comunità e alla forza che nasce dal riconoscersi parte di una stessa esperienza umana.
Ad accompagnare la creazione, la musica dal vivo dei BowLand, trio di origine iraniana dal linguaggio sonoro evocativo e magnetico, che contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra inquietudine e meraviglia.
Uno spettacolo di grande impatto emotivo che, partendo dalle cicatrici del presente, celebra la resilienza e l’inesauribile desiderio di vita che continua a pulsare dentro ciascuno di noi.
SABATO 20 MARZO 2027| ORE 20.45
M’LLUMINO D’IMMENSO
ideazione e coreografia Raphael Bianco
musiche P. I. Čajkovskij, John Luther Adams, Meredith Monk
danzatori Compagnia EgriBiancoDanza
produzione Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza
con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura, Regione Piemonte
“M’illumino d’immenso” è uno dei versi più celebri dell’ermetismo di Giuseppe Ungaretti: un lampo di assoluto che diventa punto di partenza per una riflessione coreografica sulla pienezza dell’essere.
Lo spettacolo si compone come una costellazione di frammenti danzati, brevi visioni evocative e misteriose in cui il corpo attraversa stati differenti di presenza, percezione e trasformazione. In questo percorso, l’idea di “illuminazione” si declina come esperienza fisica e spirituale, come possibilità di armonia tra materia e coscienza.
Ogni quadro coreografico diventa una soglia: un passaggio tra realtà e immaginazione, tra interno ed esterno, tra individuo e universo.
BECOME OCEAN
Il ricordo dell’incontro con l’oceano in Kerala si trasforma in esperienza di fusione e abbandono. Il corpo si lascia attraversare dal movimento delle onde fino a perdersi e riconoscersi nell’immensità dell’acqua.
DIALOGO CON L’OMBRA
Un confronto intimo tra il corpo e la propria ombra, intesa come specchio mutevole di emozioni, desideri e fragilità. Un incontro che oscilla tra conflitto e ricerca di equilibrio, fino alla possibile quiete.
PROMISED LAND – frammenti di un viaggio di esilio e speranza
Un cammino senza sosta attraverso la perdita e la memoria. Il corpo attraversa il distacco dalla propria terra e il desiderio di una nuova appartenenza, in una tensione continua tra nostalgia e speranza di approdo.
Un lavoro poetico e visionario sul rapporto tra luce, corpo e coscienza, in cui il movimento diventa esperienza di rivelazione e ascolto profondo.
SHOW
Le radici non sono soltanto ciò che ci lega al passato: sono le storie, le musiche, le risate e le emozioni che continuano a nutrire il nostro presente. La sezione Show della stagione Radici è un viaggio attraverso l'immaginario collettivo, tra tradizioni popolari, grandi protagonisti della comicità, capolavori della musica e racconti capaci di attraversare il tempo.
Dalle atmosfere senza tempo de I Legnanesi, custodi di una tradizione teatrale profondamente radicata nella cultura lombarda, alle voci contemporanee di Katia Follesa, Ale & Franz, Antonio Ornano che porterà in scena – dopo una residenza artistica e produttiva proprio nella sala Saronnese in debutto nazionale Il Bar sotto il Mare di Stefano Benni con regia di Giorgio Gallione e Pino e gli Anticorpi, che osservano il mondo di oggi con ironia, intelligenza e leggerezza.
Dalle colonne sonore immortali di Ennio Morricone all'energia travolgente del gospel americano, fino all'eleganza dell'hot jazz che accompagna il passaggio al nuovo anno: ogni spettacolo affonda le proprie radici in un patrimonio artistico e culturale che continua a emozionare generazioni diverse.
Sono radici che si trasformano e si rinnovano, capaci di unire memoria e contemporaneità, tradizione e innovazione, cultura popolare e ricerca artistica. Un percorso che celebra il piacere dello stare insieme e il potere dello spettacolo dal vivo di creare comunità, ricordandoci che ciò che ci accomuna è spesso più forte di ciò che ci distingue. Perché le radici più profonde, a volte, sono proprio quelle che condividiamo.
SABATO 26 SETTEMBRE 2026 | ore 20.45
DOMENICA 27 SETTEMBRE 2026 | ore 16.00
I LEGNANESI
PROMESSA D’AMORE
con Antonio Provasio, Enrico Dalceri e Italo Giglioli
regia Antonio Provasio
testi Mitia Del Brocco
scene, costumi e musiche Enrico Dalceri
produzione Chi.Te.Ma
Spettacolo programmato in collaborazione con MyNina Spettacoli
E se il tuo matrimonio... non fosse mai esistito? Una notizia incredibile, un errore burocratico e una famiglia nel caos: Teresa e Giovanni scoprono che forse non sono mai stati sposati davvero.
Dopo oltre quarant’anni insieme, tutto quello che sembrava certo vacilla… con conseguenze esilaranti.
Nel nuovo spettacolo de I Legnanesi, Teresa, Mabilia e Giovanni trascinano il pubblico in un vortice di equivoci, malintesi, identità confuse, gag irresistibili e colpi di scena. Un omaggio ironico al mondo di Alessandro Manzoni, il “Lisander” lombardo, e a quella verità sempre attuale: il cuore umano è un gran “guazzabuglio”.
VENERDÌ 6 NOVEMBRE 2026 | ORE 21.00
SABATO 7 NOVEMBRE 206 | ORE 18.00
KATIA FOLLESA in
NO VABBÈ MI ADORO
scritto da Katia Follesa e Angelo Pintus
regia MAURO SIMONE
Spettacolo programmato in collaborazione con AD Management
Katia Follesa torna in teatro con il suo primo spettacolo da protagonista assoluta. Un monologo irresistibile in cui l'attrice e comica, tra i volti più amati della televisione italiana, mette in scena il suo universo fatto di ironia, autoironia e osservazioni fulminanti sulla realtà che ci circonda.
Con il suo stile brillante e inconfondibile, Katia accompagna il pubblico in un viaggio esilarante tra relazioni sentimentali, nevrosi quotidiane, aspettative irrealistiche e piccoli grandi paradossi della vita moderna. Una comicità intelligente e mai banale che diverte, sorprende e, allo stesso tempo, invita a guardarsi allo specchio con un sorriso.
«Sono sempre stata giudicata per la mia bellezza. Con questo spettacolo voglio dimostrare che, oltre a essere bella – indiscutibilmente bella – faccio anche ridere!» scherza Katia, dando il via a una serata travolgente, fatta di ritmo, energia e grande empatia con il pubblico.
Uno spettacolo capace di trasformare le fragilità di tutti noi in un'occasione di divertimento condiviso, dove ogni risata nasconde una piccola verità e ogni battuta racconta qualcosa del nostro tempo.
DOMENICA 13 DICEMBRE 2026 | ORE 17.45 E ORE 20.45
Ensemble Symphony Orchestra in
ALLA SCOPERTA DI MORRICONE VOL.3
direttore Giacomo Loprieno
con la partecipazione di Anna Delfino, Federico Covre, Stefano Benedetti,
Andrea Bartolomeo
sound design Stefano Ungari
light design Alberto Ciafardoni
produzione Ensemble Symphony Orchestra
Spettacolo programmato in collaborazione con MyNina Spettacoli
Dopo il successo delle tournée che hanno conquistato il pubblico in tutta Europa, l'Ensemble Symphony Orchestra torna con Alla scoperta di Morricone, un nuovo emozionante omaggio al genio di Ennio Morricone.
Non un semplice concerto, ma un viaggio tra musica, parole ed emozioni che attraversa le colonne sonore più amate della storia del cinema e preziose pagine meno conosciute del Maestro.
Da Mission a Nuovo Cinema Paradiso, da C'era una volta il West a Malèna, fino a capolavori da riscoprire come La Califfa e Canone Inverso.
Ad accompagnare il pubblico, la straordinaria forza evocativa di una grande orchestra sinfonica, solisti d'eccezione e una narrazione coinvolgente che rende omaggio a uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.
Uno spettacolo intenso e suggestivo che celebra la musica capace di emozionare generazioni di spettatori in tutto il mondo.
