sabato 7 ottobre 2017

ESCE “AS YOU WERE” : LA PRIMA DA SOLISTA DI LIAM GALLAGHER


LIAM GALLAGHER ESCE “AS YOU WERE” IL SUO ALBUM DI DEBUTTO SOLISTA AVVISTATO A VARESE QUALCHE ANNO CHISSA' CHE QUELL'ESPERIENZA NON ABBIA CONTRIBUITO A TROVARE LA VENA ARTISTICA DI QUESTO SUO NUOVO PROGETTO MUSICALE....
  

Dopo una serie di sensazionali show,  Liam Gallagher ha dimostrato di essere tornato alla grande e di essere in forma smagliante. Qualche anno fa è stato avvistato in provincia di Varese come turista e a detta di lui da un amico per vedere dei cavalli, chissà che non gli sia servito per maturare questo primo progetto artistico.

Il suo primo album da solista AS YOU WERE esce oggi, venerdì 6 ottobre,  dopo essere anticipato da quattro tracce inedite “Wall Of Glass”, “Chinatown”, “For What It’s Worth” e “Greedy Soul”.

Tutti i brani del nuovo album rispecchiano le classiche influenze  ‘60/’70 riviste a aggiornate e adattate ai nostri tempi e vantano due produttori di prestigio Dan Grech-Marguerat e Greg Kurstin (l'uomo dietro a 25 di Adele). Non ho voluto reinventare nulla o lanciarmi in viaggi ipergalattici” – raconta Liam – “È lo stesso suono di Cold Turkey di Lennon, degli Stones, dei classici. Ma fatti a mio modo, ora”

Uno degli aspetti più straordinari delle canzoni è che tutte hanno uno scopo. Nessuna eccedenza, niente da tagliare. Tutte sembrano essere indirizzate a qualcuno o qualcosa, inquadrando bene l’album e chiarendo la sua versione della storia, come la swing “Greedy Soul”, che rimanda un po’ al suono di  Bo Diddley e che incenerisce  chi definisce “ungrateful dead”, o la mega-ballata “For What It’s Worth” che Liam ha scritto con Simon Aldridge dei Cherry Ghost e contiene forse il ritornello più forte.

La copertina dell’album è un’iconica nuova immagine di Liam scattata dal celebre fotografo, fashion designer e direttore creativo Hedi Slimane.
L’album è disponibile nella versione CD, CD DELUXE e LP




La tracklist di  ‘As You Were’ è:

1.      ‘Wall Of Glass’
2.      ‘Bold’
3.      ‘Greedy Soul’
4.      ‘Paper Crown’
5.      ‘For What It’s Worth’
6.      ‘When I’m In Need’
7.      ‘You Better Run’
8.      ‘I Get By’
9.      ‘Chinatown’
10.  ‘Come Back To Me’
11.  ‘Universal Gleam’
12.  ‘I've All I Need’
Le Bonus Tracks nelle versioni deluxe dell’album sono:
13.  ‘Doesn’t Have To Be That Way’
14.  ‘All My People / All Mankind’
15.  ‘I Never Wanna Be Like You’



Il video di Wall of Glass : https://www.youtube.com/watch?v=YdJc7-ZEuT0



Il video live di For What It’s Worth agli Air Studios: https://www.youtube.com/watch?v=SDrPghDvYA4

LIAM GALLAGHER

A differenza della box, il rock’n’roll non è rinomato per i grandi ritorni. Dopo qualche passo falso di solito c’è un “addio”, “passatela bene”, “chi sei, che non mi ricordo più?”. Occasionalmente, tuttavia, un peso massimo della musica, pur perdendo un incontro, riemerge in seguito ancora più forte. David Bowie, ad esempio, ha attraversato un lungo periodo di inattività prima di rinascere. Paul Weller ha passato un po’ di anni difficili prima di iniziare la sua carriera da solista. Ora possiamo aggiungere un terzo campione, che con la sua voce ha definito un’era, alla lista di coloro che rivogliono indietro la cintura: Liam Gallagher.

Dopo che i Beady Eye si sono ufficialmente sciolti nel 2004, per la prima volta in 20 anni Liam si è ritrovato fuori da quella bolla in cui aveva vissuto come membro di un gruppo rock ben organizzato e con un apparato manageriale appropriato. Si è ritrovato improvvisamente ad essere solo un tipo come tanti ("una leggenda come tante” ci tiene a specificare) e a pensare cosa avrebbe dovuto fare.
Per un po’ ha accarezzato l’idea di trasferirsi a Mallorca e di vivere alla “Sexy Beast” tutto il giorno spalmato a bordo piscina a prendere il sole. Se ne è andato un po’ in vacanza. Ha fatto jogging. Si è fatto qualche birretta. E ha divorziato. Dopo tutto ciò, si è guardato a lungo allo specchio e si è ricordato chi è e cosa fa. È Liam Gallagher, figlio di Peggy Gallagher di Burnage, Manchester, il miglior cantante e frontman della sua generazione. Quindi ha deciso di cantare ancora qualche altra canzone. Mallorca poteva aspettare.

