MUSICA E TURISMO: A VILLA PANZA DI VARESE I SOLISTI VENETI PER IL FAI 2026 IN "VIVALDI, LA STRAVAGANZA"

 



I SOLISTI VENETI PER IL FAI 2026 

"VIVALDI, LA STRAVAGANZA"

Con la direzione di Giuliano Carella


Villa e Collezione Panza – Varese

Mercoledì 9 settembre, ore 21

https://fondoambiente.it/


“VIVALDI, LA STRAVAGANZA”

I SOLISTI VENETI

diretti da Giuliano Carella

ANTONIO VIVALDI

da L’OPERA IV

“La Stravaganza”

Esecuzione integrale 2026-2027

Il Primo Libro - Sei Concerti per violino, archi e basso continuo


Nato dalla collaborazione tra I Solisti Veneti e il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e giunto alla sua settima edizione, il ciclo concertistico I Solisti Veneti per il FAI conferma anche nel 2026 la propria vocazione: portare la grande musica nei Beni della Fondazione, trasformando ville, castelli e dimore storiche in spazi di ascolto, racconto e scoperta. Luoghi vivi, capaci di entrare in risonanza con i programmi musicali e di amplificarne bellezza e significato. Una missione che riunisce Musica, Arte, Storia e Architettura, e che si riverbera in concerti che negli anni hanno registrato quasi sempre il tutto esaurito. 


Mercoledì 9 settembre la musica di Antonio Vivaldi incontrerà uno dei più importanti centri di arte contemporanea, noto in tutto il mondo per la collezione permanente e per le mostre dal respiro internazionale che ospita: la settecentesca Villa Panza, sul colle di Biumo a Varese.




Protagonisti del concerto, in programma alle ore 21 nell’armonica architettura della corte interna del Bene, saranno I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella(IN FOTO), impegnati nella prima parte dell’esecuzione integrale dell’Opera IV, “La Stravaganza”, uno dei vertici della produzione concertistica di Vivaldi e una delle raccolte che più hanno contribuito a definire il nuovo volto del concerto solistico nel primo Settecento. Ad accogliere la musica di Vivaldi sarà una dimora dalla storia lunga e stratificata, ma soprattutto un luogo nel quale il rapporto tra passato e contemporaneità è diventato parte integrante della sua identità.


È con Giuseppe Panza di Biumo (1923-2010) che la Villa ha assunto la fisionomia straordinaria che oggi la contraddistingue. A partire dagli anni Cinquanta del Novecento, Panza, collezionista visionario, ha raccolto oltre 2.500 opere di arte europea e americana contemporanea – 150 delle quali ancora esposte qui – ispirate ai temi della luce e del colore. Con grande rigore estetico, Panza è riuscito a integrare le opere negli spazi della dimora, facendole dialogare con gli ambienti, la luce, l’architettura e il paesaggio, trasformandola così in un luogo sospeso tra una casa e un museo. Tra gli artisti presenti nella collezione figurano Dan Flavin, James Turrell, Robert Irwin, Robert Rauschenberg e Mark Rothko, insieme a numerosi altri protagonisti dell’arte contemporanea. 


Ed è proprio questo spirito di dialogo a rendere particolarmente significativo l’incontro con Vivaldi: una musica che, come l’arte contemporanea raccolta da Panza, nasce dalla ricerca, dalla sperimentazione e dalla volontà di spingere oltre i confini del linguaggio conosciuto.