DOMENICA 20 DICEMBRE 2026 | ORE 20.45
CONCERTO GOSPEL DI CHARLESTON GOSPEL CHOIR
Spettacolo programmato in collaborazione con MyNina Spettacoli
Direttamente dalla Carolina del Sud, il Charleston Gospel Choir porta sul palco tutta l'energia, la passione e il calore della grande tradizione gospel americana. Un coinvolgente viaggio musicale tra gospel, soul e rhythm & blues, impreziosito da straordinarie armonie vocali, assoli travolgenti e una coinvolgente presenza scenica.
Guidato da Anthony Washington, il coro propone uno spettacolo che unisce spiritualità, emozione e ritmo, coinvolgendo il pubblico in un'esperienza autentica e trascinante. Un concerto che celebra la forza universale della musica, capace di abbattere ogni barriera e trasformare il teatro in una grande festa collettiva.
Un'esplosione di gioia, energia e musica dal vivo nel più autentico spirito del gospel americano.
CAPODANNO
LUNEDÌ 31 DICEMBRE 2026 | ORE 21.45
L'ETÀ D’ORO DEL JAZZ
L’HOT JAZZ DEI RUGGENTI ANNI VENTI
DIXIE BLUE BLOWERS
di Mauro L.Porro
voce, Pasquale Gravela
clarinetto, alto/soprano sax, voce Mauro L.Porro
trombone, voce Giorgio Gallina
banjo, chitarra, voce Martino Pellegrini
tuba Lorenzo Poretti
batteria, percussioni Paola A. Vanzulli
C’è un modo speciale per aspettare la mezzanotte: lasciarsi trasportare dal ritmo travolgente dei ruggenti Anni Venti.
Per la notte di San Silvestro il Teatro Giuditta Pasta si trasforma in un elegante jazz club d’altri tempi, dove le note calde e scintillanti dell’hot jazz accompagnano il pubblico in un viaggio attraverso l’epoca più spensierata, raffinata e rivoluzionaria del Novecento. Trombe squillanti, clarinetti irresistibili, improvvisazioni, swing e tutta l’energia di una musica che ancora oggi sa accendere l’entusiasmo e la voglia di stare insieme.
Con i Dixie Blue Blowers, guidati dal maestro Mauro L. Porro, rivivono le atmosfere delle grandi sale da ballo di New Orleans, Chicago e New York, in uno spettacolo capace di far sorridere, emozionare e battere il tempo con il piede fin dalle prime battute.
Una serata esclusiva pensata per chi desidera salutare l’anno che si chiude con eleganza, leggerezza e buona musica, condividendo l’emozione del teatro nel momento più atteso dell’anno.
E quando le lancette si avvicineranno alla mezzanotte, il sipario non calerà sulla magia. Tutti gli spettatori saranno invitati a brindare insieme nel foyer, ospiti del Teatro Giuditta Pasta e del Bar Galli al Teatro, per accogliere il nuovo anno in un’atmosfera di festa, amicizia e meraviglia.
Perché il Capodanno più bello non è solo quello che si festeggia.
È quello che si ricorda.
DOMENICA 17 GENNAIO 2027 ORE 20.45
debutto nazionale
ANTONIO ORNANO in
IL BAR SOTTO IL MARE
di Stefano Benni
con Gaia Elisa Rossi
scene e costumi Guido Fiorato
disegno luci Andrea Violato
musiche Paolo Silvestri
drammaturgia e regia Giorgio Gallione
una produzione Agidi
in collaborazione con Epoché Arteventi
Nelle profondità del mare si nasconde un bar fuori dal tempo, un luogo magico dove i racconti affiorano in superficie come bolle ironiche, commoventi e visionarie. Questa dimensione immaginaria fa da sfondo a Il bar sotto il mare, una delle opere più celebri di Stefano Benni, caratterizzata da una raccolta di storie che fondono satira, poesia, comicità surreale e profonda umanità.
L'adattamento teatrale porta sul palco una selezione di questi racconti e dei loro protagonisti: figure grottesche ma estremamente tenere, monologhi taglienti e dinamiche paradossali che, dietro alla comicità, offrono un’analisi lucida e cruda della società contemporanea. Si delinea così un universo in cui la risata si trasforma in uno strumento di analisi critica e l'immaginazione diventa un atto di resistenza.
Antonio Ornano esprime tutta la sua versatilità comica e narrativa interpretando una varietà di personaggi umani. Il suo stile unisce comicità travolgente, sfumature malinconiche e profonda emotività. Al suo fianco si esibisce Gaia Elisa Rossi, un'artista molto versatile che recita, canta e balla; sarà lei a dare un tocco finale all’atmosfera magica che permea come un filo rosso questo ciclo di racconti.
La regia e la drammaturgia di Giorgio Gallione, unite alle scenografie di Guido Fiorato, danno vita a una messa in scena fortemente visiva e suggestiva. Attraverso pochi, mirati elementi teatrali, lo spettacolo evoca interi mondi e atmosfere, mettendo al centro la forza della parola, l'espressività del gesto e la fantasia di chi guarda. È un teatro capace di scavare a fondo nei racconti per restituirli al pubblico in una forma nuova, vibrante e indispensabile.
Il bar sotto il mare diverte e fa riflettere, affascina e spiazza, trascinando gli spettatori in un percorso narrativo in cui la dimensione surreale riflette perfettamente la realtà. Così, tra una risata e l'altra, emerge una domanda fondamentale: chi siamo, davvero, quando smettiamo di prenderci troppo sul serio?
MARTEDÌ 16 MARZO 2027 | ORE 20.45
ALE&FRANZ in
CAPITOL’HO
scritto da Francesco Villa, Alessandro Besentini, Alberto Ferrari, Antonio De Santis
regia Alberto Ferrari
produzione Dada, Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
in collaborazione con Argot Produzioni
Spettacolo programmato in collaborazione con MyNina Spettacoli
Dopo trent’anni di successi, Ale & Franz tornano a teatro con Capitol’Ho, uno spettacolo inedito che ripercorre la loro straordinaria avventura artistica tra sketch cult, personaggi irresistibili e nuove sorprendenti incursioni nel loro universo comico.
Un viaggio tra passato e presente, dove la comicità surreale e l'ironia che li hanno resi uno dei duo più amati dal pubblico italiano si intrecciano a nuovi racconti, osservazioni e situazioni capaci di fotografare con leggerezza e intelligenza le contraddizioni della vita quotidiana.
Tra risate, equivoci e momenti di irresistibile complicità, Ale & Franz continuano a fare ciò che sanno fare meglio: osservare il mondo, smontarlo e restituircelo con uno sguardo divertente, autentico e sorprendentemente umano.
Un nuovo capitolo della loro storia. Un nuovo Capitol’Ho da vivere insieme al pubblico.
MERCOLEDÌ 14 APRILE 2027 | ORE 20.45
PINO E GLI ANTICORPI in
PINO E GLI I.A.NTICORPI
scritto da Michele Manca, Stefano Manca e CLAUDE©
con Michele Manca, Stefano Manca e CLAUDE®
produzione Pino e gli Anticorpi
Spettacolo programmato in collaborazione con MyNina Spettacoli
L'intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro? Ci sostituirà nelle decisioni più importanti della nostra vita? Dominerà il mondo riducendoci a semplici spettatori? Queste sono le domande cruciali che oggi sembrano tormentare filosofi, scienziati e sociologi di tutto il pianeta. Domande che sembrano preoccupare davvero tutti, tranne Pino e gli Anticorpi.
Con il loro inconfondibile umorismo surreale, corrosivo e sopra le righe, Michele e Stefano Manca scelgono di affrontare di petto uno dei temi più caldi, attuali e controversi del nostro tempo. I duo comici mettono in scena uno spettacolo ad alto ritmo che, paradossalmente, usa la tecnologia come specchio per parlare soprattutto dell'intelligenza più rara e misteriosa di tutte: quella umana.