Canticchiando nel suo solito stile idiosincratico, mentre suonava la chitarra nella sua casa londinese, si è sorpreso a scrivere una canzone. “Non sono certo un professionista in questo” confessa onestamente. “Assomiglia un po’ a Frankenstein, ma suppongo che ognuno abbia il proprio modo di comporre. Nemmeno Paul McCartney si è seduto a tavolino e ha composto Hey Jude in due minuti”.

La canzone che aveva scritto si intitolava Bold, carica di soul-rock e forte abbastanza da garantirgli un contratto della Warner. C’era sicuramente qualcosa in quello che aveva scritto. Alla fine si è ritrovato con un bel po’ di canzoni scritte che ha voluto provare a Londra con un multistrumentista chiamato Dan McDougall, prima di incontrate produttori e co-autori. “La Warner mi ha detto ‘ti va di scrivere con qualcuno?’ e io ‘non l’ho mai fatto, perché no?’”. È volato a Los Angeles, ha incontrato moto gente ma quello con cui si è trovato subito bene è stato Greg Kurstin. “Greg mi ha fatto sentire alcune sue cose, abbiamo chiacchierato, ci siamo scambiati delle idee, ci siamo organizzati e, in men che non si dica, avevano già delle nuove canzoni. Sono il primo ad essere sorpreso che abbia funzionato, ma le canzoni che abbiamo scritto sono eccezionali”.

Tra queste canzoni c’è il bellissimo primo singolo da solista di Liam, Wall Of Glass. Se si facesse un’equazione di tutti gli elementi che hanno reso i primi singoli degli OASIS così apocalittici – potenti ondate di chitarre, melodie irresistibili, ritmi fragorosi e la voce di Liam Gallagher che canta in modo incredibilmente accattivante - ‘Wall Of Glass’ ne sarebbe il risultato. Potenziato da una produzione contemporanea e carica di bassi, il brano ci presenta il suono di Liam da una nuova angolazione, pur mantenendo i tratti caratteristici che lo hanno reso un artista così tanto influente. È difficile ricordare un tempo in cui Liam abbia cantato meglio – è come sentirlo ancora per la prima volta, con quella stessa bramosa minaccia che ha chiamato a raccolta milioni di cuori alla fine del primo ritornello di Supersonic. La sua voce è decisamente ai massimi livelli.

Beh, sì”, concorda. “Sono un buon cantante! Faccio centro 9 volte su 10. In studio, senza dubbio. Lì non ho mai cantato male”.

Le registrazioni dell’album sono avvenute in due diversi luoghi con due produttori. A Los Angeles con Greg Kurstin, che ha suonato anche tutti gli strumenti in tutte e 4 le canzoni che ha prodotto
(Wall Of Glass, Paper Crown, Come Back To Me e lo psichedelico pop frusciante di It Doesn’t Have To Be That Way). E a Londra con Dan Grech-Marguerat. I musicisti per le sessioni londinesi allo Snap in Finsbury Park sono stati Mike Moore alla chitarra, il tasteriesta Martin Slattery e Dan McDougall alla batteria. Moore e McDougall suonano anche in tour con Liam, insieme al bassista Drew McDonnell.
Il suono che sono riusciti a creare durante queste sessioni, e che alla fine andrà a far parte del suo album di debutto da solista, è tutto ciò che uno potrebbe sperare da un album di Liam Gallagher: le classiche influenze ‘60/’70 riviste a aggiornate e adattate ai nostri tempi. Liam concorda. “Non ho voluto reinventare nulla o lanciarmi in viaggi ipergalattici. È lo stesso suono di Cold Turkey di Lennon, degli Stones, dei classici. Ma fatti a mio modo, ora”
Uno degli aspetti più straordinari delle canzoni che compongono il suo primo album da solista è che tutte hanno uno scopo. Nessuna eccedenza, niente da tagliare. Tutte sembrano essere indirizzate a qualcuno o qualcosa, inquadrando bene l’album e chiarendo la sua versione della storia, come la swing “Greedy Soul”, che rimanda un po’ al suono di Bo Diddley e che incenerisce chi definisce “ungrateful dead”, o la mega-ballata “For What It’s Worth” che Liam ha scritto con Simon Aldridge dei Cherry Ghost e contiene forse il ritornello più forte. “Ho voluto scrivere delle scuse,” dice Liam. “Non ad una persona, ma a tutti, perché io non sono bravo a chiedere scusa”.

Alcune canzoni sono un po’ anche dei ‘fuck you’”, continua. “So di cosa sto scrivendo. Delle teste di c***o in generale. A parte quella strana che parla delle persone che mi piacciono, ma non ce ne sono tante”.

Liam non vede l’ora di cantare queste canzoni in pubblico. “Sono pronto. Sono più che pronto. Voglio solo andare là fuori e far vedere a tutti quello di cui hanno sentito la mancanza. Pensavo che qualcuno sarebbe venuto a cercare di risolvere il problema mentre ero impegnato a non fare niente, ma no. Nessuno. Quindi suppongo che toccherà a me ... di nuovo.”

Liam Gallagher: torna ad occuparsi ancora degli affari. Grazie a Dio.

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