TEATRO: AL GIUDITTA PASTA DI SARONNO "LETIZIA VA ALLA GUERRA. LA SUORA, LA SPOSA, LA PUTTANA"




LETIZIA VA ALLA GUERRA. LA SUORA, LA SPOSA, LA PUTTANA

Tre donne attraversano il Novecento tra memoria, musica e ironia

Tre Letizie attraversano la guerra: memoria e ironia sul palco

Prima dello spettacolo  l’appuntamento “Oltre il Sipario”, un momento di approfondimento con i protagonisti per scoprire curiosità, retroscena e dettagli della creazione dello spettacolo


Martedì 17 marzo 2026 alle ore 20.45

Teatro Giuditta Pasta Saronno


Fondazione Culturale Giuditta Pasta

Via I Maggio snc

21047 Saronno VA

T  : 0296701990

www.teatrogiudittapasta.it


Martedì 17 marzo 2026 al Teatro Giuditta Pasta lo spettacolo di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo: un racconto tra dialetti, musica dal vivo e storie di donne che hanno attraversato le guerre del Novecento

Martedì 17 marzo 2026 alle ore 20.45, sul palco del Teatro Giuditta Pasta, arriva Letizia va alla guerra. La suora, la sposa, la puttana, spettacolo scritto e interpretato da Agnese Fallongo insieme a Tiziano Caputo, una delle produzioni più apprezzate degli ultimi anni nel panorama del teatro di narrazione italiano.

Ci sono spettacoli che non si limitano a raccontare storie, ma restituiscono voce e dignità a chi la Storia l’ha attraversata senza lasciare tracce nei manuali. Letizia va alla guerra appartiene a questa rara categoria: un lavoro teatrale che guarda alle vite delle persone comuni per illuminare, con delicatezza e ironia, uno dei periodi più drammatici del Novecento.

Tre donne. Tre destini. Due conflitti mondiali.

E un unico nome — Letizia — a unirle come un filo sottile che attraversa il tempo.

La prima Letizia è una giovane sposa siciliana che, durante la Prima Guerra Mondiale, decide di partire verso il fronte carnico alla ricerca del marito Michele. Un viaggio che nasce dall’amore e dall’ostinazione, ma che diventa presto il ritratto di una generazione di donne costrette a reinventare la propria esistenza mentre il mondo crolla intorno.

La seconda Letizia cresce invece in un orfanotrofio religioso a Littoria, l’attuale Latina. Arriva a Roma proprio nel momento in cui l’Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale. Nella capitale segnata dal conflitto la sua vita prenderà una direzione imprevista, portandola a lavorare in una casa di tolleranza nel cuore della città, tra illusioni infrante e inattese possibilità di riscatto.

Infine, c’è Suor Letizia, anziana religiosa veneta dai modi bruschi e dallo sguardo lucido sul mondo. Entrata in convento in tarda età, si rivelerà essere il sorprendente punto di incontro tra queste storie lontane.

Il dispositivo teatrale è essenziale e insieme virtuosistico: solo due attori in scena, capaci di dare vita a oltre dieci personaggi. Cambiano voce, postura, ritmo, dialetto. E in pochi istanti la scena si popola di figure: soldati, parenti, clienti, preti, passanti, testimoni di un’Italia che cambia.

Il racconto procede con un ritmo serrato che mescola comicità e malinconia, tradizione popolare e teatro di narrazione. Grammelot, canzoni, avanspettacolo, richiami alla commedia dell’arte e persino al cunto siciliano convivono in un impasto linguistico vivace e sorprendente.

Fondamentale è anche la musica dal vivo di Caputo, che accompagna lo spettacolo con la chitarra e con canti popolari che diventano vera materia drammaturgica. Non semplice accompagnamento, ma un dialogo continuo con la parola scenica.

La critica ha accolto lo spettacolo con entusiasmo, sottolineandone la maturità artistica e la capacità di alternare leggerezza e profondità.

«Classe 1987, la Fallongo già dimostra grande maturità artistica nell’intensa interpretazione delle protagoniste e dei tanti volti di donne che hanno combattuto per rivendicare diritti e autonomia nel riappropriarsi del proprio destino»

— Periodico Italiano Magazine

«Una regia ferma e millimetrica, che dà un respiro profondo allo spettacolo. Alternando con sapienza comico, tragico e farsesco, tra grammelot, avanspettacolo e richiami alla commedia dell’arte, il testo anima sulla scena la dolceamara giostra dell’esistenza»

— Il Dubbio

«La poetica commuove. La chitarra crea una simbiosi con la protagonista: il suono segue la recitazione e si fonde al canto finale in un dialogo intenso tra musica e parola»

— Modulazioni Temporali

Il cuore del progetto è la memoria delle persone comuni. La drammaturgia nasce infatti da una ricerca fatta di fonti storiche, testimonianze dirette e racconti orali, poi rielaborati in forma teatrale.

Anche la scelta dei dialetti — siciliano, romano e veneto — non è casuale: rappresenta la lingua emotiva dei personaggi, quella che restituisce autenticità e radici a un’Italia fatta di territori, identità e storie locali.

Ne emerge un teatro che guarda al passato per interrogare il presente. Raccontare le storie dei nostri nonni, suggerisce implicitamente lo spettacolo, significa comprendere meglio il mondo in cui viviamo oggi.

Tra risate improvvise e momenti di intensa commozione, Letizia va alla guerra accompagna lo spettatore in un viaggio dentro un’Italia popolare, resistente e sorprendentemente viva.

Perché spesso la Storia, quella con la S maiuscola, si costruisce proprio così: attraverso i gesti invisibili di chi non ha mai pensato di farla.


Crediti

Letizia va alla guerra. La suora, la sposa, la puttana

Drammaturgia: Agnese Fallongo

Con: Agnese Fallongo e Tiziano Caputo

Musica dal vivo: Tiziano Caputo

Produzione: Teatro degli Incamminati

Lo spettacolo è inserito nella rassegna Contemporanea, parte dell’iniziativa VareseCultura2030, con il sostegno di Fondazione Cariplo e il coordinamento della Provincia di Varese. Il progetto promuove gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla parità di genere e all’istruzione di qualità.


www.teatrogiudittapasta.it

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