Tra equivoci, personaggi improbabili e situazioni al limite dell'assurdo, il celebre duo comico sardo si confronta con l'Intelligenza Artificiale in un esilarante scontro tra tecnologia e stupidità naturale, dove il confine tra realtà e follia diventa sempre più sottile.
Questo show si rivela uno spettacolo contemporaneo, fortemente irriverente e ricco di colpi di scena, capace di giocare con le contraddizioni e le nevrosi del presente. Michele e Stefano Manca riescono nella difficile impresa di esorcizzare le nostre più grandi paure digitali, trasformando l'ansia per il futuro tecnologico in un'occasione di puro e liberatorio divertimento per il pubblico di ogni età.
Una comicità intelligente. O forse no.
MUSICA
DAL 2 ALL’8 MAGGIO
CONCORSO INTERNAZIONALE DI CANTO LIRICO GIUDITTA PASTA
VI EDIZIONE
La VI edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico “Giuditta Pasta” rinnova l’impegno della città di Saronno e del suo teatro nella valorizzazione delle giovani voci del panorama lirico internazionale, confermandosi come uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla scoperta e alla promozione dei nuovi talenti del belcanto.
Il concorso accoglie candidati provenienti da diversi Paesi, offrendo loro un’importante occasione di confronto artistico e professionale all’interno di un percorso che unisce formazione, ascolto e selezione. Le prove si svolgono davanti a una giuria internazionale composta da direttori artistici, agenti, maestri collaboratori e professionisti del settore operistico, chiamati a valutare non solo la qualità vocale, ma anche la personalità interpretativa e la presenza scenica degli artisti.
Accanto ai premi principali, assegnati sotto forma di borse di studio, riconoscimenti speciali e opportunità di ingaggio, il concorso si distingue per la sua concreta attenzione all’avvio della carriera dei giovani cantanti, favorendo il contatto diretto con teatri, festival e istituzioni musicali.
La VI edizione si arricchisce inoltre di un articolato programma di eventi diffusi sul territorio, che trasforma Saronno in un vero e proprio palcoscenico musicale. In questo contesto prende vita anche il progetto “Concorso OFF”, una sezione parallela dedicata a performance, incontri e momenti di divulgazione che avvicinano il pubblico al mondo dell’opera in modo informale e partecipato, portando la lirica fuori dagli spazi tradizionali e dentro la città.
Il Concorso “Giuditta Pasta” si conferma così non solo come competizione, ma come piattaforma culturale dinamica, capace di coniugare tradizione e futuro, formazione e spettacolo, consolidando il legame tra il grande repertorio operistico e le nuove generazioni di interpreti.
LUNEDÌ 3 MAGGIO 2027 | ORE 20.45
MASSIMILIANO FINAZZER FLORY in
VERDI LEGGE VERDI
di e con Massimiliano Finazzer Flory
CAST
Giuseppe Verdi Massimiliano Finazzer Flory
pianoforte Asako Watanabe
soprano Elisa Maffi
musiche di Giuseppe Verdi
Un viaggio emozionante nella vita e nell'opera di Giuseppe Verdi, tra musica, parole e teatro. Un racconto intenso che ripercorre la straordinaria vicenda umana e artistica del compositore attraverso i suoi scritti, i suoi pensieri e le sue opere più celebri.
Da La Traviata ad Aida, da Nabucco a Falstaff, le grandi pagine del repertorio verdiano si intrecciano alla narrazione di un uomo schivo, appassionato e profondamente moderno, capace di lasciare un segno indelebile nella storia della musica e della cultura italiana.
In scena Massimiliano Finazzer Flory dà voce e volto al Maestro grazie a una straordinaria interpretazione teatrale, accompagnato dal pianoforte di Asako Watanabe e dal soprano Elisa Maffi. Ne emerge un ritratto vivo e coinvolgente, che restituisce tutta l'umanità, il talento e l'attualità di Verdi.
Uno spettacolo che unisce prosa, musica e canto per raccontare non solo il grande compositore, ma anche l'uomo, le sue passioni, le sue idee e la sua straordinaria eredità culturale.
Spettacolo inserito negli eventi della settimana del Concorso Lirico Giuditta Pasta
MARTEDÌ 4 MAGGIO 2027| ORE 20.45
SERATA DI GALA
a cura di Associazione Amici della Lirica “Giuditta Pasta” di Saronno
Nell’ambito del Festival Giuditta Pasta, l’Associazione Amici della Lirica “Giuditta Pasta” di Saronno porta in scena una Serata di Gala dedicata alla grande tradizione del canto lirico, con protagoniste le giovani artiste premiate durante la V Edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico “Giuditta Pasta”.
Il grande repertorio dell’opera lirica italiana sarà al centro di una serata che riunirà sullo stesso palcoscenico artisti di fama internazionale e giovani talenti della nuova generazione del canto lirico. Accanto agli ospiti d’eccezione si esibiranno i soprani Forooz Razavi e Jessica Ricci, vincitrici del Premio Amici della Lirica Giuditta Pasta Saronno, assegnato dalla giuria dell’Associazione per le loro qualità artistiche, vocali e interpretative. Un concerto che mette in dialogo esperienza e nuove promesse della lirica, offrendo al pubblico una serata di grande musica all’insegna dell’emozione e della scoperta.
Il programma della serata attraverserà alcune delle pagine più celebri e amate del repertorio operistico, offrendo al pubblico un percorso musicale di grande fascino e coinvolgimento. Un’occasione per scoprire giovani talenti destinati a importanti carriere internazionali e per celebrare la vitalità di una scuola del canto sempre più aperta al dialogo tra culture, esperienze e tradizioni.
Più di un concerto, un incontro tra passato e futuro dell’opera: un omaggio alla figura di Giuditta Pasta e al suo straordinario lascito artistico, che continua a vivere attraverso le voci di chi oggi ne raccoglie l’eredità sui palcoscenici del mondo.
Spettacolo inserito negli eventi della settimana del Concorso Lirico Giuditta Pasta
SABATO 8 MAGGIO 2027| ORE 20.45
GALA FINALE
La Finale della VI edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico Giuditta Pasta rappresenta il momento culminante di un percorso che porta a Saronno giovani talenti provenienti da tutto il mondo, trasformando la città natale di Giuditta Pasta in uno dei punti di riferimento del panorama lirico internazionale. Nata per celebrare l'eredità della celebre soprano che incantò l'Europa dell'Ottocento, la manifestazione si è affermata negli anni come una prestigiosa piattaforma di lancio per le nuove voci del belcanto, attirando centinaia di candidati e l'attenzione di importanti teatri, festival, agenzie artistiche e istituzioni musicali internazionali.
Sul palcoscenico si esibiranno i migliori giovani cantanti selezionati nel corso delle prove eliminatorie e semifinali, chiamati a confrontarsi davanti a una giuria internazionale composta da sovrintendenti, direttori artistici, agenti e professionisti provenienti dai più importanti enti lirici nazionali e internazionali.
Una serata unica, dove il talento incontra l'eccellenza e dove, forse, nasce la prossima grande stella della lirica internazionale.
VENERDÌ 21 MAGGIO 2027 | ORE 20.45
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI in
BEETHOVEN: DUE FACCE DEL GENIO
La Quarta e la Quinta Sinfonia
direttore Stefano Montanari
Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)
Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore op. 60 (34’)
Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67 (31’)
Nel bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano propone un programma interamente dedicato al genio del compositore tedesco, accostando due sinfonie emblematiche e profondamente diverse per carattere e visione.
La Quarta Sinfonia, in Si bemolle maggiore, è un capolavoro di equilibrio e leggerezza, spesso considerato un gioiello “nascosto” tra la Terza e la Quinta: elegante, vitale, attraversato da una raffinata energia ritmica.
La celeberrima Quinta Sinfonia, in Do minore, è invece uno dei vertici assoluti della musica occidentale: dall’iconico incipit si sviluppa un percorso drammatico e visionario che conduce dall’oscurità alla luce, simbolo universale di lotta e rinascita.
Due opere dello stesso periodo creativo che, lette in dialogo, rivelano la straordinaria capacità di Beethoven di rinnovare continuamente il proprio linguaggio espressivo.
