DOCUMENTARIO: IN SALA MONTANARI A VARESE L'ASSOCIAZIONE LE VIE DEI VENTI PRESENTA "THE CUT" DI SILVIA ALESSI
THE CUT
DI SILVIA ALESSI
A cura dell'associazione Le Vie dei Venti
https://www.facebook.com/p/Le-Vie-dei-Venti-Associazione-culturale-100068018560111/?locale=it_IT
Sala Montanari, Varese
Sabato 28 febbraio alle ore 21 presso la Sala Montanari dall'associazione culturale Le Vie dei Venti: "The Cut" di Silvia Alessi.
In Afghanistan, dall’estate 2023, un decreto ha imposto la chiusura dei saloni di bellezza. Pettinarsi, truccarsi, guardarsi allo specchio: rituali ordinari diventati improvvisamente proibiti. Per molte donne che lavoravano come parrucchiere ed estetiste la conseguenza è stata doppia: scomparire dal lavoro e, con il lavoro, da una parte di sé. Alcune hanno continuato in clandestinità, nelle case, a porte chiuse. Altre hanno attraversato il confine e si sono fermate in Pakistan, in una sospensione fatta di precarietà, documenti incerti e attese senza calendario.
The Cut nasce dall’incontro di Silvia Alessi con queste donne. Alessi è fotografa e parrucchiera: una posizione che non le serve come “chiave d’accesso”, ma come linguaggio condiviso. Il progetto non osserva da lontano: si avvicina quanto basta per lasciare che i gesti parlino. In Pakistan, Silvia ha lavorato dentro una scuola di estetica riservata alle rifugiate afghane, fondata da una parrucchiera americana: un luogo fragile e insieme necessario, dove si prova a imparare un mestiere e a tenere in vita un’idea di futuro. In Afghanistan, è entrata nelle case di alcune professioniste che continuano a tagliare i capelli e a truccare di nascosto, assumendosi rischi reali pur di non accettare la cancellazione.
Le fotografie non raccontano soltanto un lavoro. Raccontano corpi sottratti al controllo, intimità difese, identità che resistono nei dettagli: una mano che raccoglie una ciocca, un pettine che scorre, un volto che emerge dalla penombra. Qui il quotidiano diventa gesto politico, e la cura — verso se stesse e verso le altre — si trasforma in atto di affermazione.
Alla fine di ogni ritratto, Silvia ha chiesto a ciascuna donna di lasciare un messaggio su un aquilone, simbolo afghano di libertà, gioco e desiderio.
Non tutti gli aquiloni parlano: alcuni restano bianchi. Non come scelta estetica, ma come traccia di un’altra esclusione, più profonda e meno visibile: l’analfabetismo. Anche quel vuoto, in The Cut, è una frase intera.
Questa serie non pretende di spiegare. Propone uno spazio di ascolto e di sguardo, dove i volti di chi è costretta a nascondersi possono, finalmente, essere visti.
“The Cut”, esplora il potere simbolico e politico dei capelli in diversi paesi del mondo: dall’India al Cile, da Lanzarote all’Iran, fino al Pakistan e all’Afghanistan, dove la bellezza sopravvive dietro porte chiuse e l’atto di tagliare i capelli diventa resistenza.
Silvia Alessi è nata a Bergamo, in Italia, nel 1975. Silvia lavora come hair stylist e truccatrice da quando aveva 17 anni.
Nel 2004, durante un viaggio in Asia, Silvia scopre il suo interesse per la fotografia di reportage. Da allora ha viaggiato molto coltivando la sua passione per la fotografia e "raccontando storie degne di essere raccontate". Nel 2017 ha fotografato gli albini e le donne vittime di attacchi con acido in India ed è nato Skin Progect. Ha iniziato allora a capire che la fotografia sociale, vicina alle persone, è quella che gli appartiene e che vuole portare avanti. Da allora non ha più smesso. La sua passione e questa nuova consapevolezza la guidano in un nuovo progetto che diventerà The Cut e che va avanti ancora oggi.
Il processo creativo di Silvia è un mix di espressione artistica e reportage, ispirato dalla sua apertura verso culture e tradizioni diverse. Combinando questa apertura con la curiosità e l'espressione artistica, Silvia ha prodotto fotografie pluripremiate. Negli ultimi anni Silvia ha partecipato a prestigiosi concorsi e mostre in tutto il mondo, dove il suo lavoro è stato ampiamente celebrato e premiato. Alcune sue immagini sono apparse su testate internazionali come The Guardian, Washington Post, BBC World Service, Daily Mail e altre.



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