CINEMA: AL MIV "IL MAGO DEL CREMLINO - LE ORIGINI DI PUTIN" CON LA PRESENTAZIONE DI EMANUELA DYRMISHI RAPPRENTANTE NATO DELL' ITALIA




IL MAGO DEL CREMLINO 

LE ORIGINI DI PUTIN 

di Olivier Assayas (2026)


Venerdì 13 febbraio, ore 20.40

MULTISALA IMPERO VARESE

https://www.multisalaimpero.com/


La proiezione di Venerdì 13 febbraio, ore 20.40  sarà introdotta dalla Dr.ssa Emanuela Dyrmishi, che analizzerà aspetti psicologici, geopolitici, geoeconomici, sociali e storici.

La Dr.ssa è rappresentante dell’Italia presso la NATO – Science and Technology (Scienza e Tecnologia) per l’ottimizzazione della salute mentale.
Risponderà volentieri alle domande del pubblico.

Il Film

Russia, primi anni Novanta. L’URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane brillante, sta per trovare la propria strada. Prima artista d’avanguardia, poi produttore di reality show, diventa spin doctor di un ex agente del KGB in ascesa: Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov plasma la nuova Russia, confondendo i confini tra verità e menzogna, credenze e manipolazione. Ma c’è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga, lontano da questo gioco pericoloso. Quindici anni dopo, ritiratosi nel silenzio e avvolto nel mistero, Baranov accetta di parlare, rivelando i segreti occulti del regime che ha contribuito a costruire.







l mago del Cremlino - Le origini di Putin (Le Mage du Kremlin) è un film del 2025 diretto da Olivier Assayas.

Adattamento cinematografico dell'omonimo roman à clef di Giuliano da Empoli sull'ascesa politica di Vladimir Putin raccontata dal punto di vista del suo fittizio spin doctor, è interpretato da Paul Dano e Alicia Vikander, con Jude Law nel ruolo di Putin. Ha concorso alla 82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Sceneggiatura

Per adattare il romanzo Assayas si è rivolto allo scrittore Emmanuel Carrère per ovviare alla sua scarsa familiarità con la storia e politica russa.[1] In fase di sceneggiatura, i due hanno cercato di attenersi il più possibile all'opera originale, operando solo alcuni cambiamenti per rendere, ad esempio, "più centrale" il personaggio di Ksenija, che Assayas trovava «il punto debole» del romanzo.[1] Seppure improntato alla maggiore accuratezza storica possibile, nell'approcciarsi a persone reali o a personaggi ispirati a figure realmente vissute, Assayas e Carrère hanno adottato strategie contrastanti.[1]

Per quella che era la principale ispirazione del protagonista Baranov, l'ex-consigliere di Putin Vladislav Surkov, Assayas, inizialmente "ignaro" dell'esistenza di quest'ultimo, ha infine preferito non consultarlo né documentarsi eccessivamente su di lui, trovandolo un «uomo piuttosto sgradevole» e «molto meno interessante» della sua controparte fittizia.[1] Per quanto riguarda invece Michail Chodorkovskij e Boris Abramovič Berezovskij, due oligarchi esplicitamente identificati nel romanzo, col primo hanno dovuto cambiarne il nome in "Dmitrij Sidorov" e differenziarlo abbastanza da evitare contenziosi legali, mentre col secondo, deceduto da anni, hanno avuto più libertà di manovra, risultando secondo Assayas in un «personaggio ancora più interessante».[1]

Casting

Assayas ha scritto la parte di Ksenija con già in mente Alicia Vikander, che aveva diretto nella miniserie TV Irma Vep - La vita imita l'arte (2022).[1] Per interpretare Putin, Jude Law ha preferito usare il proprio accento naturale ed evitare il trucco prostetico, limitandosi al normale trucco e un parrucchino per assomigliargli di più.[2]

Riprese

Le riprese del film si sono svolte dal 20 gennaio al 4 aprile 2025 a Riga (Lettonia),[1][3][4] scelta sia per risparmiare sulle maestranze che per via della vicinanza paesaggistico-culturale con la Russia.[1]

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