Sul podio Stefano Montanari, tra i più originali e incisivi direttori italiani della sua generazione, alla guida dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, in un appuntamento di grande intensità musicale e interpretativa.
TEATRO FAMIGLIE
La proposta dedicata al teatro famiglie della stagione 2026|27 del Teatro Giuditta Pasta nasce all’interno del progetto culturale Radici e intende costruire un percorso rivolto a bambini, famiglie e nuove generazioni attraverso differenti linguaggi artistici: teatro, musica, danza, teatro di figura, esperienza sensoriale e teatro di strada.
Il filo rosso della stagione sarà proprio il tema delle radici, declinato e ampliato a seconda delle fasce d’età: radici come memoria, crescita, incontro, identità, relazione e scoperta. L’obiettivo è accompagnare il pubblico più giovane in esperienze artistiche capaci di creare immaginazione, partecipazione e condivisione familiare, mantenendo il teatro come luogo accessibile e accogliente per tutte le generazioni.
DOMENICA 25 OTTOBRE 2026 | ORE 15.30 e ORE 17.00
IL GIARDINO DI RIGOLETTO-OPERA BABY
liberamente ispirato a Rigoletto di Giuseppe Verdi
Drammaturgia musicale Anna Pedrazzini
Attore Federico Gritti, Giorgio Zobel
Violinista Alessia Giuliani, Irene Lembo
Regia Beatrice Baruffini
Scene e costumi Cantieri del Teatro – Como
Produzione AsLiCo
Uno spettacolo per avvicinare i più piccoli al mondo dell’opera attraverso esperienza sensoriale, musicale e relazione.
Questo spettacolo nasce dall'opera originale, selezionando le arie più famose per avvicinare i più piccoli all'ascolto attivo. La scenografia è un viaggio multisensoriale tra colori, forme e materiali pensati per i bambini, creato per offrire un'esperienza teatrale immediata e suggestiva.
Per stimolare il coinvolgimento, i protagonisti della fiaba inviteranno grandi e piccini a partecipare al ritmo e al canto usando la voce e le percussioni corporee. Insieme ai personaggi della fiaba, i bimbi e i loro genitori giocheranno con la musica, interagendo con il canto, i suoni della voce e il battito delle mani e del corpo.
Questo spettacolo tratta di Rigoletto che pianta un semino misterioso nel suo giardino e si innamora della piantina che nasce. La nutre, la veste, la fa ridere e, per paura di perderla, le costruisce intorno un recinto. Una storia tenera per ricordarci che voler bene, a volte, significa saper lasciare lo spazio per crescere liberi.
Capienza: 40 bambini + 40 adulti
Fascia d’età: 0-3 anni
Durata: 40’
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2026 | ORE 16.00
DOORS
COMPAGNIA DEL BUCO
attori Luca Mecca e Simone Vaccari
regia Compagnia del Buco
scenografia As Fa Tot- creazioni per lo spettacolo
costumi Letizia Violi
fotografie Andrea Mazzoni, Loris Salussolia, Camilla Strobino
Premio Inbox Teatro Emergente – sezione nuove generazioni
Due porte. Nessun muro. Porte che si aprono sul passato, sul futuro o forse semplicemente sul presente. Attraverso comicità, clownerie e teatro fisico, lo spettacolo gioca attorno a grandi domande per un viaggio poetico e surreale.
Doors tratta di due custodi onirici ed elegantemente comici, vestiti con dettagli di chiavi e maniglie in omaggio ai portieri del grande cinema classico, hanno una missione misteriosa: montare delle porte.
Quell'oggetto quotidiano e ingombrante diventa così il protagonista assoluto della scena. Attraverso sketch surreali, usi assurdi di serrature e maniglie sospese, la banalità del montaggio si trasforma in un viaggio filosofico e visionario. Cosa si cela davvero dietro una porta?
Tra continui colpi di scena, il pubblico viene trascinato in luoghi reali e immaginari — da case private a spazi sacri — riscoprendo il valore simbolico della chiave: uno strumento magico capace di aprire varchi anche dove non esistono serrature.
Fascia d’età: 3 +
Durata: 1 ora’
DOMENICA 31 GENNAIO 2027 | ORE 16.00
UNA FESTA BELLISSIMA
di Compagnia Arione de Falco
con Annalisa Arione, Alberto Branca, Dario de Falco
musiche Enrico Messina
movimento scenico Marcos Rangel Koslowski
costumi Giulio Rossi
con il sostegno di Teatro Koreja
Tre amici, un mucchio di palloncini, risate, abbracci e la meraviglia delle piccole scoperte quotidiane: sono questi gli ingredienti di Una Festa Bellissima, uno spettacolo poetico e dinamico concepito per coinvolgere i bambini, le bambine e le loro famiglie. Attraverso il gioco e il movimento, la storia intreccia una narrazione capace di parlare a grandi e piccoli, mettendo al centro del palco il valore dell'amicizia, l'espressione libera del corpo e la scoperta delle nostre emozioni.
Ma cosa succede quando la musica si spegne e la festa, come tutte le cose, giunge al termine? Finisce e basta. Eppure, proprio in quel momento, lo spettacolo accompagna il giovane pubblico a comprendere in modo semplice il concetto di inizio e fine. Si scopre così che quando tutto sembra concluso, il bello deve ancora arrivare: restano il ritmo del respiro, la memoria dei gesti e una travolgente voglia di ballare ancora.
In perfetto stile Arione de Falco, la scena si presenta completamente vuota. Senza l'ausilio di scenografie o costumi didascalici, sono solo i corpi e le voci degli interpreti a dare vita a un potente processo immaginativo condiviso, capace di riempire il palco di oggetti e atmosfere uniche grazie alla fantasia dei bambini.
Una Festa Bellissima si trasforma così in un invito luminoso a celebrare il presente, a guardarsi negli occhi e ad abitare il "qui ed ora" della condivisione. Perché anche se la musica si è fermata, finché siamo insieme... si continua a ballare.
Fascia d’età: 3+ | Durata: 1 ora
DOMENICA 28 FEBBRAIO 2027 | ORE 15.00 E ORE 17.00
TANA
Compagnia TPO | SardegnaTeatro | Fuorimargine Centro di Produzione
Coreografia Sara Campinoti, Valentina Sechi, Giulia Vacca
Con due danzatrici
Progettazione informatica Rossano Monti
Progettazione visiva Elsa Mersi
Scene e oggetti di scena Livia Cortesi
Progetto sonoro Spartaco Cortesi
Con il sostegno del Festival Tuttestorie
Immerse in un ambiente naturale vibrante e tutto da scoprire, due danzatrici si lasciano ispirare per il loro progetto: una casa da costruire, da abitare, un posto dove nascondersi o semplicemente giocare. Il bruco, l’orso, la chiocciola diventano così dei modelli da imitare.
In scena, la manipolazione di sculture di stoffa e tessuti leggeri dà vita a paesaggi fantastici in continua trasformazione. Le performer costruiscono e smontano rifugi, nascondigli e "tane", trasformando il gioco scenico in una potente metafora della ricerca interiore, della scoperta di sé e del bisogno universale di sicurezza e appartenenza. Attraverso l'uso del corpo e dei contrasti dinamici – lento e veloce, pesantezza e leggerezza – il pubblico viene guidato in un viaggio emotivo profondo, amplificato da una macchina scenica interattiva dove suoni e immagini dialogano dal vivo con il movimento.
Alla fine, lo spazio scenico si apre all’interazione del pubblico, diventando il luogo dove i bambini e le bambine possono sperimentare e sperimentarsi, esplorare le forme e i suoni messi in gioco per loro.
A questo momento di scoperta anche lo spettatore adulto è chiamato a partecipare al gioco.
