venerdì 11 settembre 2015

LE OPERE D'ARTE AL PADIGLIONE ITALIA EXPO 2015

Icone d’arte a Palazzo Italia
Il nostro Paese è da sempre patria di grandi maestri, nonché culla dell’arte e della cultura riconosciuta a livello mondiale: una delle ragioni che hanno spinto Padiglione Italia a presentare una scelta di opere provenienti da diverse regioni d’Italia. Padiglione Italia conferma così la volontà di rendere le regioni del nostro Paese protagoniste indiscusse, mostrando a tutti i visitatori la storia che accomuna luoghi molto diversi tra loro. La diversità si armonizza in un corpo unitario, fatto di grande bellezza, saper fare e voglia di futuro, in un dialogo armonico tra passato e presente e in un coinvolgimento appassionante che richiede l’utilizzo di tutti i sensi. 

Jennifer Statuario
L’esposizione di Padiglione Italia vanta la presenza di una scultura realizzata appositamente per Expo Milano 2015 da Vanessa Beecroft, artista italiana fra le più note nel panorama internazionale. Jennifer Statuario si compone di due sculture entrambe ricavate dal calco dal vero della sorella dell’artista. Lo stile utilizzato è quello classico-figurativo, mentre la posizione della scultura, posta a testa in giù, insieme ad altri elementi, ha lo scopo di destabilizzare l’idea di classicità, rappresentata invece appieno da un’altra opera del percorso artistico, la Hora, avvicinandosi al concetto di “membre fantome”, la cosiddetta sindrome dell’arto fantasma, che l’artista indaga nelle sue opere a partire dal 1993.

Hora



La statua di Hora, realizzata in marmo lunense di Carrara, appartiene probabilmente al I secolo d.C. con integrazioni quali la testa, la base e parte delle mani, risalenti a metà del XVI secolo. La dea è vestita di un drappo a pieghe, le cui stoffe modellate ne delineano le forme classiche al punto tale da rendere quasi reale l’impalpabilità della veste. Le donne sono vere protagoniste di Padiglione Italia.

Vucciria


La Vucciria di Renato Guttuso, tra i più importanti e rappresentativi interpreti della storia dell'arte italiana del '900 è un olio su tela, realizzato nel 1974 che offre un’intensa rappresentazione del famoso, storico mercato palermitano. L’opera è la perfetta sintesi degli stimoli raccolti nel percorso in assenza di vista e sancisce definitivamente il patto uomo-cibo-territorio.




L’Ortolano


L’Ortolano è una delle rarissime opere di Arcimboldo ad essere reversibile: ruotandolo di 180 gradi si trasforma in un altro soggetto completamente diverso dal primo. In questo caso la Ciotola di ortaggi si trasforma, capovolgendola, nella testa dell'Ortolano, costruito in modo da suggerire chiare allusioni sessuali maschili, simbolo di fecondità e della forza generatrice della natura.


Trapezophoros

Il Trapezophoros è un sostegno di mensa, in marmo dipinto, risalente alla seconda metà del IV secolo a.C. e rappresenta uno dei simboli dell’attività di recupero dei capolavori dell’arte e dei reperti archeologici trafugati, eccellentemente svolta in Italia dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale sotto la guida di Mariano Mossa, Generale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Sottratto dal luogo di rinvenimento negli anni Settanta, durante gli scavi nell’area archeologica di Ascoli Satriano, in Puglia, il sostegno di mensa è stato restituito all’Italia nel 2007 dal J. Paul Getty Museum di Malibù e gentilmente prestato a Padiglione Italia dal sindaco della città pugliese, Savino Danaro e da Luigi la Rocca, Sovrintendente per i Beni Archeologici della Puglia.