DOCUMENTARIO: IN SALA MONTANARI A VARESE L'ASSOCIAZIONE LE VIE DEI VENTI PRESENTA "KURDBUN - ESSERE CURDO" DI FARIBORZ KAMKARI
"KURDBUN - ESSERE CURDO"
DI FARIBORZ KAMKARI
A CURA DELL' ASSOCIAZIONE LE VIE DEI VENTI
Sabato 21 marzo ore 21
Sala Montanari Varese
Associazione Le Vie dei Venti - Sabato 21 marzo ore 21 Sala Montanari Varese - Proiezione del film documentario “Kurdbûn - Essere curdo” del regista curdo iraniano Fariborz Kamkari che sarà in collegamento video
SABATO 21 MARZO alle ore 2100 presso la Sala Montanari, Varese, l’associazione Le Vie dei Venti propone la proiezione del film documentario “Kurdbûn - Essere curdo” del regista Fariborz Kamkari.
La giornalista curda Berfin Kar e il suo cameraman, in missione a Cizre nel sud-est della Turchia per un reportage di routine, sono rimasti intrappolati in un assedio non annunciato della città. Si sono ritrovati testimoni per 79 giorni dell’invasione dei carri armati dell’esercito turco, dei bombardamenti sistematici, dello sterminio di civili, della resistenza e della disperazione degli abitanti di Cizre, e della loro creatività nell’inventare forme di sopravvivenza e resilienza quotidiana. Questo docu-film vuole contribuire a ritrarre l’identità curda di oggi per tracciare il filo comune tra i Curdi che vivono come minoranze oltraggiate e combattenti nei territori mediorientali e i Curdi che vivono come minoranze integrate in Europa. Sono il popolo più grande del mondo senza uno stato, diviso tra quattro paesi e perseguitata in tutti questi paesi per motivi etnici o religiosi. Quattro artisti Curdi, un regista, un produttore, un montatore e una musicista si sono uniti per montare e finalizzare un documentario basato sui reportage di Berfin Kar.
“Sono stato contattato dalla giornalista Berfin Kar (pseudonimo). Mi ha chiesto di visionare le riprese che lei e il suo cameraman hanno girato durante l’assedio di una città curda in Turchia, Cizre, e di dare un parere. Dopo poche immagini di quel documento ho accettato di farne un film. Raccontare giorno per giorno l’assedio di una città da dentro, accanto agli abitanti in attesa dell’arrivo della tempesta, vedere i carri armati schierarsi sulle colline che si preparano per l’attacco, vivere giorno e notte sotto i bombardamenti a tappeto dà un valore inestimabile al lavoro incredibilmente coraggioso di Berfin e offre un’esperienza veramente unica allo spettatore. La camera di Berfin registra i momenti di una guerra drammatica contro i civili indifesi che mai nessun film di finzione è riuscito a descrivere. Vedere l’immenso dolore e la resistenza di un popolo che accetta la morte ma non si inchina, riempie il cuore di ogni spettatore di dolore e nello stesso tempo di orgoglio.
Uno degli aspetti più impressionanti per me era la somiglianza della guerra di Cizre con la mia esperienza personale a Sna (città dell’Iran occidentale) 38 anni fa, quando l’esercito iraniano ha assediato la città indifesa e l’ha bombardata per più di 30 giorni solo perché gli abitanti avevano deciso di non accettare il regime di Khomeini. Io avevo 8 anni e con la mia famiglia ho vissuto in un sotterraneo senza acqua e cibo per l’intera durata della guerra. Nel viso dei bambini terrorizzati di Cizre ho visto me stesso, nel pianto dei padri sui cadaveri dei figli adolescenti uccisi dai cecchini ho rivissuto il pianto di mio padre e nei volti orgogliosi delle donne di Cizre, che sono state la spina dorsale della resistenza, ho ritrovato il viso di mia madre che era pronta a morire, ma non ad accettare l’ingiustizia.
Questa è l’esperienza comune di ogni Kurdo delle quattro zone del Kurdistan. Le immagini entrano nell’intimità – quotidiana e della memoria – dei personaggi e garantiscono allo spettatore l’autenticità assoluta della testimonianza e del racconto.” – Fariborz Kamhari.
Fariborz Kamhari, curdo, nato in Iran, ha studiato Letteratura Drammatica all’università di Teheran e Cinema ad Amsterdam. Ha scritto e diretto numerosi cortometraggi, e ha lavorato come sceneggiatore per il cinema e la tv. Ha diretto anche alcune serie televisive. Il suo debutto cinematografico è con il film ‘Black Tape, a Tehran Diary (2002). Il film, presentato in concorso al Festival di Venezia - Sezione Nuovi Territori, ha vinto il Gran Premio della Giuria al Festival Cinequest in California. Il docu-drama ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’inserimento nella rassegna cinematografica permanente del MOMA di New York.
Intervento del regista Fariborz Kamhari.



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