Capienza: 40 bambini + adulti
Fascia d’età: 1-5 anni
Durata: 40’
DOMENICA 7 MARZO 2027 | ORE 16.00
THE BARNARD LOOP
clown e magie nouvelle
regia Alessandra Ventrella
con Jacopo Maria Bianchini e Rocco Manfredi
scene Rocco Manfredi e Paolo Romanini
luci Alessandra Ventrella
suono Dario Andreoli
supporto logistico Cie Les Karnavires
Compagnia Dispensa Barzotti
spettacolo finalista InBox 2024
Un letto che nasconde sorprese impossibili, una moka che non smette mai di versare caffè, una pianta che prende vita e sembra voler dialogare con chi le sta accanto. In The Barnard Loop, il quotidiano si trasforma in straordinario e la realtà si piega alle regole imprevedibili dell'immaginazione.
Protagonista è Barnard, alle prese con una notte popolata da eventi misteriosi e surreali. Sogno o realtà? Non è dato saperlo. Ciò che accade sfugge a ogni spiegazione logica e conduce lo spettatore in un universo sospeso, dove gli oggetti si animano, le certezze vacillano e ogni dettaglio può trasformarsi in meraviglia.
Attraverso il linguaggio della Magie Nouvelle, una forma contemporanea che intreccia illusionismo, teatro fisico, poesia visiva e clown, lo spettacolo esplora con leggerezza e ironia il mondo interiore dell'essere umano. Barnard si confronta con le proprie emozioni, i desideri e le inquietudini che emergono quando il controllo razionale si allenta e lascia spazio all'inconscio.
Con uno stile delicato e sorprendente, The Barnard Loop invita grandi e piccoli a lasciarsi trasportare in un viaggio tra stupore e immaginazione, dove la magia non è semplice artificio, ma uno strumento poetico per raccontare ciò che spesso le parole non riescono a esprimere.
Uno spettacolo capace di far sorridere, emozionare e risvegliare quello sguardo curioso e meravigliato che appartiene a ogni età.
Fascia d’età̀: dai 3 anni tout publique
Durata: 1 ora
SABATO 13 MARZO 2027 | ORE 11.00 ORE 15.30 e ORE 17.00
DOMENICA 14 MARZO 2027 | ORE 11.00 ORE 15.30 e ORE 17.00
IL GIARDINO A DONDOLO ARTEVOX TEATRO
progetto e regia ArteVox Teatro
in scena Jasmine Monti
scene, costumi e oggetti di scena Rossana Maggi
cura dell’animazione Nadia Milani
Musiche Danilo Gervasoni
Produzione ArteVOX Teatri
Uno spettacolo immersivo e delicato dedicato alla primissima infanzia, costruito come esperienza sensoriale di ascolto, relazione e scoperta.
Prima ancora delle parole, nella primissima infanzia, il mondo si impara attraverso due linguaggi silenziosi: il ritmo del dondolio, che dona sicurezza e insegna lo spazio, e l'alfabeto dei colori, che dà forma alle prime emozioni. Il movimento accoglie e radica, il colore libera l'immaginazione.
In un suggestivo giardino di fiori candidi, la delicata custode Serafina guida i piccolissimi spettatori alla scoperta di magiche creature colorate, nate per dare corpo agli stati d'animo che tutti viviamo fin dalla nascita. In un ambiente protetto e a misura di neonato, i piccoli protagonisti — Rabbia, Gioia, Tristezza, Paura e Serenità — troveranno la loro mamma: una figura grande, accogliente e ricca di sorprese, sempre pronta a cullare chiunque ne abbia bisogno.
Nato da un profondo percorso di ascolto e pensato specificamente per gli stimoli sensoriali dei bambini dai 6 ai 36 mesi, Giardino a Dondolo trasforma ogni replica in un'esperienza unica, magica e interattiva per i piccoli "SpettAttori" e i loro accompagnatori.
Capienza: 15 bambini + 15 adulti
Fascia d’età: 6 mesi -3 anni
Durata: 40’
DOMENICA 4 APRILE 2027 | ORE 16.00
IL GIARDINIERE DEI SOGNI
Compagnia Teatro Del Buratto
drammaturgia Claudio Gobbetti ed Emanuela Spadavecchia
musiche Luca De Marinis
in scena Beatrice Masala, Marco Iacuzio e Ilaria Ferro
coordinamento messa in scena Giusy Colucci ed Emanuela Spadavecchia
voci Franco Spadavecchia, Giulia Bersani
scenografia Caterina Berta e Chiara Ghidelli
luci Marco Zennaro
direttore di produzione Franco Spadavecchia
Un viaggio poetico tra storie, immagini e meraviglia, pensato per essere vissuto insieme. Questo spettacolo invita bambini e adulti a condividere un tempo prezioso, lontano dalla fretta quotidiana, dove ascoltare, osservare e lasciarsi sorprendere.
Attraverso la magia del racconto e la suggestiva metafora del giardino, i più piccoli scopriranno che ogni storia è come un seme capace di far nascere emozioni, domande e sogni. E gli adulti, proprio come pazienti giardinieri, potranno accompagnarli in questa avventura, riscoprendo il piacere di leggere, immaginare e crescere insieme.
Lo spettacolo si sviluppa come un racconto per immagini e movimenti, in cui la tecnica del teatro su nero dà forma all'invisibile e accompagna il pubblico in un viaggio tra gesto e trasformazione.
Al centro della scena vibra il valore della lettura come atto creativo e generativo, capace di attraversare il tempo e le generazioni, e di far crescere, in ognuno, un proprio giardino di sogni.
Uno spettacolo delicato e coinvolgente che parla al cuore di tutta la famiglia, celebrando il valore delle storie e il loro potere di creare legami, nutrire la fantasia e mettere radici profonde nella memoria dei bambini. Un'esperienza da vivere insieme, per tornare a casa con una valigia piena di immagini, emozioni e nuove storie da raccontare.
Fascia d’età̀: dai 3 anni tout publique
Durata: 1 ora
DOMENICA 2 MAGGIO 2027
ore 11.00 LABORATORIO CREATIVO di Koinobori con Izumi Fujiwara
I bambini saranno protagonisti di un laboratorio dedicato alla realizzazione delle tradizionali carpe giapponesi Koinobori, simbolo di forza, crescita e buon auspicio. Guidati da Izumi Fujiwara, i partecipanti coloreranno e costruiranno i propri pesci volanti, che accompagneranno poi nella grande parata del pomeriggio.
ore 14.00 FISH PARADE parata spettacolo verso il teatro con Michele Cafaggi e Izumi Fujiwara
Una coloratissima parata aperta a tutta la cittadinanza attraverserà gli spazi della città, trasformando il pomeriggio in una grande festa collettiva. A guidare il corteo saranno il Maestro di Cerimonia e il suggestivo Grande Pesce, una spettacolare creazione lunga oltre sei metri che prenderà vita grazie alla partecipazione del pubblico. Accanto al Grande Pesce sfileranno i bambini e le famiglie con i propri Pesciolini Volanti Koinobori, realizzati durante il laboratorio del mattino.Al termine della parata, il pubblico sarà accolto da un emozionante finale con bolle di sapone giganti, mentre l'installazione dei pesci colorati prenderà forma all'interno del Teatro Giuditta Pasta.
ore 16.00 FISH & BUBBLES spettacolo di clownerie e giochi d’acqua in teatro di e con Michele Cafaggi
Un eccentrico pescatore della domenica, inseguito da una nuvoletta dispettosa che lo bagna senza tregua, affronta ogni imprevisto con leggerezza e fantasia. Tra bolle di sapone giganti, giochi d'acqua, gag clownesche e immagini incantate, nasce uno spettacolo capace di stupire grandi e piccoli, dove la magia delle bolle diventa linguaggio universale di gioia e meraviglia.
Fascia d’età̀: dai 3 anni tout publique
Attività inserite negli eventi della settimana del Concorso Lirico Giuditta Pasta
TEATRO EDUCAZIONE
La stagione educazione del Teatro Giuditta Pasta si rinnova e si apre alla città con un nuovo progetto: Teatro incontra la città, un percorso pensato per costruire un dialogo continuo tra teatro, formazione e cittadinanza, coinvolgendo in particolare le studentesse e gli studenti di ogni ordine e grado.
All’interno della stagione Radici, il progetto educational sviluppa una proposta articolata di matinée, incontri e approfondimenti che accompagnano il pubblico scolastico all’incontro con i linguaggi della scena contemporanea e con i grandi temi del presente.