Pubblicata all’inizio del Settecento, “La Stravaganza”, Opera IV, è una pietra miliare nello sviluppo del concerto solista. Dopo il successo dell’“Estro armonico”, pubblicato ad Amsterdam nel 1711, Vivaldi porta qui ancora più avanti la ricerca sul rapporto tra solista e orchestra, esplorando il potenziale virtuosistico e drammatico del violino attraverso spinte ritmiche, invenzioni melodiche, contrasti timbrici e improvvise accensioni espressive. Il titolo stesso è una dichiarazione d’intenti. “Stravaganza” allude alla libertà, alla fantasia, alla capacità di superare le convenzioni e di sorprendere l’ascoltatore. Vivaldi fa del concerto un vero laboratorio di idee: arpeggi spezzati, scale vertiginose, salti di corda, passaggi virtuosistici e ardite soluzioni armoniche trasformano il violino in uno strumento capace di una nuova teatralità. La scrittura mette il solista costantemente alla prova: il registro acuto, le corde doppie e triple, le figurazioni rapide e i repentini cambiamenti di carattere fanno emergere una concezione del virtuosismo che non è più semplice esibizione tecnica, ma strumento espressivo. Non sorprende che la musica di Vivaldi abbia avuto una fortuna straordinaria anche fuori dall’Italia. Johann Sebastian Bach studiò attentamente le sue composizioni, traendone materiale per celebri trascrizioni e riconoscendo nella sua scrittura un modello di straordinaria efficacia nella costruzione formale e nella definizione del gesto musicale.




Sul piano estetico, “La Stravaganza” incarna il gusto barocco per la meraviglia, lo stupore, il contrasto e l’effetto. Ma in Vivaldi la teatralità non è mai fine a sé stessa: diventa un modo per dare forma alla soggettività, per rendere percepibile l’individuo dentro la struttura musicale.


I movimenti allegri costruiscono il carattere della “Stravaganza”: sfarzo, sorpresa, energia e bravura. I movimenti lenti, al contrario, aprono improvvisamente spazi di maggiore intimità, permettendo al violino di cantare e di rivelare una dimensione più raccolta e introspettiva.

La tradizionale struttura tripartita – movimento veloce, movimento lento, movimento veloce – diventa così una vera macchina narrativa. Il solista emerge come protagonista, dialoga con l’orchestra, si oppone ad essa, la trascina e talvolta sembra quasi sottrarsi al suo ordine per poi ritrovarlo. È una delle ragioni per cui “La Stravaganza” rappresenta un passaggio fondamentale nella storia del concerto: il virtuosismo non è più esercizio fine a sé stesso, ma diventa prosa musicale, gesto capace di raccontare emozioni, tensioni, slanci e abbandoni. L’esecuzione affidata a I Solisti Veneti, sotto la direzione di Giuliano Carella, valorizzerà inoltre una caratteristica che appartiene alla tradizione stessa dell’Orchestra: considerare ogni componente come un solista d’eccezione.


La varietà delle voci individuali diventa così parte integrante dell’interpretazione. Per i sei Concerti del Primo Libro dell’Opera, sei differenti musicisti si alterneranno nel ruolo solistico, offrendo al pubblico le loro diverse personalità sonore e interpretative e trasformando l’esecuzione in un affresco nel quale la pluralità dei solisti restituisce le molteplici sfumature della fantasia vivaldiana.


L’ascolto permetterà quindi di seguire da vicino quel continuo dialogo fra solista e orchestra che costituisce il cuore della poetica concertistica di Vivaldi: un confronto fatto di opposizioni e complicità, di energia e sospensione, di virtuosismo e canto. Nel 2027 è prevista l’esecuzione dei successivi sei Concerti che compongono il Secondo Libro dell’Opera Quarta. 


In caso di condizioni meteo avverse, il concerto si terrà all’interno della Villa, nel Salone Impero.


I Solisti Veneti

Storica orchestra di Padova fondata nel 1959 da Claudio Scimone con l'obiettivo di diffondere la conoscenza della musica classica, divulgare nel mondo l’immenso patrimonio culturale veneto e italiano, offrire esperienze culturali d’eccellenza accessibili a tutti. Ascesa rapidamente ai vertici della fama internazionale, con più di 6.000 concerti in 90 diversi Paesi da oltre sessant’anni continua oggi a destare l’incondizionato entusiasmo del pubblico esplorando nuovi progetti e modalità di fruizione sotto la guida di Giuliano Carella, dal 2018 Direttore artistico e musicale e successore di Scimone.


Biglietti concerto

Intero € 25.00, Ridotto iscritti FAI € 20.00, Ridotto bambini under 12 e studenti € 10.

Info e biglietti: www.solistiveneti.it

Per acquistare il biglietto della mostra “Josef Albers: Meditations”, attualmente ospitata a Villa Panza, clicca qui. Il biglietto include la visita alla collezione permanente e al parco della Villa.



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