Le proposte selezionate affrontano questioni centrali per la crescita delle nuove generazioni: memoria storica, identità, relazioni, stereotipi, educazione sentimentale, potere e responsabilità civile. Il teatro diventa così non solo esperienza artistica, ma strumento educativo capace di generare riflessione critica, partecipazione e confronto.
Accanto alle matinée, il progetto prevede anche un ciclo di incontri di approfondimento rivolti alle scuole secondarie superiori, dedicati ad alcuni spettacoli serali della stagione. Gli appuntamenti si svolgeranno circa due settimane prima delle rappresentazioni e offriranno strumenti storici, culturali e critici per una visione consapevole e partecipata.
Sono inoltre previste attività in lingua inglese per le scuole secondarie e una nuova proposta dedicata alle scuole primarie, sviluppata in relazione al tema della stagione Radici, con percorsi di scoperta, memoria e immaginazione attraverso linguaggi artistici accessibili all’infanzia.
Giovedì 26 novembre 2026 | ore 10.00
STORIA DI UN NO
Compagnia Arione De Falco
Vincitore EOLO Award come miglior spettacolo
Con il Patrocinio di Amnesty International
Uno spettacolo rivolto al pubblico dai 12 anni che affronta temi urgenti e attuali: educazione sentimentale, parità di genere, stereotipi culturali, amore tossico e violenza di genere. Un racconto diretto e vicino ai giovani che apre uno spazio di riflessione su consenso, relazioni e identità emotiva.
scuola secondaria di primo e secondo grado
Martedì 15 dicembre 2026 | ore 10.00
YULE. LA LUCE DEL NATALE
Kosmocomico Teatro
di e con Valentino Dragano
Debutto al Festival Segnali 2026
Un’esperienza immersiva che intreccia musica dal vivo, narrazione e immagini evocative. Un viaggio poetico sul tema della luce e del passaggio invernale, guidato da uno dei protagonisti del teatro ragazzi contemporaneo.
Scuola materna e scuola primaria
Mercoledì 17 febbraio 2027 | ore 10.00 e ore 14.00
CI VUOLE UN FIORE
Esibizione di LIVE PAINTING e LABORATORIO a cura di Izumi Fujiwara
Esibizione di pittura dal vivo di Izumi Fujiwara, seguita da un laboratorio creativo in cui i bambini, guidati dall’artista, realizzeranno la propria opera d’arte. Attraverso il dipinto Ci vuole un fiore, accompagnato dalla celebre canzone di Gianni Rodari, l’artista coinvolgerà i partecipanti in un viaggio di colore, fantasia e trasformazione.
scuola primaria
Mercoledì 3 marzo 2027 | ore 10.00
ROMEO&JULIET (are dead)
Compagnia Teatro del Buratto
progetto di Laura Pasetti
Romeo and Juliet (are dead) racconta la celebre storia d’amore di Shakespeare attraverso Romeo, Giulietta e Mercuzio. Tra scene in inglese e interventi in italiano, lo spettacolo accompagna il pubblico in un viaggio coinvolgente tra amore, destino e crescita, rendendo il capolavoro shakespeariano accessibile e appassionante.
scuole secondaria di primo e secondo grado
Venerdì 5 marzo 2027 | ore 9.30 e ore 11.00
Opera kids XVIII edizione
E BRAVO FIGARO!
Progetto artistico di Marco Zoppello
Drammaturgia musicale di Anna Pedrazzini
Produzione AsLiCo
Debutto: Teatro Sociale di Como, 25 febbraio 2027
In questo adattamento de Il barbiere di Siviglia, Figaro incontra una giovane sognatrice e la convince che le grandi avventure possono nascondersi ovunque, persino nella bottega di un barbiere. Tra teatro nel teatro, travestimenti e intrighi amorosi, prende vita la storia di Rosina, del Conte di Almaviva e del buffo Don Bartolo. Parrucche, forbici e catini si trasformano in personaggi e oggetti di scena, in un gioco continuo di fantasia e teatro di figura. Figaro, chiacchierone e scaltro erede della Commedia dell’Arte, guida i giovani spettatori alla scoperta dell’opera buffa più famosa del mondo.
Per info e prenotazioni: INFO@OPERAEDUCATION.ORG
scuola materna e primaria primo ciclo
Venerdì 14 maggio 2027 | ore 10.00
TIMONE DI ATENE
da William Shakespeare
Progetto speciale di produzione teatrale
Compagnia Università degli Studi – Arcus Milano
in collaborazione con Proxima Res – Milano
regia e drammaturgia Omar Nedjari
scene e costumi studenti NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Milano
con Sergio Longo, Francesca Porrini, Fabrizio Lombardo, Marika Pensa
e allievi dei percorsi Arcus e Proxima Res
Timone di Atene, tra le opere più oscure e radicali di Shakespeare, racconta la parabola di un uomo ricco e generoso, convinto che il suo denaro e la sua disponibilità gli garantiscano amicizia e affetto sinceri. Quando però le sue ricchezze svaniscono, viene abbandonato da tutti. Tradito e disilluso, Timone rompe ogni legame con la società, lascia Atene e si ritira in solitudine, trasformandosi in un feroce misantropo. Scritto tra il 1604 e il 1608, probabilmente in collaborazione con Thomas Middleton, il testo è una riflessione potente e ancora attualissima sul rapporto tra denaro, relazioni umane e potere.
La nuova produzione nasce da un progetto che intreccia formazione, ricerca e produzione professionale. La drammaturgia si basa sulla nuova traduzione italiana di Margaret Rose e dialoga con le fonti che hanno ispirato Shakespeare, da Luciano di Samosata a Plutarco fino a Matteo Maria Boiardo, restituendo sulla scena una storia che attraversa secoli di letteratura e continua a interrogare la natura umana.
Accanto alla Compagnia Università degli Studi – Arcus Milano e a Proxima Res, il progetto coinvolge l’Università di Bologna – DAMS, i cui studenti lavorano sulla ricerca drammaturgica, e la NABA di Milano, impegnata nella realizzazione di scene e costumi. Un percorso che trasforma lo spettacolo in un laboratorio creativo condiviso, dove giovani artisti e professionisti collaborano per dare nuova vita a uno Shakespeare sorprendentemente contemporaneo.
scuola secondaria di secondo grado
INCONTRI DI APPROFONDIMENTO
(scuole secondarie di secondo grado)
18 novembre 2026 |ore 10.00
Incontro su Sarfatti e Matteotti
Un approfondimento sul rapporto tra arte, politica e costruzione del consenso nel periodo fascista, a partire dalle figure di Margherita Sarfatti e Giacomo Matteotti. Due biografie contrapposte per riflettere su responsabilità individuale, potere e memoria storica.
Spettacoli di riferimento:
SARFATTI | VENERDÌ 11 DICEMBRE 2026 | ore 20.45
regia di Andrea Chiodi
MATTEOTTI – anatomia di un fascismo | GIOVEDÌ 21 GENNAIO 2027 ore 20.45
con Ottavia Piccolo e i Solisti dell’Orchestra multietnica di Arezzo
26 gennaio 2027 ore| 10.00
Incontro su Morte accidentale di un anarchico
con Claudia Pinelli
Un incontro dedicato alla memoria di Giuseppe Pinelli, con la figlia Claudia Pinelli agli anni della tensione e al teatro civile di Dario Fo. Un’occasione di confronto su giustizia, verità storica e rappresentazione teatrale dell’impegno politico.
Spettacolo di riferimento:
MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO | GIOVEDÌ 4 FEBBRAIO 2027 | ore 20.45
con Lodo Guenzi
23 febbraio 2027 ore| 10.00
incontro su Riccardo III e il tema del potere
Un percorso sul potere nella tragedia shakespeariana: manipolazione, ambizione e costruzione del consenso, in dialogo con le dinamiche politiche contemporanee.
Il progetto Teatro Educazione 2026|27 consolida il legame tra il Teatro Giuditta Pasta e il mondo della scuola, creando occasioni continuative di incontro tra studenti, artisti, docenti e cittadinanza attraverso il linguaggio vivo e condiviso del teatro.
Spettacolo di riferimento:
RICCARDO III | GIOVEDÌ 11 MARZO 2027 | ore 20.45
regia di Andrea Chiodi
con Maria Paiato
LABORATORI TEATRALI
YOUNG LAB 7-10 anni
Conduce Giulia Provasoli
Le radici della fantasia
Un laboratorio pensato per bambine e bambini curiosi di scoprire il teatro attraverso il gioco, il movimento e l'immaginazione. In questa stagione dedicata alle Radici, il percorso invita i più piccoli a esplorare ciò che li fa sentire parte di una storia: la famiglia, gli amici, i luoghi del cuore, i ricordi e le tradizioni che accompagnano la crescita.
Attraverso improvvisazioni, giochi di ruolo, esercizi di corpo e voce e attività creative, i partecipanti impareranno a trasformare emozioni, racconti e immagini in azioni sceniche. Un'occasione per mettere radici nella fiducia reciproca, nell'ascolto e nella scoperta della propria espressività.
Il laboratorio si concluderà con un incontro aperto a familiari e amici, per condividere insieme il percorso svolto e le storie nate dall'immaginazione del gruppo.
JUNIORLAB - LABORATORIO PREADOLESCENTI 11-13 ANNI
Conduce Lorenzo Leopoldo Egida
Le radici delle storie.
Ogni persona porta con sé un patrimonio di esperienze, ricordi, passioni e sogni. Questo laboratorio accompagna i partecipanti in un percorso di scoperta delle proprie radici creative, utilizzando il teatro come spazio di gioco, ricerca e relazione.
Attraverso esercizi di gruppo, improvvisazione e lavoro sul corpo e sulla voce, esploreremo il valore dell'ascolto, della collaborazione e della costruzione condivisa di una narrazione. Partendo da racconti personali, miti, fiabe e memorie collettive, daremo vita a personaggi e situazioni capaci di parlare al presente.
Il percorso si concluderà con la realizzazione di uno spettacolo che raccoglierà le esperienze e le storie emerse durante il laboratorio, trasformandole in un racconto corale.
TEENLAB – Laboratorio per adolescenti 14-18 anni
Conduce Lorenzo Leopoldo Egida
Radici e identità
Chi siamo? Da dove veniamo? Quali storie ci hanno costruito e quali vogliamo scrivere?
In una stagione dedicata alle Radici, TEENLAB diventa uno spazio di esplorazione dell'identità individuale e collettiva. Attraverso il teatro, il corpo e la voce, i partecipanti saranno invitati a interrogarsi sul proprio rapporto con il mondo, con la memoria, con le appartenenze e con il futuro.
Il laboratorio alternerà training fisico, improvvisazione, scrittura scenica e lavoro sui personaggi, trasformando il palcoscenico in un luogo dove confrontarsi con le proprie domande e scoprire nuove possibilità espressive. Le radici saranno intese non come qualcosa che trattiene, ma come ciò che permette di crescere, cambiare e trovare il proprio posto nel mondo.
L'obiettivo è sviluppare una presenza scenica autentica e consapevole, costruendo insieme uno spettacolo che restituisca al pubblico il percorso compiuto.
UNDER 30 LAB
Conduce Lorenzo Leopoldo Egida
Radici contemporanee
Un laboratorio dedicato a chi desidera approfondire il linguaggio teatrale come strumento di ricerca artistica e personale.
Partendo dal tema delle Radici, il percorso indagherà il rapporto tra memoria e contemporaneità, tra eredità culturale e nuove forme di racconto. Quali radici scegliamo di custodire? Quali vogliamo mettere in discussione? Come si costruisce oggi un'identità individuale e collettiva?
Attraverso il lavoro sul corpo, sulla voce, sull'improvvisazione e sulla creazione scenica, il gruppo svilupperà materiali originali che confluiranno in una restituzione finale. Un percorso che guarda alle radici non come nostalgia del passato, ma come terreno fertile da cui far nascere nuove visioni.
LABORATORI ADULTI
Conduce Paolo Giorgio
Ogni persona porta con sé un patrimonio di esperienze, ricordi, incontri e storie che ne costruiscono l'identità. Da queste radici nasce il nostro modo di guardare il mondo, di relazionarci agli altri e di raccontarci. Il teatro è il luogo ideale per esplorare tutto questo: uno spazio di ascolto, creatività e condivisione dove le esperienze individuali diventano patrimonio comune.
I laboratori adulti del Teatro Giuditta Pasta sono prima di tutto un'occasione per incontrarsi, mettersi in gioco e scoprire nuove possibilità espressive attraverso il lavoro sul corpo, sulla voce e sulla relazione con il gruppo. Un percorso che unisce divertimento, crescita personale e pratica teatrale, valorizzando il contributo di ciascuno all'interno di un'esperienza collettiva.
Gruppo del lunedì
Giunto alla sua dodicesima edizione, il laboratorio del lunedì propone un percorso completo di avvicinamento e approfondimento teatrale.
Attraverso giochi, esercizi di movimento, lavoro sulla voce e attività di gruppo, i partecipanti sviluppano consapevolezza corporea, capacità di ascolto e presenza scenica. Progressivamente il lavoro si concentra sulla costruzione di personaggi, situazioni e racconti, favorendo la creatività individuale e la collaborazione tra i membri del gruppo.
Le radici diventano così il punto di partenza per dare forma a nuove storie e per scoprire il valore della narrazione condivisa. Il percorso culmina nella realizzazione di uno spettacolo finale, esito del lavoro svolto durante l'anno.
Gruppo del Martedì
Un laboratorio dedicato alla scoperta del teatro come esperienza creativa e partecipativa.
Attraverso improvvisazioni, esercizi espressivi e attività di gruppo, i partecipanti esplorano emozioni, relazioni e dinamiche narrative, sviluppando fiducia nelle proprie capacità comunicative e interpretative. Il lavoro teatrale diventa uno strumento per osservare sé stessi e il mondo con uno sguardo nuovo, coltivando immaginazione, ascolto e collaborazione.
In sintonia con il tema della stagione, il laboratorio invita a riscoprire le proprie radici personali e culturali, trasformandole in materiale vivo per la scena. Un percorso coinvolgente che si conclude con una restituzione finale aperta al pubblico, momento di incontro e condivisione del cammino compiuto insieme.
STUDENTinSCENA 2027
XXIX edizione
MAGGIO 2027
Ogni anno, nel cuore della nostra città, prende vita un momento magico: la rassegna teatrale STUDENTI in SCENA, dove i sogni e le storie di bambini, bambine e adolescenti si trasformano in emozioni da condividere.
È qui che insegnanti, famiglie, amici e spettatori diventano testimoni di un viaggio speciale, fatto di passione, creatività e coraggio. Un piccolo grande teatro che si trasforma in casa, in un luogo dove la voce dei più giovani trova spazio per farsi sentire, per sorprendere, per emozionare.
STUDENTI in SCENA è molto più di una rassegna: è il cuore pulsante di una comunità che crede nel potere dell’arte e della condivisione. Dai 3 ai 19 anni, ogni bambino, bambina e adolescente può salire su quel palco, dare vita a un sogno e regalare a tutti noi un pezzo della propria anima.
Partecipare è un gesto semplice, ma carico di significato: gruppi scolastici ed extrascolastici sono invitati a mettersi in gioco, a raccontarsi, a incantare. E tutto questo, gratuitamente, perché la bellezza del teatro è un dono che vogliamo condividere con tutti.
ART FOYER – TEATRO GIUDITTA PASTA
L’arte dove non te l’aspetti anima il foyer del teatro
Perché è importante circondarsi del bello.
Da tre anni, l’Associazione Helianto e l’Associazione Artigianarte (guidata dall’architetto Sabrina Romanò) animano gli spazi del Teatro Giuditta Pasta con il programma continuativo di mostre Art Foyer.
Durante i vernissage, inoltre, si possono vivere performance inedite, creando un’esperienza culturale unica e coinvolgente.
OLTRE IL SIPARIO
Incontri di approfondimento prima del “Chi è di scena”
Torna nella stagione 2026|27 il ciclo di incontri Oltre il Sipario, momenti di approfondimento e accompagnamento alla visione pensati per creare un dialogo diretto tra pubblico, spettacoli e grandi temi della scena contemporanea.
Condotti dalla pubblicista Chiara Palumbo, gli incontri accompagneranno l’intera programmazione di prosa — sia della sezione classica sia di quella contemporanea — offrendo al pubblico strumenti, suggestioni, chiavi di lettura e contesti storici, artistici e sociali utili ad entrare in relazione più profonda con ciò che accadrà poi sul palcoscenico.
Oltre il Sipario nasce dal desiderio di trasformare la visione teatrale in un’esperienza ancora più partecipata e consapevole: un tempo dedicato all’ascolto, al confronto e alla curiosità, in cui i grandi testi, gli autori, i temi e le figure storiche evocati dagli spettacoli possano essere raccontati e attraversati prima dell’inizio della rappresentazione.
Gli appuntamenti, a partecipazione totalmente gratuita, si svolgeranno prima del “chi è di scena” e vedranno il coinvolgimento di ospiti, studiosi, artisti, giornalisti e professionisti del mondo culturale, creando un ponte vivo tra il teatro e la comunità degli spettatori.
All’interno della stagione Radici, anche Oltre il Sipario diventa uno spazio di relazione e approfondimento: un invito ad andare oltre la superficie dello spettacolo per riscoprire il teatro come luogo di pensiero condiviso, esperienza collettiva e incontro umano.
Una rete di alleanze che dà forza alle radici
Una stagione teatrale non è mai soltanto il risultato di una programmazione artistica. È il frutto di una comunità che sceglie di investire nella cultura come strumento di crescita, incontro e sviluppo. La stagione Radici nasce e cresce grazie a una rete di istituzioni, partner, media e sostenitori che condividono una visione comune: fare del teatro un luogo aperto, vivo e profondamente connesso al territorio.
Al fianco del Teatro Giuditta Pasta c'è innanzitutto la Città di Saronno, socio fondatore della Fondazione, che continua a riconoscere nel teatro uno dei principali presìdi culturali della comunità. Una presenza che testimonia la volontà di investire nella cultura come elemento identitario e come motore di partecipazione, coesione sociale e crescita civile.
Il patrocinio di Regione Lombardia e della Provincia di Varese conferma il valore di un progetto che, pur mantenendo un forte radicamento locale, dialoga con una dimensione più ampia.
La stagione Radici valorizza infatti il patrimonio culturale lombardo, promuove la partecipazione delle nuove generazioni, sostiene la formazione artistica e favorisce la circolazione di produzioni e artisti a livello nazionale e internazionale, contribuendo alla vitalità culturale dell'intero territorio.
Tra i partner che condividono questo percorso troviamo Engel & Völkers, realtà internazionale che ha fatto della qualità dell'abitare e della valorizzazione dei luoghi la propria missione. Un'affinità naturale con una stagione dedicata alle radici: perché abitare non significa semplicemente occupare uno spazio, ma costruire relazioni, appartenere a una comunità e prendersi cura dei luoghi che danno forma alla nostra identità.
Accanto a loro, Chemo, azienda che rappresenta una delle eccellenze del settore chimico-industriale, da sempre orientata alla ricerca, all'innovazione e alla sostenibilità. Valori che trovano una significativa corrispondenza nel lavoro culturale: sperimentare, innovare e guardare al futuro senza perdere il legame con le proprie origini. Un equilibrio tra tradizione e innovazione che è anche uno dei principi ispiratori della stagione.
Fondamentale è inoltre il ruolo dei media partner, veri e propri amplificatori del dialogo tra il teatro e la comunità.
Radiorizzonti InBlu accompagna da anni la vita culturale del territorio attraverso la trasmissione Ciak e Sipario, spazio di approfondimento dedicato al teatro, allo spettacolo e agli eventi culturali. Un appuntamento ormai consolidato che contribuisce a raccontare il dietro le quinte della stagione e a mantenere vivo il rapporto con il pubblico.
Da questa stagione prende il via anche una nuova collaborazione con Radio Panda, che ospiterà Camerino con Vista, una trasmissione dedicata agli artisti, alle curiosità e ai racconti che nascono dietro il sipario. Uno spazio pensato per avvicinare il pubblico ai protagonisti della scena e per condividere il racconto umano che accompagna ogni spettacolo.
La presenza televisiva è garantita da Rete55, emittente storicamente attenta alla vita culturale della provincia di Varese, che seguirà le principali iniziative del teatro attraverso servizi, interviste e approfondimenti, contribuendo a valorizzare il ruolo della cultura come elemento di crescita del territorio.
Accanto a essa, One TV, attraverso la trasmissione Sturmtrouper, continuerà a raccontare ciò che accade a Saronno e nel circondario, offrendo uno sguardo attento sulla vita culturale della città e accompagnando il pubblico alla scoperta degli eventi e delle iniziative che animano la comunità.
A questa rete si affianca anche IL SARONNO, testata giornalistica online di riferimento per il territorio, che anche quest'anno rinnova il proprio ruolo di media partner della stagione.
Attraverso un'informazione puntuale e costante, IL SARONNO contribuisce a promuovere le attività del Teatro Giuditta Pasta, favorendo la diffusione della cultura e rafforzando il dialogo tra il teatro, la città e il suo tessuto sociale.
La stagione può contare anche sul sostegno di realtà che condividono il valore delle radici come apertura e crescita.
Di Saronno, marchio che porta il nome della città nel mondo, rappresenta perfettamente la capacità di custodire una tradizione locale trasformandola in una storia di successo internazionale. Un esempio concreto di come le radici più solide siano spesso quelle capaci di dialogare con il mondo.
Con Centro del Verde Toppi, il tema della stagione trova una corrispondenza quasi simbolica. Le radici sono infatti il punto da cui ogni crescita prende avvio: un elemento invisibile ma essenziale, che nutre, sostiene e permette di guardare lontano. Lo stesso principio che ispira il lavoro culturale del teatro.
Al nostro fianco c'è poi Galli al Teatro, presenza quotidiana e familiare per il pubblico del Giuditta Pasta. Non solo il bar del teatro, ma un luogo di incontro, convivialità e relazione che accoglie spettatori e famiglie prima e dopo gli spettacoli e che accompagna con passione le iniziative dedicate ai più piccoli, dalle merende agli appuntamenti per il pubblico delle famiglie.
Infine, AIMO – Accademia Internazionale di Medicina Osteopatica, che condivide una visione della persona fondata sull'equilibrio e sul benessere globale. Perché la crescita individuale e collettiva nasce dall'armonia tra corpo e mente, tra cura fisica e nutrimento culturale. Una filosofia che dialoga profondamente con quella del teatro, luogo in cui emozioni, pensiero, creatività e relazioni contribuiscono al benessere della comunità.
Un ringraziamento speciale va inoltre al Liceo S.M. Legnani, all'ITC Zappa e all'Istituto Arcivescovile Castelli di Saronno che, attraverso il progetto FSL Allievi, collaborano attivamente con il Teatro Giuditta Pasta coinvolgendo i propri studenti nel servizio di accoglienza del pubblico. Con entusiasmo e senso di responsabilità, questi giovani rappresentano il primo volto del teatro, accogliendo gli spettatori a ogni spettacolo e contribuendo in modo concreto a rendere il Teatro Giuditta Pasta un luogo sempre più aperto, partecipato e vicino alle nuove generazioni.
A tutti loro va il nostro ringraziamento. Perché le radici non crescono da sole: hanno bisogno di terreno fertile, di cura, di relazioni e di persone che credano nel valore di ciò che si costruisce insieme. Questa stagione è anche il risultato della loro fiducia. E della convinzione condivisa che la cultura continui a essere uno dei modi più autentici per immaginare il futuro.






%20Jasmine%20Bertusi.jpg)



%20FAI.jpg)




Commenti
Posta un commento